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Bianca, Cronaca

Olbia, ragazzi scomparsi. L'indignazione del preside: "studenti non sono menefreghisti"

La tv nazionale si occupa del caso

Olbia, ragazzi scomparsi. L'indignazione del preside:
Olbia, ragazzi scomparsi. L'indignazione del preside:
Barbara Curreli

Pubblicato il 03 February 2024 alle 08:38

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Olbia.  La scomparsa di Karol Canu e Giuseppe Contini continua a destare angoscia in città, nelle due famiglie, tra amici e parenti. Del caso si stanno occupando le forze dell'ordine, ma anche tanti volontari, e nella giornata di ieri sono stati effettuati anche dei sopralluoghi con l'elicottero Fiamma. La città è tappezzata di volantini, I due giovani sono scomparsi da più di una settimana e il caso di cronaca è rimbalzato anche sui quotidiani e nelle trasmissioni televisive nazionali, della vicenda si è occupato anche Chi l'ha visto.

I due giovani che frequentano l'Istituto tecnico professionale hanno ricevuto anche l'appello del loro Preside, Gianluca Corda che ha preso la parola anche ieri per tutelare tutti i suoi ragazzi: "Leggo dispiaciuto commenti sommari sulle dichiarazioni di alcuni nostri alunni oggi all’uscita di scuola trasmessi da una nota trasmissione televisiva nazionale" -scrive Corda- (la trasmissione  in questione è la vita in diretta ndr) "Qualcuno si è messo nei panni di quei ragazzi e di quelle ragazze, quattordicenni e quindicenni, che stanno vivendo giornate di tensione, paura e ansia per quanto successo a due compagni?" -e prosegue- "Qualcuno ha pensato che i loro commenti, apparentemente di “menefreghismo” per quanto accaduto, nascondano invece la vergogna di ragazzini inseguiti all’uscita di scuola senza volerlo da telecronisti e telecamere senza nessun preavviso e senza l'autorizzazione della scuola e dei loro genitori? E non basta non essere inquadrati nel volto, 
Scusate, ma i miei/nostri ragazzi non si “attaccano” così!" 

Sicuramente queste parole sono un ottimo spunto di riflessione: In questo momento di grande sconcerto, paura e preoccupazione serve si essere attenti e vigili, cercare di capire, parlarne, ma soprattutto avere delicatezza e tatto nel confrontarsi con questi ragazzi.