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Olbia, al via i festeggiamenti dei Missionari della Consolata

Una festa con una mostra dedicata ai diritti fondamentali dei bambini

Olbia, al via i festeggiamenti dei Missionari della Consolata
Olbia, al via i festeggiamenti dei Missionari della Consolata
Patrizia Anziani

Pubblicato il 17 giugno 2021 alle 13:00

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Olbia.  "Il culto della Consolata non sarà soltanto contemplativo, ma attivo", così era stata annunciata, nel lontano 29 gennaio 1901, la fondazione dell'Istituto dei Missionari della Consolata a Torino da parte del beato Giuseppe Allamano. Un ordine, quello dei missionari e delle missionarie della Consolata, che da allora non ha mai smesso di essere punto di riferimento per i più bisognosi e portatore di speranza e fede in ogni parte del mondo a cominciare dall'Africa e poi America Latina, Corea del Sud, Mongolia e Taiwan con il sempre vivo desiderio di entrare in Cina non appena le condizioni lo consentiranno.

Anche a Olbia i Missionari della Consolata sono da anni un prezioso e costante punto di riferimento per chi ha bisogno, desidera accostarsi alla confessione, partecipare alla messa, per chi desidera avere un accompagnamento spirituale.

Un lavoro fatto con impegno, docilità e umiltà, incentrato sul culto mariano che fin da subito ha portato buoni frutti in città.  Missionari urbani per una realtà come Olbia cresciuta velocemente e che serba molte criticità nascoste: disagio giovanile, povertà, droga, miserie umane e quel bisogno dei più fragili e degli emarginati che nella piccola e accogliente chiesa - molto amata e frequentata anche per la sua semplicità - trova un aiuto silenzioso e concreto, un punto di riferimento. 

La chiesa di Via Venafiorita a Olbia è anche una vera e propria dimora dell'anima, resa accogliente grazie al lavoro costante dei Missionari che ogni giorno, aiutati da Maria, madre di Gesù, operano nei cuori degli olbiesi, sempre al servizio del territorio e dei bisogni della Diocesi di Tempio Ampurias.   

Quest'anno la festa dei Missionari di Olbia sarà incentrata con uno sguardo verso i più piccoli, verso i diritti fondamentali dei bambini, il nostro futuro, la nostra speranza.  

Domenica prossima, 20 giugno, sarà una festa vissuta in un periodo di pandemia, nel rispetto delle norme anti-contagio Covid-19. Sarà una festa semplice, organizzata secondo lo spirito missionario incentrato sulla figura di Maria a cui si ispira da sempre l'ordine fondato dal beato Allamano. 

Padre Gianfranco Zintu da meno di un anno è responsabile dei Missionari di Olbia, ma ha già conquistato i fedeli olbiesi per la sua simpatia, gentilezza e spiccata capacità.  È stato lui a raccontarci con entusiasmo che l'ordine dei Missionari della Consolata è presente in Africa, in America Latina e già dagli anni Ottanta in Corea del Sud, in Mongolia e in Taiwan.

"La nostra missione è proprio verso gli estremi confini della terra, diciamo così, ecco. L'unico vescovo che vive in Mongolia è un missionario della Consolata. Giorgio Marengo, abbastanza giovane, è stato ordinato Vescovo da Papa Francesco per tutta la Mongolia, una nazione che ha appena vent'anni di tradizione cristiana e con appena 800 cristiani. Anche lì si porta avanti un discorso di dialogo, di incontro con le culture, con le religioni, con un servizio rivolto soprattutto ai più bisognosi e ai piccoli".

In occasione della festa della Consolata 2021, padre Gianfranco ha voluto esporre una mostra con pannelli esplicativi incentrata sui diritti fondamentali dei bambini.

"Per questa mostra - spiega padre Gianfranco - ho voluto mettere anche uno dei quadri sui diritti dei bambini delicato propria alla Mongolia. Un pannello dedicato ai bambini che vengono abbandonati in un paese noto per i suoi forti e freddi inverni, loro soffrono maggiormente. Quest'anno ho voluto dedicare la festa ai bambini perché credo che con questa pandemia ci sia il pericolo di perdere di vista le cose importanti della vita. Sì, ci lamentiamo perché ci sono tanti problemi, tante difficoltà, però a volte incontrare altre culture, altre realtà, altre storie ci aiuta a comprendere meglio i problemi che stiamo vivendo noi e quelli che vivono gli altri, ma soprattutto a comprendere meglio tutte le cose belle e positive che noi abbiamo". 

Padre Zintu è una fonte preziosa di esperienze vissute nei luoghi ai margini della società, dove si tocca con mano la miseria, ma anche la disperata voglia di vivere. Lui ha invitato tutti a condividere questa festa e a partecipare alla speciale esposizione "Direi quasi che questa è una piccola mostra su cui riflettere, affinché possiamo imparare a lamentarci un po' meno e a ringraziare un po' di più. A ringraziare soprattutto per quello che abbiamo, quello che viviamo, quello che siamo,  e soprattutto per continuare a crescere nel rispetto, direi verso i più piccoli, che sono quelli che rappresentano davvero il nostro punto di riferimento, l'educazione e il futuro del mondo.  Certamente prendendoci cura della natura, ma anche preparando i cuori di questi ragazzi, di questi bambini, perché possano assumere la responsabilità di un mondo affinché questo possa essere - come dice Papa Francesco - più fraterno, più equo e più giusto". 

Mentre prosegue la novena della Consolata, staser comincia il triduo in suo onore: alle ore 17.30. ci sarà il Rosario cui seguirà la Santa Messa. Venerdì 18 giugno alle ore17.30 Rosario e Santa Messa. Sabato 19 giugno sempre alle ore 17:30 ci sarà il Rosario e la Santa Messa a cui seguirà alle ore 21.00 la fiaccolata e una testimonianza missionaria.
Domenica 20 giugno, per la festa della Consolata ci sarà la Santa Messa delle ore 10.00 e alle ore 18.00. verrà celebrata la Messa  Solenne della Consolata a cui seguIrà subito dopo un piccolo rinfresco per i presenti.