Saturday, 17 October 2026
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Pubblicato il 17 October 2026 alle 11:22
Olbia. Non soltanto una visita guidata, ma un'occasione di conoscenza, confronto e riflessione sul futuro del patrimonio archeologico cittadino. Ha riscosso un significativo successo l'iniziativa organizzata lo scorso 11 ottobre dalla Pro Loco di Olbia presieduta da Laura Ghisu. La passeggiata archeologica ha portato circa cinquanta partecipanti alla scoperta del Pozzo Sacro di Sa Testa, uno dei monumenti più affascinanti della civiltà nuragica presenti in Sardegna e nel territorio olbiese. A condurre il percorso è stata l'archeologa e guida turistica nazionale, Letizia Fraschini, che ha accompagnato i presenti in un viaggio attraverso la storia del santuario, illustrandone le caratteristiche architettoniche, il significato del culto delle acque e le testimonianze lasciate dalle popolazioni che frequentarono il luogo nel corso dei secoli. L'appuntamento rappresenta la seconda tappa di un percorso culturale promosso dalla Pro Loco, dopo la visita al nuraghe Riu Mulinu, condotta da un altro archeologo iscritto nel registro ENGT: Marco Agostino Amucano. Due iniziative che testimoniano il crescente interesse della cittadinanza per la riscoperta delle proprie radici.
Uno dei momenti più significativi della giornata è arrivato proprio dalla presidente della Pro Loco di Ollbia, Laura Ghisu, che prima dell'ingresso al monumento ha rivolto all'archeologa una domanda tanto semplice quanto fondamentale: “Qual è il comportamento corretto che bisogna avere quando ci si approccia a un sito archeologico?”.
Un interrogativo che ha aperto una riflessione sul rispetto dovuto ai monumenti antichi e sulla necessità di promuovere una maggiore educazione alla loro tutela. Fraschini ha spiegato quanto sia importante evitare comportamenti che possano compromettere l'integrità delle strutture: non salire sui muri, non sedersi sulle pietre, non spostare elementi architettonici e non lasciare oggetti all'interno dei monumenti. Ha inoltre richiamato l'attenzione su episodi di alterazione verificatisi in altri siti archeologici del territorio. La domanda della presidente ha particolarmente colpito la guida, che, in una successiva conversazione, ha riconosciuto come fosse la prima volta che qualcuno le chiedesse espressamente di spiegare al pubblico presente quali regole osservare prima di visitare un'area archeologica. Un'attenzione tutt'altro che scontata e che potrebbe tradursi in una nuova iniziativa della Pro Loco: la predisposizione di un piccolo vademecum per i partecipanti alle future visite guidate, affinché la conoscenza del patrimonio storico sia sempre accompagnata dal rispetto dei luoghi.
La visita ha offerto anche l'occasione per affrontare il tema della valorizzazione dei numerosi siti archeologici presenti nel territorio olbiese, alcuni dei quali ancora poco conosciuti dagli stessi residenti. A spiegare la filosofia che anima le iniziative della Pro Loco, che in pochi mesi ha raggiunto i cento iscritti, è Francesco Mereu, tesoriere dell'associazione, che, intervistato da Olbia.it a margine della manifestazione, ha illustrato gli obiettivi condivisi dall'intero direttivo.“Il nostro obiettivo come associazione è quello di valorizzare i siti locali”, ha dichiarato Mereu, sottolineando come Olbia custodisca numerose testimonianze archeologiche ancora poco conosciute dagli stessi residenti. L'intento dell'associazione non è quello di contrapporsi ad altre realtà o di organizzare eventi fine a se stessi, ma di costruire un percorso di conoscenza e sensibilizzazione che coinvolga direttamente la comunità.
“Te lo faccio conoscere, tu vedi in che condizioni sta e ti rendi conto tu stesso”, ha spiegato il tesoriere, evidenziando come la visita diretta possa diventare anche uno strumento per prendere coscienza delle condizioni di conservazione dei monumenti. Mereu ha richiamato l'attenzione sui problemi di degrado, pulizia e abbandono che interessano alcuni siti archeologici, esprimendo preoccupazione anche per la possibile sottrazione di pietre dalle strutture antiche. Il concetto espresso dal tesoriere è chiaro: quanto più i cittadini conoscono il proprio patrimonio archeologico, tanto maggiore sarà la partecipazione della comunità alla sua tutela. Una maggiore consapevolezza collettiva può contribuire anche a richiamare l'attenzione delle istituzioni sulla necessità di interventi concreti di salvaguardia e valorizzazione. A questo proposito Dario Bassu, segretario della Pro Loco di Olbia, a margine della manifestazione ha fatto il punto sulla prosecuzione del progetto di restauro del retablo ligneo di Cabu Abbas, importante testimonianza del patrimonio storico e artistico locale.
Bassu ha confermato che “sta proseguendo l'iter per l'acquisizione di tutte le autorizzazioni necessarie da parte degli enti di tutela competenti, passaggio indispensabile per poter procedere con l'intervento di restauro. Una volta completata questa fase, sarà necessario affrontare il problema delle risorse economiche, individuando i finanziamenti necessari alla realizzazione del progetto”. L’iniziativa conferma la volontà della Pro Loco di affiancare alle attività divulgative anche progetti concreti finalizzati alla conservazione e al recupero dei beni culturali del territorio.
E proprio mentre si concludeva la visita al Pozzo Sacro di Sa Testa, durante il rinfresco offerto a tutti i presenti, è arrivato anche l'annuncio di un nuovo appuntamento. Raimondo Mazzette ha anticipato che la Pro Loco organizzerà prossimamente un'altra visita guidata nella stessa area archeologica, questa volta protagonista sarà il patrimonio botanico e naturalistico che circonda il monumento nuragico. Ad accompagnare i partecipanti sarà uno specialista delle numerose specie arboree presenti nel sito, che ne illustrerà le caratteristiche, le particolarità e gli aspetti più interessanti.
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