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Bosa, assemblea pubblica sulle opere di mitigazione del rischio

Il Comitato Non Ti Temo chiama a raccolta i cittadini

Bosa, assemblea pubblica sulle opere di mitigazione del rischio
Bosa, assemblea pubblica sulle opere di mitigazione del rischio
Olbia.it

Pubblicato il 16 October 2026 alle 16:40

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Bosa. Il Comitato Non Ti Temo ha indetto un'assemblea pubblica per affrontare il tema del rischio idrogeologico con i cittadini e le cittadine di Bosa. Al centro dell'incontro, una richiesta semplice: che le opere di messa in sicurezza idraulica vengano considerate nel loro insieme e non slegate le une dalle altre.

"Dopo oltre due anni di accessi agli atti, studio delle progettazioni, monitoraggio dei  cantieri, istanze, esposti e diffide, il Comitato ha trasmesso nei giorni scorsi tre nuovi atti alle istituzioni regionali, chiedendo un pronunciamento sulla compatibilità idraulica complessiva del sistema, il riesame delle precedenti valutazioni ambientali e l’assunzione della questione da parte del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino. Il punto sollevato è però uno solo: il sistema che oggi si intende concretamente realizzare è ancora quello immaginato, valutato e autorizzato negli anni scorsi? E quale livello di sicurezza può realmente garantire nella configurazione oggi disponibile? Il progetto nasce infatti da un’impostazione risalente a quasi vent’anni fa, nella quale muri e argini lungo il Temo rappresentavano soltanto una componente di un sistema più ampio, insieme alle opere destinate a ridurre le portate in ingresso alla città, alla diga di Monte Crispu, agli interventi sui compluvi minori, al drenaggio urbano e alla manutenzione dell’alveo", spiega il Comitato.

"È questo il nodo che continuiamo a porre alle istituzioni: le pratiche amministrative possono essere separate, ma l’acqua no. Il Temo, la diga, i rii minori, il drenaggio urbano, le opere esterne, il dragaggio, i muri e gli argini fanno parte dello stesso sistema. Se una componente viene meno o cambia, bisogna verificare che cosa succede alle altre e quale configurazione rimane effettivamente realizzabile", spiegano da Non Ti Temo.

Secondo il Comitato, la stessa logica deve valere sul piano ambientale. "Il sistema continuo delle difese lungo il Temo è stato articolato in stralci sottoposti a procedimenti distinti e, più in generale, non risulta che opere passive, opere attive e ulteriori componenti della mitigazione siano mai state valutate insieme, all’interno di un unico quadro capace di confrontarne alternative, reciproche interazioni e impatti cumulativi. Per questo il Comitato chiede che, prima di procedere con trasformazioni difficilmente reversibili, le diverse opere vengano ricondotte a un progetto complessivo e aggiornato di mitigazione del rischio, nel quale sia possibile confrontare nuovamente le alternative e verificare quale combinazione di interventi garantisca realmente la maggiore sicurezza alla città", prosegue la nota stampa.

È questo quadro unitario che, per “Non Ti Temo”, dovrebbe essere sottoposto a una Valutazione di Impatto Ambientale complessiva, capace di considerare insieme benefici, effetti idraulici, impatti ambientali e paesaggistici e conseguenze sul territorio. La questione assume un significato ancora più rilevante in una città come Bosa, dove il Temo non è un canale da contenere dentro una sezione idraulica, ma un elemento che ha strutturato nel tempo la città e la sua valle, il paesaggio, il porto storico, le attività e il rapporto stesso tra l’abitato e il territorio. "

"Prima di modificare in modo permanente questi equilibri, crediamo sia necessario poter rispondere a una domanda molto semplice: quale incremento effettivo e dimostrabile di sicurezza giustifica le trasformazioni previste e quel beneficio è realmente conseguibile con il sistema che oggi si sta costruendo?", prosegue il Comitato.

Il Comitato Non Ti Temo chiede quindi che le autorità competenti si pronuncino prima dell’avvio delle lavorazioni più invasive previste nei prossimi mesi e che la vicenda venga ricondotta a una valutazione complessiva, aggiornata e tecnicamente verificabile. 

Il lavoro svolto e le questioni sollevate saranno presentati alla cittadinanza durante l’assemblea pubblica “Sicuri di essere al sicuro?”, sabato 17 ottobre alle ore 17:30, nella Sala dell’Unione dei Comuni della Planargia, in via Azuni 1 a Bosa.