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Aggius, rivoluzione acqua: niente Abbanoa, Comune gestirà in autonomia la risorsa idrica

Concluso il percorso di "emancipazione"

Aggius, rivoluzione acqua: niente Abbanoa, Comune gestirà in autonomia la risorsa idrica
Aggius, rivoluzione acqua: niente Abbanoa, Comune gestirà in autonomia la risorsa idrica
Olbia.it

Pubblicato il 01 luglio 2022 alle 15:42

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Aggius. Una piccola rivoluzione che, però, ha un valore politico e sociale molto alto. il Comune di Aggius può ufficialmente gestire in autonomia la sua acqua, l'oro blu che in Sardegna viene gestito da Abbanoa.

Il piccolo comune gallurese è riuscito, insieme ad altri piccoli comuni sardi (per la verità non tantissimi), a uscire dall'ente gestore unico delle acque sarde e a diventare indipendente. 

"Con profondo piacere ed orgoglio vi annuncio che ad Aggius è stato riconosciuto il diritto di poter gestire per SEMPRE le proprie risorse idriche. Questo suggella il fatto che Abbanoa non potrà più entrare ad Aggius per gestire le nostre acque - scrive il sindaco di Aggius, Nicola Muzzu -. Una battaglia iniziata 20 anni fa si è conclusa con la vittoria definitiva. Voglio ringraziare l’ufficio tecnico comunale che con un lavoro puntiglioso e certosino ci ha permesso di raggiungere questo importantissimo traguardo".

A sancire l'uscita da Abbanoa è stata l'Egas. 

Nella seduta di ieri il Comitato istituzionale d’Ambito dell’Egas ha deliberato il riconoscimento della gestione autonoma del Servizio idrico integrato per 19 comuni della Sardegna. Si tratta di: Aggius, Anela, Arzana, Bessude, Bonarcado, Bottida, Bultei, Burgos, Cheremule, Esporlatu, Fluminimaggiore, Gadoni, Lotzorai, Nuxis, Olzai, San Vero Milis, Tertenia, Teulada, Villagrande Strisaili.

Si chiude così un percorso di interlocuzioni avviato negli ultimi anni tra gli enti locali interessati, che chiedevano di gestire autonomamente il servizio, e l’Egas, chiamato a verificare per ciascuno di essi la sussistenza dei requisiti previsti dalla normativa nazionale.

Secondo il Codice dell’ambiente, infatti, in due casi gli enti locali possono ottenere la salvaguardia e la tutela della gestione autonoma: quando si tratti di comuni montani con meno di mille abitanti oppure quando un comune disponga contemporaneamente dell’approvvigionamento da fonti qualitativamente pregiate, di sorgenti ricadenti in parchi naturali o aree protette o in siti individuati come beni paesaggistici, dell’utilizzo efficiente della risorsa e della tutela del corpo idrico.

 “Con i riconoscimenti appena deliberati realizziamo uno degli obiettivi che il Comitato istituzionale d’ambito si era posto sin dal suo insediamento, ovvero quello della tutela e della salvaguardia delle gestioni autonome- commenta il presidente dell’Egas Fabio Albieri - La legge stabilisce infatti che da oggi i comuni che non posseggano i requisiti previsti debbano confluire nella gestione unica, con l’affidamento ad Abbanoa della gestione del servizio a partire dal 30 settembre”.