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Max Giorgioni tra vinili e consolle: è lui il ritmo della notte in Gallura

Il popolare DJ si racconta tra passione per la musica e serate iconiche

Max Giorgioni tra vinili e consolle: è lui il ritmo della notte in Gallura
Max Giorgioni tra vinili e consolle: è lui il ritmo della notte in Gallura
Laura Scarpellini

Pubblicato il 09 September 2026 alle 07:00

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Tempio Pausania. Trasformare una passione viscerale in un linguaggio capace di far ballare intere generazioni. Max Giorgioni rappresenta da anni uno dei punti di riferimento più nitidi del panorama musicale della Gallura. La sua figura in consolle non è soltanto quella di un selezionatore di traccia, ma di un costruttore di atmosfere che spaziano con disinvoltura dal rock al funk, fino alle sonorità elettroniche più ricercate. Una presenza costante nei locali e nei festival più iconici della costa, dal Cala D’Ambra Music Festival fino al  Boi de Oro Currascheria a Santa teresa e Mediterraneo.

Max Giorgioni ha attraversato da protagonista la stagione d'oro dei locali in Sardegna, respirando l'energia autentica della Gallura e i fasti di Porto Cervo negli anni del loro massimo splendore. In consolle ha visto nascere e consolidarsi una cultura musicale capace di far ballare e divertire intere generazioni per una notte intera, alimentata esclusivamente dal ritmo e dal desiderio di stare insieme. Un'epoca in cui le serate tra amiche e amici non scivolavano negli eccessi delle sostanze o nelle tensioni della rissa, ma trovavano la propria dimensione nella condivisione pura. Il suo sguardo sulla scena attuale osserva un cambiamento profondo: un tempo bastavano le selezioni giuste a riempire la pista, mentre oggi l'intrattenimento sembra rincorrere costantemente l'estremo e la ricerca dell'adrenalina a notte fonda, come se la bellezza della musica da sola non bastasse più a generare gioia.

Abbiamo incotrato Max Giorgioni all'avvio di una delle sue tante serate musicali, tra atmosfere sonore dove troviamo il coinvolgimento del sax e percussioni, in una  location mozzafiato.Con lui potrebbe  conversare per ore,  ripercorrendo gli anni migliori della nostra vita dove tutto sembrava avere un profumo unico, le emozioni erano più coinvolgenti e la musica scandiva il ritmo delle nostre emozioni. Grandi dj che hanno fatto la storia, le colonne sonore di estati ormai lontane, grazie alle sue rivisitazioni creanoo ancora oggi atmosfere molto coinvolgenti, fondendosi con le sonorità attuali.

Max, da dove nasce questa urgenza di fare musica e come si è evoluto il tuo stile nel tempo?

"Nasce tutto da una curiosità quasi maniacale per il suono. Fin da ragazzo ho iniziato a collezionare vinili, a cercare la traccia sconosciuta capace di fare la differenza. Il mio stile si è evoluto seguendo la mia crescita personale: sono partito dai grandi classici del rock e dal funk per poi contaminarli con le frequenze dell'elettronica moderna. La chiave resta sempre l'ascolto di chi hai di fronte. In consolle non devi imporre un tuo copione, devi saper leggere la pista e accompagnarla in un percorso".

La Gallura vive di una stagionalità molto forte. Che differenza c'è tra suonare per il pubblico estivo e animare le serate d'inverno per i residenti?

"C'è una differenza sostanziale di energia, ma la qualità deve rimanere identica. D'estate c'è una platea internazionale, eterogenea, che cerca la spensieratezza e la magia del momento. D'inverno il rapporto con il pubblico locale è più intimo, quasi familiare. Suonare per chi vive qui tutto l'anno richiede un'attenzione diversa, un repertorio capace di creare calore e continuità. È proprio in quei mesi che si consolida il legame vero con il territorio".

Negli ultimi anni la figura del DJ è cambiata moltissimo con l'avvento della tecnologia. Quanto conta oggi la tecnica e quanto la sensibilità artistica?

"La tecnologia ha semplificato la parte meccanica, rendendo l'accesso alla consolle alla portata di tutti. Però la tecnica da sola resta un esercizio di stile freddo. La vera differenza la fa la sensibilità, l'empatia con il pubblico e la cultura musicale. Sapere quando abbassare i toni, quando creare attesa e quando far esplodere la pista è qualcosa che non si compra con un software, si impara con l'esperienza sul campo e con tanto rispetto per la musica".

Quali sono i tuoi prossimi progetti e cosa ti aspetti dalle prossime stagioni?

"Continuo a lavorare sulla ricerca sonora e sulla selezione per i prossimi eventi in calendario. Il mio obiettivo principale resta quello di valorizzare i luoghi della nostra terra attraverso la musica, creando appuntamenti che non siano semplice intrattenimento, ma esperienze memorabili per chi partecipa. La risposta della gente è la carica migliore per continuare a mettersi in gioco".