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Perché la Sardegna nuragica non è la leggendaria Atlantide

La Civiltà Nuragica è vittima ormai da tempo delle più varie e incredibili affermazioni

Perché la Sardegna nuragica non è la leggendaria Atlantide
Perché la Sardegna nuragica non è la leggendaria Atlantide
Rubens D'Oriano

Pubblicato il 01 luglio 2021 alle 06:00

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Olbia. La Civiltà Nuragica è vittima ormai da tempo delle più varie e incredibili affermazioni, che trovano sempre più favore presso i non addetti ai lavori. Una delle più diffuse è l’identificazione con l’Atlantide del ben noto racconto di Platone. La prova regina sarebbe lo tsunami che avrebbe ricoperto di “fango” marino gli insediamenti nuragici del Campidano e delle colline limitrofe, compreso il Su Nuraxi di Barumini, ed identificato nel cataclisma che, sempre secondo la narrazione di Platone, distrusse Atlantide. Ecco alcuni dei principali motivi per i quali queste idee sono del tutto prive di fondamento scientifico e persino del più banale buon senso. Atlantide non esiste. Sul fatto che si tratti di una favoletta inventata da Platone concorda da lungo tempo l’intera la comunità scientifica. Sappiamo dal geografo Strabone che Aristotele, il più brillante allievo di Platone e quindi testimone diretto del pensiero e degli scritti del maestro, interrogato su Atlantide rispose: “L’uomo che l’ha sognata l’ha fatta anche scomparire”. Il racconto che Platone mette in bocca ai sacerdoti egizi colloca i fatti 9000 anni prima del loro tempo. Per far tornare i conti con la Civiltà Nuragica, si sostiene che essi dissero “mesi” e l’ascoltatore capì “anni”. Gli Egizi hanno in realtà sempre indicato le date con l’anno di regno del faraone in carica all’epoca dei fatti narrati. E in generale né gli Egizi né nessun altro popolo del passato e del presente ha mai usato un tale dissennato modo di indicare un lasso di tempo di secoli calcolandolo in migliaia di mesi. Infatti il racconto prosegue dicendo che i fatti accaddero quando sull’Egitto regnavano gli dei, prima dei Faraoni, quindi svariati millenni prima della Civiltà Nuragica. Un evidente intento, di Platone, di collocarlo nel tempo del mito e della leggenda. Dove sono i morti? In tutti i siti nuragici dell’area che sarebbe stata seppellita dallo tsunami sottoposti a scavi (Genna Maria-Villanovaforru, Santa Anastasia-Sardara, Su Mulinu-Villanovafranca, Cuccuru Nuraxi-Settimo San Pietro, S’Uraki-San Vero Milis, ecc.) non si sono mai trovati scheletri nelle capanne, nei nuraghi, nei santuari ecc., scheletri che invece dovremmo trovare a centinaia sparsi ovunque. I defunti nuragici di quei territori stanno buoni buoni nelle loro tombe, come nel resto della Sardegna. A Su Nuraxi di Barumini, così come in svariati altri dei siti che dovrebbero essere stati seppelliti dallo tsunami, il “fango” che esso avrebbe trasportato copre strutture abitative usate anche in età punica e romana. Infatti non si tratta di fango bensì della terra (due fattispecie pedologiche ben diverse) che sempre ricopre, ove più ove meno, ogni sito archeologico del pianeta. Un fatto ben noto anche a chi archeologo non è. Un cataclisma capace di ricoprire di fango marino Su Nuraxi, posto a 61 km da Cagliari a 241 m sul livello del mare, avrebbe causato la fine di ogni civiltà nell’intero Mediterraneo Come mai il fango non ricopre anche tutto il paesaggio circostante Su Nuraxi alla stessa quota? Come mai chi transita sulla SS 131 uscendo da Cagliari vede nel paesaggio roccia affiorante a quota ben inferiore ai 241 m di Su Nuraxi, invece di vedere a perdita d’occhio una infinita pianura? Per erodere 200 m di fango sono necessarie centinaia di migliaia, se non milioni, di anni, e non bastano certo i 3200 intercorsi tra l’inesistente tsunami e noi. La carta di distribuzione degli tsunami del Mediterraneo negli ultimi 8000 anni, redatta dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (vedi qui), mostra che in Sardegna non ce n’è traccia. I geologi compattamente concordano con le posizioni degli archeologi, fatta eccezione per uno solo che, in questo caso, non acquisisce certo maggiore credibilità rispetto a tutti i suoi colleghi per il solo fatto di essere un volto televisivo.   Come ben si vede, per apprezzare la solidità di alcune delle obiezioni qui elencate non è necessario essere archeologi ed è sufficiente applicare logica e buon senso. Su Nuraxi di Barumini, foto Sardegnaturismo.it