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Cronaca, Giudiziaria

Luras: Fabio Malu condannato a 15 anni per omicidio di Davide Unida

La sentenza chiude il processo di primo grado

Luras: Fabio Malu condannato a 15 anni per omicidio di Davide Unida
Luras: Fabio Malu condannato a 15 anni per omicidio di Davide Unida
Olbia.it

Pubblicato il 08 July 2026 alle 10:00

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Luras. Si è concluso con una condanna a 15 anni di reclusione il processo di primo grado per la morte di Davide Unida, il 37enne deceduto nel luglio 2023 dopo una violenta colluttazione avvenuta nel centro abitato di Luras. La Corte d'Assise di Sassari ha riconosciuto responsabile Fabio Malu, operaio di 33 anni, ma ha riqualificato il reato da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale. La decisione, pronunciata nella giornata di ieri e riportata dall'Unione Sarda, rappresenta un punto di svolta rispetto all'impostazione accusatoria sostenuta dalla Procura. La Corte ha infatti accolto le tesi della difesa, rappresentata dall'avvocato Giampaolo Murrighile, escludendo che l'imputato avesse agito con la volontà di uccidere.

L'omicidio preterintenzionale, previsto dall'articolo 584 del Codice penale, si configura quando una persona ha l'intenzione di percuotere o ferire un'altra persona, ma non di provocarne la morte. Il decesso, tuttavia, sopraggiunge come conseguenza dell'aggressione. È proprio questa la differenza sostanziale rispetto all'omicidio volontario, nel quale invece è ritenuta presente la volontà di uccidere. Il processo ha ricostruito i fatti avvenuti l'8 luglio 2023 in località Nanzola, a Luras, dove tra Fabio Malu e Davide Unida scoppiò una violenta lite culminata in un'aggressione. Nel corso del dibattimento sono stati ascoltati numerosi testimoni che hanno descritto una rivalità che si trascinava da tempo tra i due uomini, segnata da frequenti contrasti e denunce reciproche. Secondo quanto emerso in aula, durante lo scontro sarebbe stato utilizzato un tubo metallico appartenente a un aspirapolvere, con il quale Unida venne colpito riportando gravissime lesioni. Trasportato all'ospedale di Sassari, il 37enne morì quattro giorni dopo.

Nel corso del processo il pubblico ministero aveva contestato a Malu l'omicidio volontario aggravato dai futili motivi, mentre la difesa ha sempre sostenuto che il proprio assistito non avesse mai avuto l'intenzione di uccidere e che la tragedia fosse stata il drammatico epilogo di una colluttazione degenerata. Con la sentenza emessa ieri, la Corte d'Assise ha ritenuto più corretta la qualificazione giuridica dell'omicidio preterintenzionale, condannando Fabio Malu a 15 anni di reclusione. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nelle prossime settimane e consentiranno alle parti di valutare un eventuale ricorso nei successivi gradi di giudizio.