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Olbia: 911 i bambini nati nel 2013

Olbia: 911 i bambini nati nel 2013
Olbia: 911 i bambini nati nel 2013
Angela Galiberti

Pubblicato il 07 gennaio 2014 alle 11:10

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Olbia, 07 Gennaio 2014 - Una lieve flessione dell'1% delle nascite abbinata, però, al consolidamento di un risultato importante: superare i 900 parti. Il 2013, per il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'Ospedale "Giovanni Paolo II" di Olbia guidato dal primario Antonio Rubattu, è stato un anno importante. A differenza dell'andamento regionale e nazionale, il nosocomio olbiese tiene il passo e conferma i suoi 911 bambini nati tra le sue confortevoli mura (nel 2012 erano stati 921). Un risultato fondamentale per il reparto di Ostetricia e Ginecologia, soprattutto se si considera che il nosocomio olbiese non offre, al momento, servizi come la Partoanalgesia e la Terapia intensiva neonatale. “Con i numeri registrati dalla nostra struttura che oramai si sono consolidandosi negli anni – ha detto il direttore del reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Giovanni Paolo II, il dott. Rubattu – ci avviciniamo a quella soglia identificata dal Ministero della Salute che prevede oltre i mille parti il passaggio ad una struttura dotata almeno di un’assistenza Subintensiva neonatale”. Piano piano, dunque, l'Ospedale di Olbia cresce e lo fa anche grazie a chi lo sceglie per mettere al mondo i propri figli. Una scelta dettata dai servizi offerti e dalla loro qualità. Il reparto di Ostetricia e Ginecologia è dotato di molti comfort per le partorienti. Tutto il reparto è strutturato per rendere il momento nascita un momento bello, sereno, pieno di emozioni con un occhio di riguardo alla salute psico-fisica della partoriente, la quale è accompagnata verso il grande momento con delicatezza e umanità. L'ospedale di Olbia garantisce diversi servizi come il rooming in (che consente alle mamme di stare molto tempo con i neonati), il parto in acqua, il prelievo del sangue cordonale, il "Percorso del bambino podalico", il "Travaglio prova - post cesareo", i metodi naturali per il controllo del dolore. A questi servizi, però, la Asl numero 2 ne vuole affiancare altri ritenuti indispensabili. “Nel 2013 come Azienda abbiamo cercato di attivare il servizio di Partoanalgesia, un’assenza che in questi anni ha costretto numerose donne a migrare verso altri centri. Con la Direzione Aziendale, guidata dal direttore generale Giovanni Antonio Fadda, nell’intento di garantire anche in Gallura il diritto delle donne di partorire senza dolore, abbiamo cercato di attivare, senza non poche difficoltà, il servizio, diventato ormai indispensabile - ha sottolineato il primario Rubattu - In attesa di una risposta definitiva da parte della Regione, come Azienda abbiamo intrapreso un percorso che ci consentirà di avviare a breve un “progetto sperimentale” che, grazie alla preziosa collaborazione degli Anestesisti, e con i soli fondi delle prestazioni aggiuntive, consentirà di attivare anche negli ospedali galluresi il servizio di Partoanalgesia. Una assistenza diventata oramai irrinunciabile, che consentirà anche alle nostre donne di poter scegliere di partorire senza dolore”. Altri dati interessanti. L'età media delle partorienti è aumentata di 4 anni, passando da 32 anni a 36 anni. Esattamente come nel resto d'Italia, anche nel Nord Sardegna tante over 40 decidono di mettere al mondo un bambino, utilizzando anche la fecondazione assistita che porta, spesso e volentieri, a parti gemellari o plurigemellari. Un altro fenomeno interessante riguarda la nazionalità delle mamme che scelgono l'ospedale di Olbia per partorire. Il 22% delle partorienti (195 donne) del 2013 era di nazionalità diversa da quella italiana. In pole position si piazza la Romania con 86 mamme, segueno a grande distanza il Marocco con 16 partorienti e il Senegal con 11 partorienti. Anche quest’anno l’ospedale olbiese si caratterizza per la sua multietnicità: nel reparto materno-infantile erano presenti 35 nazionalità, per un totale di 195 mamme straniere, circa il 22% del totale delle partorienti. Fuori dal podio: Polonia (8 mamme), Svizzera, Pakistan, Brasile, Cina, Russia, Austria, Egitto, Thailandia, Ecuador, Messico, Canada, Svizzera e Australia.

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