Sunday, 24 May 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 24 May 2026 alle 14:00
Tempio Pausania. Arte contemporanea ai piedi del Limbara. A Tempio Pausania oggi, domenica 24 maggio, è stata inaugurata la nuova stagione del Museo di arte ambientale “Organica” immerso nella natura incontaminata del Parco del Limbara.
Le mostre “Prima dell’oro – carte, colori, segni” di Aldo Contini e “I Costumi del Macbeth”, progetto realizzato in collaborazione con la Casa di Reclusione “Paolo Pittalis” di Nuchis, saranno visitabili fino al 30 giugno. Il Museo di arte ambientale Organica, nel Parco del Limbara, ospiterà fino a dicembre 2026 un fitto calendario di mostre, laboratori, performance, happening, concerti e appuntamenti di trekking culturale dedicati alla scoperta dei luoghi, delle eccellenze del territorio e alla riflessione sui temi della sostenibilità ambientale.
Filo comune tra le diverse attività del progetto, giunto quest’anno alla sua settima stagione, è il rapporto uomo - natura: Organica nasce infatti per creare un momento di incontro con i luoghi dell’Isola, un’occasione originale per scoprire la straordinaria bellezza di questa terra e, allo stesso tempo, offrire spunti di riflessione sul complesso rapporto tra essere umano e ambiente naturale. Le prime due mostre che inaugureranno questa settima stagione espositiva saranno “Prima dell’oro – carte, colori, segni”, retrospettiva dedicata all’artista Aldo Contini e “I Costumi del Macbeth” nell’ambito del progetto “Teatro dentro” realizzato in collaborazione con la Casa di Reclusione “Paolo Pittalis” di Nuchis.
Ad aprire la ricca programmazione del 2026 è la mostra retrospettiva “Prima dell’oro – carte, colori, segni” dedicata a Aldo Contini. Pittore scultore, designer, Aldo Contini, con una ricerca artistica che parte dagli anni ‘50 dello scorso secolo fino ad approdare al primo decennio del nuovo, è universalmente riconosciuto come una delle figure più significative del panorama della ricerca artistica contemporanea in Sardegna. Un percorso, quello di Contini,che si configura come una traiettoria complessa e stratificata, difficilmente riconducibile a uno sviluppo lineare. Piuttosto che a un itinerario coerente e progressivo, esso somiglia a una costellazione di episodi autonomi, ciascuno dei quali sembra nascere e compiersi in sé, pur mantenendo una segreta continuità interna. Contini appare, infatti, profondamente “pittore”, anche quando lavora ai limiti o oltre i confini della pittura stessa. La sua straordinaria perizia tecnica – maturata anche attraverso l’esperienza progettuale all’interno dell’ISOLA accanto a Eugenio Tavolara – si accompagna a una tensione concettuale che lo porta a interrogare incessantemente il senso stesso del fare pittura.
La mostra che il Museo Organica dedica a Contini prende forma a partire da un episodio fortuito, quasi rivelatorio, che si iscrive perfettamente nella logica stessa del suo lavoro: un’apparizione inattesa, una traccia riemersa da una zona rimasta a lungo in ombra. A dieci anni dalla scomparsa dell’artista, l’accesso al suo studio — rimasto intatto, mai più attraversato dopo la sua morte — ha rappresentato un momento privilegiato, un vero e proprio varco conoscitivo attraverso cui entrare in contatto con l’intero arco della sua produzione. Non solo le opere compiute, ma soprattutto quel tessuto sotterraneo fatto di appunti, schizzi, taccuini, progetti: un laboratorio incessante in cui il pensiero si sedimenta e si trasforma in immagine. A cura di Giannella Demuro.
Aldo Contini (Sassari, 1924-2009) è stato nella seconda metà del Novecento uno degli artisti di maggior rilievo in Sardegna. Collaboratore di Eugenio Tavolara nell’I.S.O.L.A. (Istituto Sardo Organizzazione Lavoro Artigiano), ha contribuito come designer ad aggiornare l’artigianato sardo. Ha insegna nell’Istituto d’Arte “F. Figari” di Sassari sotto la direzione di Mauro Manca. Instancabile artista innovatore e sperimentatore, Contini fonda nel 1976 il “Gruppo della Rosa” di matrice pop-concettuale. Nei lavori sviluppati tra gli anni ’70 e ’80, come le Piccole Tavole e i monocromi rossi, la pittura diventa uno spazio emotivo aperto e senza confini. Negli anni Novanta realizza i Magnificat, opere ispirate alla tradizione artistica e religiosa europea, dalle icone bizantine a Giotto, Dürer e Malevič. Contini crea così dei “retabli domestici” che uniscono riflessione concettuale, memoria storica e ricerca spirituale laica. Le sue ultime opere fondono sacralità, critica storica e sperimentazione contemporanea, mantenendosi sempre aperte e in evoluzione.
