Friday, 16 October 2026
Informazione dal 1999
Pubblicato il 16 October 2026 alle 09:00
Olbia. Il desiderio come forza vitale, tensione estetica e chiave di lettura delle inquietudini contemporanee trova casa a Olbia. Da lunedì 13 ottobre ha preso il vio allo Spazio Frau di via Copenaghen 78 la mostra "Focus/Eros". Si tratta stavolta di un'esposizione collettiva nata dall'intuizione della gallerista Daniela Cittadini. L'allestimento propone una riflessione articolata su un tema ancestrale, spogliato dai cliché e indagato attraverso una pluralità di linguaggi espressivi che spaziano dalla pittura alla fotografia d'autore. Tra le proposte in mostra spicca una preziosa rarità: una cartella di incisioni firmata da Bruno Caruso, maestro siciliano tra i più grandi incisori del secondo Novecento. Un elemento volutamente perturbante inserito dalla curatrice per esplorare l'erotismo nella sua dimensione più abissale, affiancato dalle visioni audaci del fotografo Marius Sperlich, dalle opere di Rupez, Daniel Rizzo, Sara Crepaldi, Alessandra Cossu e dalla sensibilità della pittrice olbiese Nadia Mazzei. La mostra sarà accessibile su prenotazione contattando direttamente la curatrice Daniela Cittadini a mezzo mail:[email protected]
Foto opera Perseo e Andromeda Di Nadia Mazzei
All'interno del percorso espositivo corale di via Copenaghen, lo sguardo di Nadia Mazzei offre un contributo di spessore, capace di coniugare rigore formale e carica emotiva. Per l'artista olbiese, l'Eros diventa il pretesto per spalancare una finestra sull'introspezione, trasformando la tela in un luogo di incontro tra suggestioni intime e narrazione del quotidiano. Nelle sue opere la materia pittorica dialoga con le memorie classiche, muovendosi con eleganza tra ironia e ricerca concettuale per restituire al pubblico una visione mai scontata del sentire umano. La presenza di artisti con percorsi così differenti permette alla mostra di superare i confini del semplice allestimento, trasformando lo Spazio Frau in un laboratorio di idee e di confronto aperto alla città, dove la bellezza si fa strumento di conoscenza e di profonda analisi interiore.
In Focus/Eros l'Eros viene indagato non solo come pulsione o desiderio, ma come forza vitale e tensione estetica: attraverso quale linguaggio visivo ha scelto di declinare questa complessità per la mostra allo Spazio Frau?
"Ho scelto un linguaggio emotivo,acquoso, quasi un mondo sommerso . Tecnica mista dove acrilico, inchiostro, pigmenti e acqua si contendono la tela, come i sentimenti si contendono il nostro corpo. Eros per me è una forza dirompente che allaga. Nei tre dipinti presento tre gradi di questa inondazione: la pioggia d'oro di Zeus che penetra la torre di Danae non solo come possesso ma come forza primigenia fecondatrice; il mare di Perseo che ama Andromeda, dove due naufragi si riconoscono e si salvano a vicenda; e la rugiada di Eos che ogni alba bacia Titone, un amore che sa di essere destinato a sfiorire ma non smette. Visivamente sono colature, velature, guazzi. Lascio che sia l'acqua a decidere il confine. Perché Eros è esattamente questo: una tensione estetica tra ciò che vuoi trattenere e ciò che inevitabilmente dilaga".
Foto opera Eros e Titone Di Nadia Mazzei
La sua ricerca artistica si distingue spesso per una forte carica etica e di impegno civile, dove l'immagine diventa testimonianza e responsabilità. In che modo questa sua sensibilità si intreccia con una dimensione più intima e primordiale come quella dell'Eros?
"Per me nel creare questi dimensioni apparentemente lontane non c'è un netto confine L'etica nasce anche da Eros inteso come forza vitale che ci nutre. Se dipingo Danae fecondata dalla pioggia, sto parlando di un corpo femminile che genera vita nonostante sia rinchiuso da un potere patriarcale. È una riflessione sull'inarrestabilità della Natura che per moltiplicarsi nei miti utilizza dinamiche che evidenziano sia un lato poetico che di forza brutale, aspetti che a volte fanno parte della stessa medaglia. Eros può assumere sfumature di impegno civile e riflessione antropologica In un tempo che mercifica i corpi e anestetizza il desiderio. Restituire a Eros la sua sacralità primordiale, suadente e fecondatrice, in un'epoca di robotizzazione alienante diventa un gesto di potenza etica".
La curatela di Daniela Cittadini affianca linguaggi espressivi molto eterogenei, creando un dialogo dinamico tra i diversi artisti in esposizione. Come si inserisce la sua opera all'interno di questo percorso collettivo e quale cortocircuito o armonia intende innescare nel visitatore?
"Mi inserisco come un sentimento "liquido". Se Daniela Cittadini ha costruito un percorso giustamente eterogeneo e dinamico, io porto l'acqua come espressione di un' energia viscerale. Il cortocircuito che vorrei innescare è questo: il visitatore arriverà pensando di incontrare Eros come erotismo esplicito, e invece si troverà davanti a tre miti dove Eros è attesa, naufragio, pioggia, rugiada. Spero che uscendo dalla sala, guardando le opere degli altri artisti più carnali o irriverenti, il visitatore porti con sé questa mia visione . Quella sensazione che l'Eros più potente è quello che come acqua ti trasforma, ti genera, ti trasporta nei tuoi abissi".
Tra memorie classiche, irriverenza e sguardo contemporaneo, l'esposizione invita a riconsiderare i confini del sentire quotidiano. Che ruolo attribuisce all'arte visiva oggi nel risvegliare la sensibilità e la capacità di stupirsi in una società spesso assuefatta dalle immagini?
"Siamo assuefatti all'Eros perché vediamo tutto già esplicito, pornograficamente già servito, pronto all'uso. Io credo che il ruolo dell'arte visiva oggi , possa tornare anche a essere mitopoietica, per alludere ,interpretare e non sempre solo squarciare il velo.Quando dipingo Zeus che si fa pioggia per amare Danae, non sto mostrando un amplesso. Sto mostrando Eros attraverso un fenomeno naturale, un atto che è quasi un miracolo. E il miracolo ci invita a stupirci . Risvegliare la sensibilità oggi significa ridare all'immagine il suo diritto alla metafora, al simbolismo, all’esplicitazione meno apparente Le mie opere vogliono sussurrare "guarda come sto naufragando nelle acque ancestrali dell'Eros, sprofondando, ne sto anche riaffiorando ".
Foto di copertina: l'artista Nadia Mazzei a sinistra con Daniela Cittadini la curatrice della mostra
16 October 2026
16 October 2026
16 October 2026
16 October 2026
15 October 2026
15 October 2026
15 October 2026
15 October 2026
15 October 2026
15 October 2026
15 October 2026