Wednesday, 17 June 2026
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Pubblicato il 17 June 2026 alle 07:00
San Teodoro. L'Istituto di Scienze Religiose si appresta a varare una significativa evoluzione sul piano didattico e pastorale. A partire dal prossimo mese di ottobre, prenderà il via un programma di corsi di formazione interamente online rivolto a tutta la diocesi di Tempio e Sassari. Un progetto che non sostituisce l'anno accademico ordinario in presenza, dedicato a chi consegue la laurea in Scienze Religiose, ma che si affianca ad esso in modalità "straordinaria" per formare i ministeri laici di catechista, lettorato e accolitato, aprendo le porte anche a chi desidera intraprendere il percorso verso il diaconato.
L'iniziativa, che vede la collaborazione sinergica con l'Accademia dei Popoli di Sassari e l'Istituto Euromediterraneo di Tempio per offrire moduli integrativi come informatica e inglese, rilascerà un diploma di formazione specifico. Abbiamo rivolto tre domande al preside dell'Istituto di Scienze Religiose, Don Cossu, per comprendere la portata di questa svolta tecnologica.
Don Cossu, la scelta di erogare i corsi dell'Istituto di Scienze Religiose in modalità totalmente online rappresenta una svolta significativa. Come si concilia la dimensione digitale e "a distanza" con l'obiettivo di una formazione che punta a essere integrale e profondamente comunitaria, specialmente quando si preparano i futuri catechisti, lettori o accoliti?
"Si tratta di corsi di formazione nati per rispondere alle esigenze del nostro territorio. La modalità online è stata pensata proprio per andare incontro a chi, pur avvertendo una profonda chiamata al servizio della Chiesa, si scontra con le difficoltà logistiche della nostra regione. Questo approccio non cancella la comunità, ma la estende. Chi segue il percorso dei ministeri lo farà online, mentre gli studenti dell'anno accademico ordinario proseguiranno in presenza. I due binari viaggeranno paralleli e integrati, garantendo che lo studio della teologia e della pastorale mantenga sempre il suo fine ultimo: il ritorno attivo e concreto nelle parrocchie di appartenenza".
La preparazione per i ministeri laici e per il diaconato tocca corde pastorali e umane molto profonde. Dal punto di vista didattico, quali strumenti tecnologici e metodologie avete adottato per far sì che lo schermo non sia una barriera, ma un canale capace di trasmettere e coltivare l'autentico spirito di servizio verso la Chiesa?
"La tecnologia è uno strumento, non il fine. Per evitare che lo schermo diventi una barriera fredda, il percorso online sarà supportato da una struttura solida che prevede non solo le lezioni teoriche, ma anche momenti di confronto. Inoltre, il piano formativo è arricchito dall'apporto delle altre due forze culturali della nostra diocesi: l'Accademia dei Popoli e l'Istituto Euromediterraneo. Grazie a loro, i corsisti riceveranno una formazione a 360 gradi che include lingue straniere e competenze digitali. Al termine del percorso verrà rilasciato un diploma di formazione che attesta non solo le competenze acquisite, ma l'idoneità a ricevere i ministeri laici, un segno tangibile di un legame spirituale e comunitario che lo schermo ha aiutato a stringere, non a rallentare".
Questo approccio fortemente tecnologico abbatte i confini geografici e facilita la conciliazione con i tempi della vita lavorativa e familiare. Che tipo di risposta state registrando da parte dei fedeli e in che modo questa flessibilità digitale sta ridefinendo il profilo di chi oggi sceglie di formarsi per mettersi a disposizione della comunità ecclesiale?
"La risposta è di grande interesse, proprio perché tocchiamo una necessità reale. Pensiamo alle nostre periferie, a quei paesi distanti dai centri principali come Olbia, Sassari o Tempio, dove percorrere chilometri la sera per frequentare le lezioni diventa complicato se non impossibile. Questa flessibilità permette a padri e madri di famiglia, a lavoratori e a giovani di conciliare i propri doveri quotidiani con lo studio e la fede. L'iscrizione in modalità "straordinaria" online apre le porte a un profilo di fedele nuovo, attivo, che magari in passato avrebbe rinunciato per motivi logistici. È un'opportunità straordinaria per essere cristiani formati e pronti al servizio, ovunque ci si trovi".
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