Accanto alla mostra di Contini, sarà visitabile “I Costumi del Macbeth”, dedicata ai costumi e ai bozzetti nati all’interno del laboratorio “Teatro Dentro” realizzato con gli ospiti della Casa di Reclusione “Paolo Pittalis” di Nuchis. Giunto quest’anno alla sua seconda edizione, “Teatro Dentro” è un progetto finanziato dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nato per offrire opportunità educative e culturali, valorizzando la persona e la sua capacità di cambiamento. Protagonisti della mostra i costumi realizzati durante il laboratorio condotto dal costumista e scenografo Fabio Loi per il progetto scenico dedicato al Macbeth di Shakespeare con la regia di Chiara Murru. Le opere richiamano figure ibride, richiami al mondo animale, contrasti tra ombra e luce, volumi teatrali,dettagli simbolici.Ogni elemento contribuisce a costruire un immaginario potente, capace di dialogare con la tragedia shakespeariana e con le biografie e le sensibilità di chi ha partecipato al laboratorio. Un tratto centrale del progetto è la scelta di utilizzare materiali di recupero: tessuti rigenerati, componenti riusati, frammenti ricomposti. I costumi diventano così anche un esempio di pratica sostenibile, dove il riuso non è solo una soluzione tecnica ma un gesto creativo e culturale. La mostra presenta inoltre i bozzetti realizzati dai detenuti insieme a Fabio Loi: collage,appunti visivi,accostamenti di texture,immagini e segni che raccontano la fase progettuale e la nascita dei personaggi. La mostra curata dal Museo Organica rappresenta un passaggio di grande valore culturale e civile: i materiali esposti escono dal carcere e incontrano il pubblico in uno spazio museale, rendendo visibile un percorso in cui teatro, formazione, manualità e ricerca artistica si intrecciano in modo concreto. Non si tratta soltanto di presentare un risultato finale, di condividere un processo: l’idea, la sperimentazione, la costruzione collettiva del linguaggio scenico.
“I Costumi del Macbeth” segna la prima tappa di “RI-VESTI IL FUTURO – moda sostenibile tra creatività, consapevolezza e innovazione territoriale”,il nuovo progetto del CEAS Tempio in collaborazione con il Museo Organica che per tutto il 2026 coinvolgerà giovani e comunità sull’impatto ambientale e sociale del fast fashion, promuovendo comportamenti di consumo responsabile e modelli alternativi fondati su riuso, upcycling e valorizzazione dei saperi e materiali locali.
Tutti gli eventi di Organica si tengono alle pendici del Monte Limbara, nei dintorni di Tempio Pausania: ossia nel bosco di Curadureddu e presso il CEDAP - Centro di Educazione e Documentazione sull’Ambiente e sul Paesaggio. Lo spazio del CEDAP dispone di due sale espositive, una dedicata all’arte contemporanea e l’altra alla fotografia ed è anche un punto informativo per le attività escursionistiche, ambientali e culturali del territorio.
Su prenotazione, è possibile organizzare delle visite guidate al Museo di arte ambientale per piccoli gruppi e scuole. La località è raggiungibile da Tempio, Olbia e Sassari lungo la strada statale SS 392, e poi a piedi percorrendo uno dei suggestivi sentieri che si inoltrano nei boschi del Limbara. Organica – museo di arte ambientale nel Parco del Limbara è un progetto dell’associazione culturale tramedarte con la direzione artistica Giannella Demuro e realizzato in collaborazione con il Comune di Tempio Pausania, il MIC – Direzione generale Educazione, ricerca e istituti culturali, la Fondazione di Sardegna, la Regione Sardegna, Camera di Commercio di Sassari – Salude & Trigu, Fo.Re.S.T.A.S., il Touring Club Italiano, l’Università di Sassari, l’Università degli Studi di Pavia, l’Accademia di Belle Arti “Mario Sironi” di Sassari, associazioni culturali e i partner Cantina Gallura, Gallura Mia srl, Giua abbigliamento, Hotel Pausania Inn, La Baita Limbara.
24 May 2026
24 May 2026
24 May 2026
24 May 2026
23 May 2026
23 May 2026
23 May 2026
23 May 2026
23 May 2026
23 May 2026
23 May 2026