Thursday, 15 January 2026

Informazione dal 1999

Cronaca, Nera

Giustizia dopo anni di silenzio: la Chiesa riconosce la dolorosa verità di padre Paolo Contini

Il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Sardo ha accertato la sussistenza degli abusi.

Giustizia dopo anni di silenzio: la Chiesa riconosce la dolorosa verità di padre Paolo Contini
Giustizia dopo anni di silenzio: la Chiesa riconosce la dolorosa verità di padre Paolo Contini
Patrizia Anziani

Pubblicato il 15 January 2026 alle 16:00

condividi articolo:

Roma. Dopo anni di silenzio e un lungo e doloroso percorso, è arrivata una sentenza che riconosce la verità delle denunce presentate da padre Paolo Contini. Il Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Sardo ha infatti accertato la sussistenza degli abusi e disposto la dimissione dallo stato clericale di don Valerio Manca, sacerdote della diocesi di Tempio-Ampurias, noto in passato come padre Emanuele.

La decisione è stata pronunciata il 14 gennaio 2026 a Roma, presso la Pontificia Università della Santa Croce, al termine del procedimento penale canonico. Il Collegio giudicante ha stabilito che sussiste il delitto contro il sesto comandamento del Decalogo con minore, ai sensi del canone 1395 §2 del Codice di Diritto Canonico, infliggendo la pena più grave prevista dall’ordinamento ecclesiastico: la perdita definitiva dello stato clericale.

La sentenza rappresenta per padre Paolo Contini il riconoscimento di una verità a lungo negata. In un video diffuso sui social, il sacerdote ha affidato alle sue parole il senso profondo di questo passaggio:"La mia denuncia era necessaria. Non per me, ma prima di tutto per poter fare luce su quello che è successo in seminario. È stata una denuncia necessaria e anche molto dolorosa".

Padre Paolo Contini ha ricordato il lungo cammino affrontato per arrivare a questo risultato: "Sono stati cinque anni di lotta per affermare una verità che finalmente è stata accolta e sancita dalla sentenza". Un percorso che affonda le radici lontano nel tempo, nei primi anni della sua esperienza: "La mia prima esperienza in seminario risale al 1969. Allora non si parlava, non si aveva nemmeno il linguaggio per comprendere fino in fondo ciò che accadeva".

Nel video, padre Paolo Contini utilizza una potente metafora legata al mare per raccontare questi anni:"Oggi sono qui, in riva al mare di Torre Grande. Non è il mare più bello della Sardegna, ma è il mare dove ho sempre vissuto, dove ho imparato a nuotare. Mamma ci portava qui e ci insegnava a stare a galla". E conclude con parole che restituiscono tutta la fatica attraversata:"Per cinque anni ho nuotato in una tempesta della mia vita. Non è stato facile".

L'attuale vescovo di Tempio-Ampurias, monsignor Roberto Fornaciari, ha preso atto ufficialmente della decisione relativa a un sacerdote incardinato nella Chiesa locale, ribadendo la fiducia nell’operato del Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Sardo, delegato alla trattazione della causa da monsignor Sebastiano Sanguinetti.

Il presule ha inoltre dichiarato di restare in attesa del pronunciamento definitivo della Santa Sede. Il vescovo, il vicario generale e l’intero clero hanno espresso vicinanza, sostegno e solidarietà a padre Paolo Contini e alla comunità, profondamente provate da una vicenda che ha generato dolore e sconcerto.

La decisione del Tribunale ecclesiastico rappresenta un passaggio di grande rilevanza, perché riconosce ufficialmente la responsabilità accertata e riafferma la centralità della tutela delle persone vulnerabili. Per padre Paolo Contini non si tratta di una rivalsa, ma del riconoscimento di una verità attesa a lungo, emersa dopo anni di silenzio e sofferenza.