Wednesday, 29 April 2026
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Pubblicato il 29 April 2026 alle 20:00
Olbia. In vista del Primo Maggio, la CGIL Gallura lancia un richiamo deciso sulle contraddizioni del territorio: una Gallura capace di generare ricchezza, ma ancora lontana dal garantire lavoro stabile, diritti e uno sviluppo realmente equilibrato. Secondo il sindacato, il modello economico locale – fortemente legato al turismo – continua a produrre effetti discontinui. Da un lato picchi di occupazione nei mesi estivi, dall’altro lunghi periodi segnati da precarietà, bassi salari e incertezza. "Non può essere considerato sviluppo un sistema che alterna lavoro intenso a fasi di difficoltà", si legge nel comunicato, che punta il dito contro la diffusione del lavoro povero anche nelle aree più produttive.
Nel documento trova spazio anche una valutazione sul protocollo “Orizzonte Gallura – Gallura All Season”, giudicato positivamente come tentativo di allungare la stagione turistica. Tuttavia, la CGIL avverte: non basta aumentare i mesi di attività se non si traduce in occupazione stabile e tutelata. Per questo il sindacato chiede un confronto formale per rafforzare il progetto con impegni concreti: applicazione dei contratti nazionali, contrasto al lavoro irregolare, maggiore formazione professionale, garanzie su salute e sicurezza, oltre a interventi su trasporti e condizioni abitative dei lavoratori. Centrale anche la richiesta di un sistema di monitoraggio che verifichi nel tempo gli effetti reali del piano.
A pagare il prezzo più alto delle criticità attuali sono soprattutto giovani e donne. I primi spesso costretti a lasciare la Gallura per cercare opportunità altrove, le seconde ancora penalizzate nella continuità lavorativa. Un fenomeno che, secondo la CGIL, rischia di impoverire progressivamente il tessuto sociale ed economico del territorio. Nel comunicato emerge con forza anche la mancanza di una strategia industriale. Settori come portualità, nautica, artigianato e filiere locali restano sottoutilizzati, senza una regia pubblica capace di generare occupazione qualificata.
Sul fronte energetico, il sindacato invita a governare la transizione senza cedere a logiche speculative: "Serve un modello che coniughi sostenibilità, sicurezza e sviluppo, garantendo ricadute concrete per il territorio". Restano poi nodi strutturali come trasporti insufficienti, continuità territoriale inadeguata e costi elevati, fattori che limitano competitività e qualità della vita.
La CGIL annuncia inoltre due proposte depositate alla Corte di Cassazione su sanità pubblica e appalti, con l’obiettivo di rafforzare il sistema sanitario nazionale e superare le criticità legate al subappalto. Il 15 e 16 maggio è prevista una mobilitazione nazionale per la raccolta firme, con iniziative anche in Gallura. Di fronte a questo scenario, il sindacato ribadisce la necessità di una svolta immediata: un piano territoriale per il lavoro stabile e di qualità, investimenti nella formazione, sviluppo delle economie del mare, valorizzazione delle filiere locali e un rafforzamento concreto delle infrastrutture.
Il Primo Maggio, conclude la CGIL Gallura, deve essere "non solo una ricorrenza, ma un momento di impegno collettivo per costruire un modello di sviluppo più giusto", capace di mettere al centro lavoro, diritti e futuro.
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