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Padru, gattini avvelenati: 9 morti accertate

Non si ferma lo sdegno per quanto accaduto: mobilitazione degli abitanti

Padru, gattini avvelenati: 9 morti accertate
Padru, gattini avvelenati: 9 morti accertate
Barbara Curreli

Pubblicato il 30 March 2026 alle 11:00

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Padru. 9 morti accertate, al momento a salvarsi sono stati 3 gatti. Primo tristissimo bilancio della vicenda che da due settimane tiene banco e provoca grande sdegno nelle comunità locali e non solo. 

La nostra redazione si è già occupata della vicenda raccontando quanto accaduto Leggi qui

Numerosi gattini sono stati avvelenati nelle scorse settimane, 4 appartenevano ad un unica proprietaria, alcuni di loro sono stati trasferiti alla clinica del dottor Natalino Amadori e altri alla Lida. Due sono stati salvati nella clinica e uno alla Lida, al momento la conta resta, purtroppo aperta, poiché non si ha notizia se siano coinvolti altri gatti randagi. 

Dalla Lida condividono una nuova riflessione su quanto sta accadendo mentre comunicano con gioia la lotta e la vittoria di uno dei gatti: "In mezzo a tanto dolore e a questa strage assurda che sta colpendo Padru, finalmente una notizia che ci fa respirare: uno dei gattini avvelenati ce l'ha fatta! È ufficialmente fuori pericolo. È arrivato da noi in tempo, ha lottato come un leone e ha vinto contro quel maledetto veleno. Presto potrà tornare tra le braccia della sua famiglia che lo aspetta con ansia. Questa piccola, grande vittoria ci dà la forza di andare avanti, nonostante tutto".

"Ma il cuore resta pesante per chi non ce l'ha fatta. Per i tre gattini che ci hanno lasciato l'iter prosegue:  i loro corpicini sono stati inviati all'Istituto Zooprofilattico per le autopsie. È un passaggio necessario per stabilire ufficialmente le cause del decesso e il tipo esatto di veleno utilizzato. Vogliamo che ogni singola prova sia messa agli atti, perché quelle morti gridano giustizia. La nostra parte l'abbiamo fatta".

"Ora tocca alla giustizia. Abbiamo soccorso, abbiamo curato notte e giorno, abbiamo denunciato e abbiamo portato il caso all'attenzione di tutta la Sardegna. Noi abbiamo fatto tutto ciò che era nelle nostre possibilità umane e legali. Tuttavia quello che continua a fare male, come una ferita aperta, è sapere che il colpevole gira ancora libero. È libero di camminare per le stesse strade dove ha seminato morte, libero di colpire ancora se nessuno lo ferma. Siamo fiduciosi nella Giustizia. Ci auguriamo con tutto il cuore che le indagini portino rapidamente a risultati concreti. Non si può permettere che un individuo  continui a rappresentare un pericolo costante per gli animali e per la serenità di una comunità".

"Non servono più parole, servono i fatti.  Servono azioni legali che fermino la mano del killer. Noi restiamo qui a vegliare su chi ancora lotta, ma non smetteremo di chiedere che la legge faccia il suo dovere. Subito. Grazie a chi ci sostiene e a chi condivide questa battaglia. Non lasciamoli soli". 

La Comunità di Padru intanto si sta muovendo per organizzare una manifestazione, in tantissimi hanno preso le distanze su quanto accaduto anche dopo l'intervento dell'amministrazione comunale.