Wednesday, 08 July 2026

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Bianca, Cronaca

Arzachena, Ilaria Meloni racconta il suo esordio con “Leggiadra”

Ecco come l’ex istruttrice ha trasformato i sogni in parole

Arzachena, Ilaria Meloni racconta il suo esordio con “Leggiadra”
Arzachena, Ilaria Meloni racconta il suo esordio con “Leggiadra”
Laura Scarpellini

Pubblicato il 08 July 2026 alle 07:00

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Arzachena. Esistono storie che attendono anni prima di trovare il coraggio di essere raccontate, custodite in un cassetto che funge da scrigno per sogni e riflessioni. Per Ilaria Meloni, volto noto ad Arzachena per il suo passato come istruttrice presso la C.I.Combat Academy – tra Krav Maga e Fit Box – quel cassetto si è finalmente aperto, rivelando una nuova e sorprendente veste autoriale. Il passaggio dalla disciplina del ring alla pagina scritta non appare, per Ilaria, come una rottura, ma come una naturale evoluzione del proprio vissuto. Con il suo romanzo d’esordio, Leggiadra, l’autrice gallurese invita il lettore a varcare la soglia di un mondo dove la gentilezza e il rispetto non sono ideali astratti, ma il fulcro di ogni scelta quotidiana. Attraverso le figure di Adina e Marco, Meloni tratteggia un percorso umano fatto di seconde possibilità, in cui la speranza diventa un motore capace di trasformare, nel piccolo, anche il mondo circostante.

Un progetto che oggi cerca il sostegno concreto del pubblico attraverso la piattaforma bookabook. La campagna di preordini non è solo un traguardo editoriale – la soglia delle 200 copie necessaria per la pubblicazione nazionale – ma un atto di condivisione profonda che sta già raccogliendo l’entusiasmo di molti lettori.

Per conoscere meglio la genesi di quest’opera e il percorso umano che ha portato Ilaria Meloni verso questo nuovo capitolo, abbiamo approfondito il tema direttamente con lei.

"Leggiadra" è un termine che evoca grazia, leggerezza e una bellezza quasi eterea. Perché ha  scelto proprio questa parola per dare un nome al suo romanzo e cosa rappresenta per lei, nel contesto della storia che ha scritto?

"Scegliere il titolo Leggiadra è stato del tutto naturale. Fin dal primo momento è stata la parola che meglio racchiudeva l’essenza del mondo che avevo immaginato. Per me rappresenta la calma, la serenità… la leggerezza dell’anima e quella pace profonda che spesso nella vita di tutti i giorni dimentichiamo di cercare. Leggiadra non è solo il nome del pianeta, ma è quasi uno stato d’animo e mi piace pensare che, già pronunciando il suo nome, si possa percepire quella sensazione di pace, armonia e liberazione che accompagna il lettore per tutta la storia".

Ha raccontato che il libro è nato da un cassetto pieno di sogni e storie. In che misura il mondo che descrive nel libro – un luogo dove la gentilezza e il rispetto sono la regola – è influenzato dalle sue esperienze personali o dalla sua visione della società odierna?

"Si, c’è sicuramente una parte di me in Leggiadra. Non perché racconti episodi della mia vita, ma perché riflette il mio modo di guardare il mondo. Sono una persona che si lascia toccare da ciò che accade intorno a sé: le ingiustizie, la sofferenza e la mancanza di rispetto sono realtà che mi fanno riflettere e che spesso mi porto dentro. La scrittura è diventata il modo per trasformare queste emozioni in qualcosa di costruttivo. Così è nata Leggiadra. Non racconta la mia storia personale, questo romanzo racconta i valori in cui credo e il mondo che vorrei contribuire a costruire, anche solo attraverso le pagine di un libro".

Ha scelto una piattaforma come bookabook che punta molto sul sostegno attivo dei lettori sin dalla fase di preordine. Cosa si prova a vedere che il proprio sogno letterario sta diventando un percorso collettivo, condiviso da persone che credono nel suo progetto ancora prima che sia sugli scaffali?

"Ho scelto Bookabook proprio perché mi affascinava l’idea di condividere questo percorso con i lettori fin dall’inizio. Non volevo che Leggiadra arrivasse nelle mani delle persone solo una volta pubblicato, ma desideravo che la sua nascita fosse un viaggio da vivere insieme. Vedere che il mio sogno sta diventando un progetto collettivo è un’emozione difficile da descrivere. Ogni preordine, ogni messaggio di incoraggiamento e ogni condivisione mi fanno sentire che qualcuno ha deciso di credere in me e nella mia storia ancora prima di leggerla. La cosa che mi emoziona di più è che questo sostegno non arriva soltanto dalle persone che fanno parte della mia vita, ma anche da chi non mi conosce personalmente e ha scelto comunque di darmi fiducia. È un gesto che porto nel cuore e per il quale sarò sempre profondamente grata".

 Se una persona, una volta finito di leggere il suo libro, dovesse chiudere l'ultima pagina e portare con sé un solo insegnamento o una sola sensazione, quale vorresti che fosse?

"Se dovessi scegliere una sola cosa, vorrei che il lettore portasse con sé la consapevolezza che l’empatia, il rispetto e la gentilezza possono davvero cambiare il modo in cui guardiamo il mondo e gli altri. Ma vorrei anche che, chiudendo l’ultima pagina, provasse una sensazione di leggerezza e serenità. Che per qualche ora si fosse sentito accolto in un luogo dove la speranza esiste ancora e dove il bene ha il coraggio di farsi spazio. Se Leggiadra riuscisse anche solo per un momento a far guardare il mondo con occhi più gentili, ad amare un po’ di più se stessi e gli altri, allora sentirei di aver raggiunto il mio obiettivo".