Thursday, 02 April 2026

Informazione dal 1999

Cultura, Musica

Arzachena si veste di nuova luce con Pasquetta Sound Festival

Arzachena si veste di nuova luce con Pasquetta Sound Festival
Arzachena si veste di nuova luce con Pasquetta Sound Festival
Laura Scarpellini

Pubblicato il 02 April 2026 alle 07:00

condividi articolo:

Arzachena. C’è un sottile filo invisibile che unisce l'architettura di un borgo alla vita sociale di chi lo abita. Un filo che sabato 4 aprile 2026, a partire dalle ore 16:00, tornerà a vibrare ad Arzachena in occasione dell'atteso via al Pasquetta Sound Festival. L'iniziativa, fortemente voluta e promossa dall’assessore allo Sport e Spettacolo Nicoletta Orecchioni, non è semplicemente un cartellone di eventi, ma un vero e proprio manifesto di rinascita urbana e coesione sociale.

Il palcoscenico naturale di questo debutto sarà la celebre scalinata di Santa Lucia in corso Garibaldi. È qui che il prestigioso collettivo Truly Design Crew svelerà "Upwards", un’installazione d'arte urbana che trasforma i gradini in un percorso ipnotico ispirato alla proporzione aurea. Un modo elegante per dimostrare come l'arte pubblica possa rigenerare gli spazi condivisi, stimolando il dialogo tra i passanti.

Ma il Festival è soprattutto un viaggio emozionale nel cuore dell’identità isolana. Subito dopo la presentazione dell'opera, lo spettacolo "Isola in Festa", ideato e condotto da Giuliano Marongiu, prenderà per mano il pubblico. Sarà un abbraccio tra passato e presente: dalle note ancestrali delle launeddas di Roberto Tangianu e dell'organetto di Peppino Bande, fino alle voci di Andrea Zara, Fabrizio Sanna e Laura Santucciu, arricchite dalle movenze del corpo di ballo Incantos e dalla presenza del Gruppo Folk Santa Maria di Arzachena.

Foto Amministrazione Comunale Arzachena

Il centro storico si accenderà anche di profumi e saperi artigianali, tra l'esposizione di bijoux e quadri e il laboratorio sulle "paste gioiello" curato da Maria Antonietta Mazzone. Il tutto mentre la comunità si ritroverà a condividere la degustazione delle tradizionali formaggelle (li casgiatini) e della carne arrosto, in quel rito della convivialità che da sempre cementa i legami sociali nei piccoli centri.

Il momento più atteso della serata vedrà salire sul palco l'energia e l'orgoglio tutto arzachenese della Mi La Band. Il gruppo non si limiterà a far cantare la piazza con i grandi successi internazionali, ma presenterà ufficialmente i brani del nuovo, attesissimo disco intitolato “Giuda”.

Abbiamo incontrato Antonio Fresi, carismatico frontman della band, per farci raccontare l'emozione di questo concerto speciale.

Fresi, cosa significa per voi "giocare in casa" in un evento così importante che apre ufficialmente la stagione turistica in Gallura?

"Giocare in casa, in una cornice così importante come quella del Pasquetta Sound Festival, per noi ha un valore che va oltre il semplice concerto. Esibirci ad Arzachena significa guardare negli occhi la nostra gente e sentire quell’energia autentica di chi ci ha visto nascere e crescere. È un’emozione forte, ma anche una grande responsabilità: quando suoni davanti al tuo pubblico vuoi sempre dare qualcosa in più, lasciare il segno.Il fatto poi di inserirci in un contesto che idealmente ci affianca a grandi nomi della musica nazionale ci riempie d’orgoglio e ci dà ancora più carica. È uno stimolo a dimostrare che anche da un territorio come il nostro possono partire progetti veri, credibili e pieni di passione.C’è poi un aspetto per noi fondamentale: essere parte dell’avvio della stagione turistica e culturale della Gallura. In qualche modo diventiamo la colonna sonora di un momento di rinascita, di festa e di incontro. Ed è proprio lì che ci sentiamo a casa: quando la musica riesce a unire le persone e a restituire al territorio almeno una parte dell’amore che ci regala ogni giorno".

Come avete strutturato la scaletta per questa serata speciale e cosa dobbiamo aspettarci dalle canzoni del nuovo album?

"Abbiamo costruito la scaletta come un vero viaggio, pensato per far incontrare mondi diversi senza mai perdere energia. Il nostro punto di partenza è sempre lo stesso: far cantare e coinvolgere tutti. Per questo ci saranno i grandi classici della musica italiana, quelli che uniscono le generazioni e trasformano la piazza in un unico coro.Ma dentro questo percorso abbiamo voluto inserire anche la nostra identità, il legame con la Sardegna e con la Gallura. Non in modo forzato, ma naturale: attraverso sonorità, richiami e atmosfere che fanno parte di noi. L’idea è quella di far dialogare la tradizione con il presente, creando momenti in cui l’emozione della nostra terra si fonde con l’energia pop del nostro repertorio.Inoltre sarà una bellissima occasione per portare sul palco, in anteprima, alcuni brani del nostro album "Giuda", a cui siamo profondamente legati. Sarà un momento importante di connessione diretta con chi ci segue, quasi uno spoiler dal vivo di un progetto che vedrà ufficialmente la luce il prossimo 10 aprile".

Come riuscirete a bilanciare sul palco la vostra storica anima festosa con la profondità e l'intimità che caratterizzano un disco come "Giuda"?

"In realtà cercheremo di portare sul palco entrambe le nostre anime, perché sono due facce della stessa medaglia. Il nostro live nasce per far divertire, cantare e ballare la gente, ed è qualcosa a cui non rinunceremo mai, soprattutto in una piazza come Arzachena dove l’energia deve essere condivisa e immediata. Allo stesso tempo, però, "Giuda" rappresenta un passo importante per noi: un lavoro più intimo e sincero, dove abbiamo messo dentro esperienze, fragilità e riflessioni che fanno parte del nostro percorso umano, oltre che artistico. Sarebbe un peccato non portare almeno una parte di questa verità sul palco.Quindi ci sarà spazio anche per quei brani, magari in momenti più raccolti dello show in cui l’attenzione si sposterà dall’energia alla profondità. È proprio questo contrasto che ci piace: passare dalla festa all’emozione, dal saltare insieme al fermarsi un attimo a riflettere. Crediamo che oggi il pubblico cerchi entrambe le cose: il divertimento e l'immedesimazione. Riuscire a far vivere tutte e due queste dimensioni nello stesso concerto significa aver fatto davvero un buon lavoro".