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Olbia, al via l’8Donna: idee, progetto, storia e scienza nell’edizione 2026

Ecco il programma

Olbia, al via l’8Donna: idee, progetto, storia e scienza nell’edizione 2026
Olbia, al via l’8Donna: idee, progetto, storia e scienza nell’edizione 2026
Barbara Curreli

Pubblicato il 07 March 2026 alle 08:00

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Olbia. L’evento L’8Donna - Edizione 2026 nasce dall’incontro di percorsi complementari che convergono verso un obiettivo comune: promuovere una profonda trasformazione culturale fondata sul rispetto tra i generi e sul contrasto a ogni forma di discriminazione e di violenza sulle donne in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

L’iniziativa è promossa dal Centro antiviolenza Prospettiva Donna insieme all’Associazione Gi.U.Li.A. Giornaliste, alla Fondazione Bracco e ad altre realtà del territorio impegnate nella tutela dei diritti e nella promozione dell’uguaglianza delle donne. L’evento è sostenuto dalla Regione Sardegna col patrocinio del Comune di Olbia e della Provincia della Gallura, con il contributo del progetto europeo CITIES – Cities Initiative Towards Inclusive and Equitable Societies (CERV-2023-EQUAL) che intende rafforzare la sensibilizzazione della cittadinanza sulle discriminazioni di
genere e su quelle intersezionali, promuovendo una cultura dei diritti, del rispetto e dell’inclusione.

Di tale progetto la città di Olbia è partner, e grazie ad esso è nato uno strumento operativo a supporto delle politiche locali di equità e inclusione: lo SPAD Olbia – Sportello Antidiscriminazioni della città di Olbia. L’edizione L’8Donna 2026 pone al centro i temi del valore del sapere e delle competenze delle donne, troppo spesso cancellati, marginalizzati o non adeguatamente riconosciuti.

Le riflessioni maturate negli anni dall’associazione Prospettiva Donna sulla complessità della violenza maschile contro le donne hanno evidenziato come la narrazione mediatica non si limiti a descrivere la realtà, ma contribuisca a produrre un’ulteriore vittimizzazione. Le parole utilizzate, le immagini selezionate, le gerarchie di visibilità costruiscono significati che possono normalizzare la violenza sulle donne e consolidare rappresentazioni distorte.

La violenza simbolica, inscritta nel linguaggio e nelle rappresentazioni, precede e legittima le altre forme di
violenza, contribuendo storicamente alla strutturazione di un dominio patriarcale che ha sistematicamente rimosso e subordinato il sapere femminile. Tale cancellazione simbolica ha sostenuto e alimentato disuguaglianze anche sul piano materiale. Intervenire nel campo dell’informazione e del simbolico significa
dunque agire sul livello profondo della produzione di significati che generano e interpretano la realtà. La formazione alla decostruzione degli stereotipi rappresenta un’azione strutturale capace di produrre cambiamento culturale e rafforzare la qualità democratica dello spazio pubblico. L’attuale fase storica è
segnata da trasformazioni radicali che impongono accurate riflessioni sulle nuove forme di violenza e disuguaglianza e sul loro impatto sui corpi delle donne.

La costruzione dell’immaginario collettivo non è più affidata esclusivamente ai media tradizionali, ma anche a infrastrutture digitali che selezionano, filtrano e gerarchizzano contenuti: algoritmi, piattaforme e sistemi di intelligenza artificiale contribuiscono a determinare quali voci siano visibili e quali restino ai margini. La lotta agli stereotipi non riguarda quindi
soltanto il linguaggio umano, ma anche il modo in cui i sistemi tecnologici apprendono, classificano e rappresentano il mondo, questo sarà il focus dell’evento. A fare da sfondo nel suggestivo spazio delle Casermette di Olbia, la Mostra fotografica “Una vita da scienziata – I volti del progetto #100esperte”.

La scelta di presentare questa esposizione rappresenta un’azione di riappropriazione simbolica del patrimonio culturale del sapere delle donne. La mostra rende visibili scienziate e professioniste nei settori STEM (Scienze, Technology, Engineering and Mathematics), concorrendo a raccontare, attraverso immagini e testimonianze, il contributo fondamentale delle donne nel mondo della scienza, valorizzando modelli femminili di competenza, impegno e innovazione. La scelta di presentare questa esposizione, rappresenta, quindi, un’azione di riappropriazione simbolica del patrimonio culturale del sapere
delle donne, con l’obiettivo di promuovere la parità di genere contrastare stereotipi culturali e offrire alle giovani generazioni esempi positivi di empowerment femminile nel mondo del lavoro e in ambito STEM.

La Fondazione Bracco ha ideato e curato la mostra fotografica che presenta volti e competenze di alcune delle più grandi scienziate italiane, protagoniste del progetto “100 donne contro gli stereotipi”, che vede tra i partner l’associazione Gi.U.Li.A. giornaliste. Il percorso di ritratti, realizzato dal celebre fotografo Gerald Bruneau, intende contribuire al superamento di pregiudizi in ambito scientifico, che l’immaginario collettivo delinea
ancora come prettamente maschile.

Biologhe, chimiche, farmacologhe, ingegnere, astrofisiche, matematiche, chirurghe, paleontologhe, informatiche: sono solo alcune delle professioni, condotte ai massimi livelli, delle scienziate ritratte nei loro luoghi di lavoro e al tempo stesso di rappresentare la scienza come bellezza e accessibilità proponendo alle giovani generazioni nuovi modelli di leadership.
La mostra “Una vita da scienziata” è stata esposta in diverse città italiane, tra queste Milano e Roma dove è stata ospitata alla Camera dei Deputati. Il tour internazionale ha toccato Washington, Philadelphia, Chicago, New York, Praga, Panama, Mexico City, San Paolo, Ginevra, Shangai, Heredia (Costa Rica).

Nella nostra regione, grazie al contributo della Fondazione di Sardegna, ha fatto tappa nell’autunno scorso a Cagliari, alla
Manifattura tabacchi, e dopo Olbia approderà a Sassari ad aprile.
Il progetto 100esperte, dal quale è originata la mostra, sarà anche uno dei temi dell’incontro “Stereotipi di genere nei media: la rappresentazione delle competenze femminili” accreditato dall’Ordine dei giornalisti della Sardegna con 5 crediti deontologici. Il progetto #100esperte, una banca dati online, con 100 nomi e curricula di professioniste in ambito STEM, è nato per iniziativa dell’Osservatorio di Pavia e dell’associazione Gi.U.Li.A, con la direzione di Fondazione Bracco e il supporto della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. La banca dati, nel tempo, è stata incrementata con il numero di esperte e ampliato i settori disciplinari. Attualmente le esperte sono 486.
L’incontro si propone di diffondere il progetto, pensato come uno strumento di lavoro per le giornaliste e i giornalisti, portare testimonianze di esperte del territorio, analizzare l’impatto degli stereotipi di genere, sulle carriere e sulle retribuzioni delle donne. La Mostra sarà visitabile dal 5 al 15 marzo, dalle ore 16 alle 21 e il mattino per le scuole. Si ricorda che l'orario del corso per giornaliste/i del 12 marzo si terrà alle ore 15.00, mentre l'evento della giornata 8 marzo avrà inizio alle ore 18.