Sunday, 22 March 2026
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Pubblicato il 22 March 2026 alle 18:00
Olbia. Non si ferma l’allarme per i presunti avvelenamenti di gatti nel territorio comunale. Nelle ultime ore nuovi animali sono stati soccorsi in condizioni gravissime e trasferiti d’urgenza al rifugio I Fratelli Minori della Lida Olbia, dove i volontari parlano apertamente di una situazione fuori controllo e di un’escalation che richiede interventi immediati. Secondo quanto riferito dall’associazione, alcuni felini – sia randagi sia domestici – sarebbero stati colpiti da esche contenenti veleno per lumache, con sintomi compatibili con un’intossicazione acuta e atroce sofferenza. Solo nelle ultime ore sarebbero arrivati al rifugio più gatti agonizzanti, mentre cresce il timore che altri animali possano essere stati già colpiti senza essere stati soccorsi in tempo. Alla luce dei nuovi episodi, l’associazione animalista chiede indagini tempestive, il sequestro di eventuali esche tossiche e provvedimenti concreti per fermare i responsabili.
Dalla nostra pagina di Olbia.it ricordiamo che l’uccisione e il maltrattamento di animali costituiscono reato penale. L’articolo 544-bis del Codice penale punisce "1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 5.000 a euro 30.000. 2. Se il fatto è commesso adoperando sevizie o prolungando volutamente le sofferenze dell'animale, la pena è della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 10.000 a euro 60.000; mentre l’articolo 544-ter prevede che: "1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da 5.000 a 30.000 euro. 2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. 3. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo e al secondo comma deriva la morte dell'animale".
L’eventuale uso di bocconi avvelenati, oltre a rappresentare una condotta di estrema crudeltà, può configurare ulteriori profili di pericolo per la salute pubblica e la sicurezza dei cittadini. Secondo indiscrezioni, giunte in redazione, negli ultimi tempi sarebbero state già presentate segnalazioni alle forze dell’ordine per comportamenti aggressivi nei confronti degli animali nella stessa area. Sarebbero già sei i gatti morti avvelenati. Un appello particolare viene quindi rivolto alla comunità di Padru. In molte abitazioni della zona sono presenti sistemi di videosorveglianza: chiunque abbia notato movimenti sospetti, persone intenti a lasciare bocconi o comportamenti anomali è invitato a collaborare con le autorità, anche attraverso segnalazioni anonime. La collaborazione dei cittadini può rivelarsi decisiva per ricostruire quanto sta accadendo e prevenire nuovi episodi. La Lida chiede inoltre il rafforzamento dei controlli sul territorio, l’attivazione di campagne di sensibilizzazione contro l’uso di veleni e misure strutturali per la tutela degli animali, tra cui programmi di sterilizzazione e monitoraggio delle colonie feline. Intanto, mentre la comunità resta con il fiato sospeso per la sorte dei gatti ricoverati, l’associazione lancia un appello forte: “Non si può più tacere davanti a questa violenza. La legge esiste e deve essere applicata con fermezza per difendere chi non può difendersi.”
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