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Olbia “tempio” della Massoneria: il raduno delle Logge Garibaldi tra curiosità e mistero

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Olbia, 18 maggio 2019 – Tutto ciò che cela un segreto, vuoi per riservatezza vuoi per storia, genera curiosità e pregiudizio: lo sa bene la Massoneria, spesso usata come parafulmine quando si parla di vicende politiche.

Proprio la Massoneria, quella vera, si è palesata in grande stile a Olbia questo fine settimana per l’annuale raduno delle Logge dedicate a Giuseppe Garibaldi: un personaggio storico dalle mille sfaccettature, controverso, ma anche noto membro della Massoneria.

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I componenti delle Logge Garibaldi di tutto il mondo si sono così dati appuntamento a Olbia, presso il Geovillage, per rendere omaggio alla figura garibaldina.

L’evento è stato organizzato su più segmenti: uno pubblico (un convegno dedicato a Garibaldi), uno dedicato allo svago (cena di gala, gita a La Maddalena), uno privato (dedicato a riunioni a porte chiuse e riti).

A rispondere alle domande dei giornalisti è stato Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. Insieme a lui anche Michele Pietrangeli (Grande Oratore facente parte della Giunta del Goi) e Gian Carlo Caddeo (Presidente del Collegio del Maestri Venerabili della Sardegna).

Della Massoneria e dei suoi rituali si sa molto poco, mentre tanto si sa dei suoi aderenti, molti dei quali sono stati personaggi di spicco della cultura e della scienza che tanto hanno dato al mondo.

“La costruzione del libero muratore avviene all’interno dei rituali – ha spiegato Stefano Bisi -. Nelle logge impariamo a essere ascoltatori prima di essere oratori: si parla uno alla volta.  Nelle logge, dunque, si costruisce un uomo che poi è cittadino del mondo”.

Generalmente gli affiliati alla Massoneria sono persone con un certo spessore culturale: ci sono medici, ingegneri, giornalisti, scienziati, docenti universitari, ricercatori, avvocati.

Forse, proprio a causa di questa particolarità, si crede che la Massoneria, per via della “qualità” dei suoi aderenti, abbia un ruolo nelle vicende politiche e storiche del mondo intero, ma anche in Sardegna.

“Il Grande Oriente d’Italia non ha ruoli nella politica come associazione – ha precisato Bisi -. Gli aderenti, al di fuori della loggia, hanno una vita e possono fare ciò che preferiscono, anche attività politica. Siamo cittadini come tutti gli altri, vogliamo essere giudicati per ciò che facciamo e non con pregiudizio”.

Quando si parla di Massoneria non si può non pensare alla “mitica” Loggia P2, al Piano di Rinascita e a Licio Gelli: una vicenda che ha certamente danneggiato la massoneria italiana, ma che secondo Bisi ha un risvolto positivo che tutti dimenticano: “Fu Armandino Corna, sardo e Gran Maestro, a espellere Licio Gelli. È stato un uomo importante per la democrazia”.

“La fratellanza tra fratelli ha il limite della legge – ha precisato il Gran Maestro -. Nel nostro ingresso giuriamo sulla Costituzione e presentiamo il casellario giudiziari. La solidarietà finisce dove inizia il solidarismo, che è contro la Costituzione. Faccio un esempio: se io fossi il presidente di una commissione che deve decidere a chi affidare un incarico nel settore sanitario e avessi di fronte due candidati, un fratello massone e uno non appartenente alla massoneria, sceglierei il più qualificato. Lo stesso dovrebbe accadere nel caso opposto: purtroppo ci sono stati casi di familiari di fratelli massoni che sono stati penalizzati a causa del pregiudizio”.

Quanto a un certo ritorno alle radici e alla sovranità che si respira in Europa, l’opinione di Bisi è chiara: “Siamo italiani, europei cittadini del mondo e siamo per una fratellanza universale. Avere radici forti non significa essere anti europei”.

Anche sul fronte cattolico si respira aria di cambiamento: “Il mondo cambia, prima o poi troveremo un equilibrio”, chiosa il Gran Maestro.

Per chi non è iniziato ai suoi riti, la Massoneria è e rimarrà sempre un mistero quasi indecifrabile e un ambiente “lontano” – ma visti da vicino, questi massoni italiani non fanno così paura.

Del resto, in Sardegna la massoneria è molto diffusa: conta all’attivo 48 logge, la maggioranza delle quali sono a Cagliari.

A Olbia di logge ce ne sono due: la “Gallura” e la “Dialogo”.

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