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Zahra Aga Khan, eleganza e memoria: il volto umano di una grande eredità

La Principessa Zahra Aga Khan testimone autentica di un’eredità che continua a parlare al futuro dell'Isola

Zahra Aga Khan, eleganza e memoria: il volto umano di una grande eredità
Zahra Aga Khan, eleganza e memoria: il volto umano di una grande eredità
Patrizia Anziani

Pubblicato il 16 January 2026 alle 08:00

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Olbia. In una giornata destinata a restare nella storia della città e della Sardegna, accanto alla solennità delle istituzioni e al valore simbolico dell’intitolazione dell’Aeroporto di Olbia Costa Smeralda a Sua Altezza il Principe Karim Aga Khan IV, è emersa con forza una presenza capace di parlare al cuore delle persone: quella della Principessa Zahra Aga Khan.

Chi ha avuto modo di incontrarla nel corso degli anni, a bordo degli aerei di Alisarda, Meridiana o Air Italy, la ricorda come una passeggera di classe autentica. Mai distante, mai sopra le righe. Pur essendo figlia del fondatore e proprietario della compagnia aerea, non ha mai preteso favoritismi né trattamenti speciali. Sempre sorridente, rispettosa e presente nel rapporto con il personale, ha incarnato un’eleganza naturale fatta di umiltà, attenzione e discrezione. Una bellezza autentica e radiosa, mai ostentata, che si riflette nei gesti e nei modi, la stessa eleganza e la stessa luce interiore che il tempo non ha mai scalfito e che, durante la cerimonia di intitolazione dell’aeroporto al padre, ha affascinato tutti i presenti.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, la Principessa Zahra Aga Khan ha condiviso ricordi personali degli inizi della Costa Smeralda, restituendo l’immagine di una Sardegna lontanissima da quella che conosciamo oggi. "Ricordo molto bene com’era questo luogo, quando arrivai avevo un anno. Non c’era nulla, l’acqua arrivava dal continente, l’elettricità mancava anche quattro o cinque volte al giorno. Non c’erano servizi, non c’erano strade, non c’erano piazze".

Un racconto che ha messo in luce il contrasto profondo tra passato e presente: "Ricordo mattine intere in cui non si incontrava anima viva. Era un luogo isolato, silenzioso, completamente diverso da quello che è oggi". Le domande dei giornalisti hanno permesso di far emergere immagini molto concrete, legate alla vita quotidiana e al rapporto diretto con il territorio: "Le spiagge erano immacolate, sì, e non c’era nessuno. Andavamo a Liscia Ruja alla mattina alle dieci e non c’era un’altra famiglia: eravamo soli. Oggi, invece, abbiamo concessioni ovunque, lettini e parasole ovunque. A volte non riconosco neanche più le spiagge".

Parlando dell’evoluzione dell’Isola, la Principessa ha sottolineato come la crescita della Sardegna sia stata possibile grazie a una visione lungimirante fondata sulle infrastrutture e sui collegamenti, elementi considerati dal padre essenziali per lo sviluppo reale di un territorio. "Oggi la Sardegna dispone di un sistema strutturato, fatto di servizi e collegamenti. Questo dimostra quanto sia cambiata e quanto non ci siano limiti rispetto a ciò che era in origine".

Un passaggio centrale del suo intervento ha riguardato il tema del rispetto del territorio e dell’ambiente, valori che continuano a guidare anche il presente: "Proprio per questo sentiamo ancora più forte il dovere di portare avanti uno sviluppo fondato su un rispetto rigoroso dell’Isola e della sua natura". La Principessa ha poi ricordato la grande passione del Principe Karim Aga Khan per il volo e per la tecnologia, una curiosità instancabile che ha orientato molte delle sue scelte imprenditoriali e visionarie. "Mio padre era profondamente appassionato di aeroplani e di tecnologia. Credeva che le infrastrutture fossero essenziali per lo sviluppo e per una crescita reale". Guardando all’aeroporto di Olbia oggi, intitolato al padre, Zahra Aga Khan ha evidenziato il valore simbolico e culturale di questa infrastruttura: "Essere qui oggi, in un aeroporto moderno, accogliente, capace di valorizzare il territorio, i prodotti e l’artigianato locale, è qualcosa di molto significativo. Penso che sia una grande cosa".