Monday, 25 May 2026
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Pubblicato il 25 May 2026 alle 15:00
Olbia. Collaborazione e solidarietà passano anche attraverso l'arte, la condivisione dei temi della salute e delle donazioni oggi hanno avuto una cornice artistica d'eccezione alla scuola media Armando Diaz di Olbia.
"Stamattina, siamo stati ospiti della scuola media numero 2 Armando Diaz, insieme ai dirigenti scolastici e alla nostra direttrice sanitaria dott.ssa Daiana Giangrande, racconta il presidente dell'Avis Gavino Murrighile, davanti ad una aula magna gremita di giovani studenti si è parlato di donazione del sangue e tematiche socio-sanitarie".
"I professori Marco Pira e Marina Scardacciu, con la supervisione attenta del preside Francesco Scanu, ci hanno fatto dono di un opera artistica straordinaria realizzata all’interno di un progetto al quale hanno lavorato 4 classi del medesimo istituto, e che troverà dimora all’interno dell’Ospedale di Olbia. A questi eccellenti docenti, nonche’ raffinati educatori, vada tutta la nostra stima per lo straordinario lavoro che prestano per la formazione della nuova classe dirigente della comunità".
L'opera realizzata è un grande mosaico, come hanno spiegato gli insegnanti:una suggestiva reinterpretazione di uno dei capolavori dell'arte moderna: "La tristezza del re" di Henri Matisse. Gli alunni della scuola media, guidati dai professori, hanno affrontato la scomposizione geometrica dell'immagine, traducendola in una complessa texture di "pixel" materici. Al centro del mosaico c'è una profonda operazione di risignificazione culturale. Nell'opera originale, il re triste –autoritratto malinconico dello stesso Matisse anziano e malato – viene circondato e "curato" dall'energia vitale di una danzatrice e dalle note di un musicista. L'intuizione pertanto, spiega il professor Pira è stata quella
di connettere questo storico concetto di cura e rigenerazione alla vita con la mission dell'AVIS. Nell’opera infatti, la melodia d'oro che lenisce la tristezza del l’uomo si fonde con un dinamico flusso di gocce di sangue stilizzate che come note musicali donano la vita a chi le riceve. La tecnica del mosaico in tal senso, si integra perfettamente nel linguaggio geometrico dei piccoli tasselli che ordinati insieme creano un grande “ensemble” di vita, così come le gocce dei tanti donatori di sangue,diventano simboli cromatici dell'altruismo e dell’esistenza comunitaria. La malinconia del re “solo,” viene così idealmente sollevata e curata dal gesto collettivo dei donatori, trasformando un capolavoro
del Novecento in un potente inno visivo alla cultura del dono, dove nessuno può dirsi troppo povero per poter donare ilsangue, nessuno può dirsi troppo ricco da non averne bisogno.
"Un lavoro artistico di pregio, secondo solo al messaggio di inclusione e civiltà che emana. E’ stato commovente prendere atto della partecipazione attiva dei tantissimi studenti presenti alla conferenza e interessati al tema in oggetto, e che ci hanno coinvolto con una lunga lista di domande".
"Un grazie speciale alla dott.ssa Daiana Giangrande, stimato chirurgo del Giovanni Paolo II, che ha incantato la platea con una esposizione chiara, inclusiva e altamente professionale, e che ha captato l’attenzione del giovane pubblico presente. Grazie - conclude Murrighile - soprattutto a tutta la squadra AVISOLBIA che rinnova ogni volta la propria spinta motivazionale nell’adoperarsi per una sanità migliore".
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