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Olbia, rifiuti e affitti brevi: la replica di un’host: "Non siamo noi il problema"

La replica

Olbia, rifiuti e affitti brevi: la replica di un’host:
Olbia, rifiuti e affitti brevi: la replica di un’host:
Olbia.it

Pubblicato il 14 August 2026 alle 07:00

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Olbia. Il problema dei rifiuti nei quartieri cittadini esiste, soprattutto nei mesi estivi, ma attribuirne la responsabilità agli affitti brevi rischia di spostare l'attenzione dal vero nodo della questione: un sistema di raccolta che, nei periodi di maggiore afflusso, deve fare i conti con una città che moltiplica presenze, consumi e inevitabilmente anche la quantità di rifiuti prodotti. All'articolo pubblicato ieri da Olbia.it (leggi qui), nato dalla segnalazione di una residente esasperata per le condizioni di alcune zone della città, è seguita infatti una nuova riflessione arrivata via email. A scrivere questa volta è una cittadina che vive il problema da una prospettiva diversa: quella di residente e, allo stesso tempo, di host che gestisce regolarmente un alloggio destinato agli affitti brevi.

Nel precedente intervento era stata sollevata, tra le altre, una domanda: come vengono gestiti i rifiuti delle numerosissime case vacanza quando gli ospiti lasciano l'appartamento prima del giorno previsto dal calendario del porta a porta? Un interrogativo al quale la lettrice risponde partendo dalla propria esperienza. "Da host regolare e residente, comprendo la preoccupazione per il decoro dei quartieri, ma è necessario fare chiarezza. Chi opera nella legalità con il proprio codice CIN paga regolarmente la TARI e, nella stragrande maggioranza dei casi, si fa carico personalmente della spazzatura degli ospiti". Dietro una casa vacanze, sottolinea la cittadina, ci sarebbe dunque anche un lavoro che difficilmente viene percepito all'esterno e che non termina con la partenza dei turisti. "Noi proprietari facciamo un lavoro quotidiano invisibile: non solo spieghiamo la differenziata ai turisti stranieri, spesso abituati a sistemi diversi, ma al check-out separiamo tutto minuziosamente a mano e carichiamo i sacchi in auto per portarli ai punti di raccolta". Ed è proprio al momento del conferimento, secondo la testimonianza, che emergerebbe una delle maggiori criticità.

"Il vero paradosso è questo: anche quando noi host facciamo tutto alla perfezione, spesso ci troviamo di fronte a punti di raccolta strapieni e cassonetti non svuotati dal servizio pubblico, che ci impediscono fisicamente il conferimento. Il sistema attuale non regge la pressione estiva". Due testimonianze che partono da posizioni differenti, ma che finiscono quindi per incontrarsi almeno su un punto: durante l'estate il sistema di raccolta viene sottoposto a una pressione molto superiore rispetto al resto dell'anno e servono soluzioni capaci di accompagnare la crescita delle presenze in città. La lettrice di oggi respinge però l'idea che le locazioni turistiche possano essere considerate una delle principali cause del degrado. "Invece di colpevolizzare chi lavora in regola e pulisce anche per gli altri, residenti e host dovrebbero unirsi per chiedere al Comune soluzioni strutturali: più frequenza negli svuotamenti, potenziamento dei punti di raccolta e l'installazione di isole ecologiche adatte ai flussi di una città turistica".

Una riflessione che allarga quindi il dibattito. Olbia durante l'estate non è la stessa città dei mesi invernali: cresce il numero delle persone presenti, aumentano le attività, le seconde case tornano ad essere abitate e migliaia di turisti soggiornano negli appartamenti. Una trasformazione stagionale che inevitabilmente richiede una capacità dei servizi proporzionata ai nuovi numeri. Da qui l'invito a evitare una contrapposizione tra residenti e proprietari di case vacanza, perché entrambi finiscono per confrontarsi con le stesse difficoltà. La conclusione della cittadina è netta: "Non è sicuramente colpa degli affitti brevi, che pare siano diventati i portatori di tutti i problemi della città". Il confronto aperto dalle due segnalazioni, dunque, pone una questione più ampia: se Olbia è ormai a tutti gli effetti una città turistica capace di accogliere un numero enorme di presenze durante l'estate, anche i servizi essenziali devono riuscire ad adattarsi a questa trasformazione. Perché il decoro dei quartieri non dovrebbe diventare terreno di scontro tra chi vi abita e chi ospita i turisti, ma un interesse comune di residenti, operatori e amministrazione.

Foto di copertina tratta dal gruppo "Emergenza cinghiali e rifiuti".