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Palau, a un anno dall’omicidio di Cinzia Pinna, la madre di Ragnedda denuncia suo marito

Colpo di scena dopo l'omicidio di Cinzia Pinna

Palau, a un anno dall’omicidio di Cinzia Pinna, la madre di Ragnedda denuncia suo marito
Palau, a un anno dall’omicidio di Cinzia Pinna, la madre di Ragnedda denuncia suo marito
Olbia.it

Pubblicato il 09 September 2026 alle 14:51

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Palau. A pochi giorni dal primo anniversario dell'omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa nella notte tra l'11 e il 12 settembre 2025 nella tenuta di Conca Entosa, una nuova vicenda torna ad accendere i riflettori sulla famiglia Ragnedda. A raccontarla è Nicolina Giagheddu, madre di Emanuele Ragnedda, l'imprenditore reo confesso dell'omicidio della giovane. La donna, in una lunga intervista rilasciata a Romina Marceca per Repubblica e ripresa nelle ultime ore anche dal giornalista Salvo Sottile, ha reso noto di avere presentato alla Procura di Tempio Pausania una denuncia contro il marito Mario Ragnedda, nella quale riferisce presunti maltrattamenti, violenze e minacce che, secondo il suo racconto, si sarebbero protratti per oltre trent'anni.

È necessario, tuttavia, mantenere ben distinti i fatti già accertati dalle nuove dichiarazioni. La denuncia è stata appena presentata e spetterà alla Procura valutare le accuse e il materiale prodotto a sostegno delle dichiarazioni della Giagheddu.  Anche il materiale che la donna sostiene di avere consegnato a supporto del proprio racconto – audio, fotografie, video e messaggi – dovrà essere esaminato dagli inquirenti. Allo stato attuale, dunque, quanto riferito nell'intervista rappresenta la versione della denunciante e non un accertamento giudiziario.

Giagheddu, assistita dalle avvocate Angela Corda e Lia Deiana, racconta di avere trovato il coraggio di rivolgersi alla magistratura proprio dopo quanto accaduto a Cinzia Pinna. "Sulla terra di mio padre, sulla mia terra, a Conca Entosa, è stato versato il sangue di Cinzia", afferma nell'intervista a Repubblica. E aggiunge che proprio quella giovane donna le avrebbe dato la forza "di denunciare e di non restare più in silenzio".

Secondo il racconto della donna, la decisione sarebbe maturata nei mesi successivi all'omicidio. Già nel 2025, nella puntata del 1 ottobre de La Vita in Direttail programma di Rai 1 condotto da Alberto Matano, Nicolina Giagheddu, madre di Emanuele Ragnedda, reo confesso dell’omicidio di Cinzia Pinna, aveva scelto di parlare davanti alla tenuta di famiglia di Conca Entosa, teatro dei rilievi dei carabinieri. Poi l'allontanamento della casa coniugale.

Giagheddu, nella lunga intervista rilasciata a sostiene di averla lasciata il 7 ottobre 2025 e di avere successivamente interrotto i rapporti con il marito. Nella denuncia avrebbe ricostruito una lunga serie di episodi che descrive come violenti e vessatori. Le accuse sono pesantissime: la donna parla di percosse, umiliazioni, minacce di morte e di un clima familiare che descrive come dominato dalla paura. Circostanze che, è bene ribadirlo, dovranno ora trovare eventuale riscontro negli accertamenti dell'autorità giudiziaria.

Ma nell'intervista c'è un ulteriore passaggio, ancora più delicato, che riporta inevitabilmente l'attenzione sull'omicidio di Cinzia Pinna. Giagheddu afferma infatti di avere indicato nella denuncia alcune circostanze relative ai giorni immediatamente successivi alla morte della 33enne e chiede che vengano approfondite dalla Procura. In particolare riferisce che Mario Ragnedda sarebbe stato a Conca Entosa il giorno successivo all'omicidio e che le avrebbe parlato della necessità di "seppellire una gatta randagia".

Una frase che, racconta la donna, avrebbe assunto per lei un significato inquietante soltanto dopo la scoperta del delitto. Da qui i suoi sospetti, che Giagheddu dice di avere affidato alla denuncia, chiedendo agli inquirenti di verificarli. Si tratta, allo stato, esclusivamente di sospetti formulati dalla donna e non di circostanze accertate né di responsabilità attribuite dall'autorità giudiziaria a Mario Ragnedda. Sarà eventualmente la Procura di Tempio Pausania a valutare se gli elementi consegnati abbiano rilevanza investigativa e se vi siano aspetti meritevoli di approfondimento.

Il punto fermo della vicenda giudiziaria resta invece l'omicidio di Cinzia Pinna. La giovane era scomparsa nella notte tra l'11 e il 12 settembre 2025 dopo essere stata vista a Palau. Il suo corpo venne ritrovato il 24 settembre nella tenuta di Conca Entosa, dopo la confessione di Emanuele Ragnedda, che indicò agli investigatori il luogo nel quale si trovava. L'uomo venne fermato e successivamente sottoposto a custodia cautelare in carcere. A quasi un anno da quella notte, dunque, il nome di Cinzia torna al centro di una storia ancora tutta da verificare. Questa volta attraverso le parole della madre dell'uomo che ha confessato di averla uccisa. Nicolina Giagheddu dice di volere "tutta la verità sulla morte di Cinzia" e annuncia anche l'intenzione di vendere Conca Entosa per risarcire la famiglia della giovane.

Parole, accuse e sospetti che da oggi sono nelle mani della magistratura. Ed è proprio agli accertamenti della Procura che spetterà stabilire se e quali elementi contenuti nella denuncia trovino riscontro.