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Cronaca

Olbia, rampa Nespoli: esposto in Procura e alla Corte dei Conti

Olbia, rampa Nespoli: esposto in Procura e alla Corte dei Conti
Olbia, rampa Nespoli: esposto in Procura e alla Corte dei Conti
Angela Galiberti

Pubblicato il 11 luglio 2017 alle 10:15

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Olbia, 11 giugno 2017 - Il Comitato di Salvaguardia idraulica, guidato da Felice Catasta, ha preparato e inoltrato un esposto riguardante la demolizione della cosiddetta rampa del Nespoli: la piccola sopraelevata che si trova accanto allo stadio e che, con i suoi piloni, diminuisce la portata del rio Seligheddu. La rampa è stata definita, tramite il Piano Mancini, come opera incongrua: un manufatto che, per rendere più sicura la città, va demolito. La demolizione è già iniziata e il Comitato ha deciso di portare la questione davanti alla Procura di Tempio e alla Corte dei conti. Riportiamo il testo dell'esposto.

Oggetto: mitigazione rischio idrogeologico Olbia – segnalazione.

Questo Comitato, facendo seguito alla segnalazione e al dossier sull’argomento in oggetto inviato nelgennaio 2015 cui ha fatto seguito una dettagliata informativa del 16 ottobre 2015, circa i presunti vizi di procedura e i conseguenti danni erariali da essi discendenti, riferibili alle modalità di affidamentodell'incarico nonché alle scelte derivate, con la presente segnala una delle tante conseguenze scaturitedai vizi che hanno iniziato ad appalesarsi nelle più svariate modalità.

È di appena qualche settimana fa la notizia dell'appalto di uno dei tanti manufatti facenti parte di un“quadro di opere” slegato da un piano di insieme (PAI a seguito degli eventi alluvionali di “Cleopatra 2013”): si tratta della demolizione della “rampa del Nespoli”, opera realizzata intorno agli anni '90,nonostante la formale avversione di un gruppo consistente di cittadini che lamentava l'erroneità delprogetto finalizzato allo scavalcamento del rio “Seligheddu” nei pressi del “ponte di ferro”, via Roma.

Ebbene, anche in questa occasione, nonostante il Comitato di Quartiere “Bandinu-Maria Rocca”, con lungimiranza e buon senso, abbia proposto di limitare, in questa fase, l'intervento di demolizione alla sola parte di manufatto insistente sull'alveo del rio Seligheddu (quella di effettivo ostacolo al deflusso), chi di competenza (Regione Sardegna in primis) pare non ne abbia voluto sentire, imponendo al Comune la demolizione integrale dell'opera (180 ml invece di soli 40); tutto questo nonostante che il su nominato Comitato abbia chiesto di soprassedere almeno fino a quando il PAI non sarà definitivamente approvato.

Questa impostazione è confortata, peraltro, dal fatto che a valle del manufatto da demolire ( a 20 metricirca di distanza) è presente un attraversamento (il già citato “ponte di ferro”) che avendo una campatautile inferiore a quella che risulterebbe dopo la demolizione del pilone centrale e dell'impalcato dellarampa insistente sull'alveo, non consentirebbe in siffatta situazione alcuna maggiore sicurezza.

Se a quanto sopra aggiungiamo, per dare un'idea dell'erroneità della demolizione integrale, che la proposta cosiddetta “Mancini” prevede per quel tratto di rio una portata massima di circa 540 mc/sec, mentre la proposta dell'attuale Amministrazione Comunale punta a deviarne ben 400 verso la valle delrio Padrongianus, ogni commento è superfluo!

Dopo quanto esposto si ribadisce che la rampa viaria del Nespoli, stimata a prezzi attuali circa4.000.000 di euro, se il PAI lo consentisse ed il PUC lo prevedesse, potrebbe mantenere in futuro lastessa valenza di oggi. Altrimenti dovremmo chiedere a chi di competenza del motivo per cui quellarampa fu realizzata e spesi quei soldi!

Quanto sopra detto, questo Comitato non può esimersi, fatto salvo quanto segnalato nel dossier e nellalettera sopra citati, dall'evidenziare l'inutilità della demolizione integrale dell'opera, in assenza di unpiano complessivo (PAI) definitivamente approvato e non rilevare, nell'evenienza, lo spreco di danaropubblico e conseguente danno erariale che ne potrebbe derivare a carico sia degli Amministratori eTecnici responsabili della realizzazione allora, che di quelli della demolizione totale, oggi.

Quelli degli anni '90 perché approvarono un'opera irragionevole, con un pilone centrale in mezzo al rio,quando era possibile la costruzione di una campata unica in acciaio di 40 metri (l'attuale proposta delComitato “Bandinu-Maria Rocca”), quelli di oggi che, potendo limitare i costi della demolizione e dellapossibile ed auspicable ricostruzione domani, invece di demolire ed eventualmente ricostruire solo unaparte in attesa delle risultanze del PAI, propendono ad assecondare senza apparente reazione,l'Assessorato Regionale ai Lavori Pubblici.

A distanza di ben 4 anni da “Cleopatra 2013”, al riguardo del Piano Mancini, infine, si sottolinea cherestano ancora da verificare la fattibilità tecnica delle vasche di laminazione (sono appena stati previstigli accessi ai fondi interessati per le indagini geotecniche e geognostiche, nonostante fossero operazionipreliminari alla stessa progettazione), che costituiscono il perno intorno a cui ruota l'impalcato dellaprogettazione (il cd Piano Mancini) approvata dalla precedente Amministrazione, non condivisa daquella attuale che sta di contro per assegnare l'incarico, con bando di evidenza pubblica di livelloeuropeo, per la progettazione di una soluzione alternativa, che prevede, come detto, la deviazione dellamaggior parte dell'acqua di piena fuori dalla Città.

Il Comitato si rivolge alle Istituzioni in indirizzo con la speranza che le stesse si facciano carico dirimediare contribuendo a modificare un progetto di mitigazione del rischio idrogeologico di Olbia, assunto in modo affrettato e, a nostro avviso, pasticciato senza tener pienamente conto di tutte le norme e procedure esistenti nel nostro ordinamento. Progetto, inoltre, rifiutato dalla maggioranza dei cittadiniche, nelle ultime elezioni amministrative hanno bocciato Sindaco, Giunta e Consiglio che lo avevaapprovato, promuovendo chi ha proposto un progetto alternativo che rispondeva al principio di tener“l’acqua eccedente FUORI da OLBIA” slogan proprio di questo Comitato.

Il Coordinatore Felice Catasta