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Olbia, Pro Loco inaugura la sua sede alle ex Casermette: tra i primi progetti il restauro del retablo di Cabu Abbas

Tanta partecipazione domenica sera per l’inaugurazione della nuova sede in via Mameli

Olbia, Pro Loco inaugura la sua sede alle ex Casermette: tra i primi progetti il restauro del retablo di Cabu Abbas
Olbia, Pro Loco inaugura la sua sede alle ex Casermette: tra i primi progetti il restauro del retablo di Cabu Abbas
Patrizia Anziani

Pubblicato il 28 September 2026 alle 07:00

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Olbia. La Pro Loco di Olbia ha inaugurato ufficialmente la propria sede all’interno delle ex Casermette, uno spazio che sta assumendo sempre più il volto di un centro di aggregazione culturale nel cuore della città. Un luogo che conserva la propria storia e contemporaneamente si apre a incontri, presentazioni, iniziative e momenti conviviali, con il valore aggiunto di un gradevole spazio esterno immerso nel verde. L’inaugurazione di ieri, domenica 27 settembre, alle 18:30, ha richiamato un folto pubblico, e proprio questa partecipazione ha restituito immediatamente il senso di ciò che la Pro Loco vorrebbe diventasse la nuova sede: un punto di incontro aperto alla città. Nata nel 2024, l’associazione non aveva finora una sede fissa in cui riunirsi e incontrarsi.

“Sono entusiasta di inaugurare oggi insieme a tutti voi la sede della Pro Loco di Olbia, che è stato un obiettivo non semplice da raggiungere – ha dichiarato la presidente Laura Ghisu –. È stato il frutto di tanto lavoro, energia e tempo dedicato, spesso invisibili". Poi i ringraziamenti, che Ghisu ha voluto rivolgere innanzitutto a chi ha reso possibile l’arrivo della Pro Loco alle Casermette. “Voglio ringraziare particolarmente e sentitamente Cristina Dessole e Lidia Sanna, che ci hanno ospitato qui alle Casermette. Questo spazio rappresenta una fucina di idee, di progetti e di iniziative ed è proprio questo spirito che si sposa perfettamente con i valori della Pro Loco: la valorizzazione del territorio e la promozione delle nostre tradizioni”. Dessole, architetta, e Sanna, commercialista, fanno parte della Iolao S.r.l.s, la società che ha ottenuto dal Demanio la concessione dell'area ex Casermette per diciannove anni.

A margine dell’inaugurazione Ghisu ha spiegato ancora più chiaramente perché proprio le Casermette siano diventate la casa dell’associazione: “Siamo molto grati a Cristina e a Lidia perché ci hanno ospitato. Non potevamo trovare una location migliore. Siamo contentissimi perché questo luogo ci rappresenta. Avevamo bisogno di avere uno spazio fisico dove le persone potessero trovarci”. Ed è forse questo uno degli aspetti più interessanti della serata. La Pro Loco non cercava semplicemente un ufficio. “Non cercavamo un semplice locale o una stanza in cui mettere una scrivania, i documenti e fare le riunioni. Cercavamo un luogo in cui incontrarsi, in cui creare associazione, raccogliere le idee. Quando si è presentata l’opportunità di venire qui alle Casermette abbiamo pensato che questo fosse il luogo giusto”. Una scelta che si inserisce nella trasformazione delle stesse ex Casermette, complesso nato negli anni Quaranta con una funzione militare al servizio dalle truppe di passaggio durante la Seconda Guerra Mondiale, oggi interessate da un processo di rigenerazione urbana orientato a formazione, cultura e ospitalità. Anche il cortile e il parco vengono proposti come spazi per esposizioni, incontri ed eventi all’aperto.

Un grazie è andato anche a chi, dietro le quinte, ha accompagnato la crescita dell’associazione: “Voglio ringraziare tutto il team e il direttivo della Pro Loco, che con un lavoro costante, spesso invisibile, hanno contribuito alla crescita dei nostri progetti. E anche i soci particolarmente attivi che ci hanno supportato nelle nostre iniziative” ha concluso la Ghisu.

La serata è servita anche a raccontare ciò che l’associazione sta costruendo lontano dai riflettori. Tra i progetti più importanti c’è quello per il restauro del retablo ligneo dell’antico altare custodito nella chiesa di Cabu Abbas (qui un articolo). L’opera, realizzata probabilmente tra l’Otto e il Novecento con tratto vernacolare da un pittore ignoto, rappresenta i cinque Misteri gaudiosi del Rosario. Dopo sopralluoghi, relazione tecnica e diversi passaggi autorizzativi, il progetto ha ottenuto l’approvazione del parroco don Gianni Satta e dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici della Diocesi di Tempio-Ampurias ed è stato successivamente trasmesso alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro. Ora manca l’ultimo passaggio autorizzativo prima dell’avvio delle operazioni.

“Il retablo non è semplicemente un’opera da restaurare – ha sottolineato durante la serata il tesoriere dell’associazione Francesco Mereu – è una testimonianza della storia di questo territorio, un pezzo di memoria di Olbia e della sua comunità che sarà tramandato di generazione in generazione”. Una volta ottenute tutte le autorizzazioni, partirà una raccolta fondi accompagnata da iniziative capaci di coinvolgere direttamente la comunità. Ma lo sguardo è già rivolto anche al grande patrimonio archeologico olbiese. La Pro Loco sta infatti lavorando a una serie di passeggiate alla scoperta del territorio, costruite insieme ad archeologi ed esperti. “Il nostro obiettivo non è semplicemente organizzare delle passeggiate o delle scampagnate – ha spiegato ancora Mereu – ma riscoprire, con diverse chiavi di lettura, tutto il nostro patrimonio archeologico e naturalistico”. Il primo appuntamento annunciato è per domenica 11 ottobre, alla scoperta del Pozzo sacro di Sa Testa. L’incontro si è concluso con il taglio del nastro della nuova sede e un momento conviviale organizzato dai soci della Pro Loco.