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Olbia, "Il primo ghoster non si scorda mai": ecco il romanzo di Elena Mascia

Oltre il silenzio: l'amore ai tempi del ghosting

Olbia,
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Ilaria Del Giudice

Pubblicato il 27 September 2026 alle 07:00

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Olbia. Ci sono assenze che pesano più di qualsiasi spiegazione mancata. Nell'epoca in cui la comunicazione è istantanea e perennemente a portata di click, uno dei fenomeni più dolorosi e diffusi nelle relazioni contemporanee è senza dubbio il ghosting: la sparizione improvvisa e senza motivo di qualcuno con cui si condivideva un legame. Su questa ferita invisibile, ma profonda, si innesta la narrazione di “Il primo ghoster non si scorda mai”, il romanzo firmato da Elena Mascia, che verrà presentato venerdì 2 ottobre presso la libreria Giunti del Corso. A diaogare con l'autrice sarà Pinuccia Fiori. 

La protagonista della storia è Elisa, una donna di 39 anni che ha faticosamente costruito la propria indipendenza e un equilibrio personale solido, affrancandosi dalle pressioni sociali e dai giudizi di chi la circondava. La sua vita prende una piega del tutto inaspettata quando incontra Claudio. La dinamica che si crea tra loro è quella tipica dei sentimenti ai tempi della rete: uno scambio fitto di messaggi, conversazioni digitali che diventano spazi intimi ed emozioni che crescono rapidamente, regalandole l'illusione di una passione da film. L'incantesimo, tuttavia, si spezza presto. Di fronte ai continui e ingiustificati allontanamenti di Claudio, Elisa si ritrova intrappolata in un vortice di dubbi e interrogativi: il peso del silenzio la spinge a mettere in discussione se stessa, cercando responsabilità che non le appartengono.

L'opera di Elena Mascia affronta con misura e sensibilità il senso di disorientamento che segue a una rottura priva di confronto. Con uno stile capace di alternare momenti d'ironia a passaggi di viva empatia, il libro non si limita a raccontare la disillusione per un affetto negato, ma si concentra soprattutto sul percorso di consapevolezza e di rinascita della protagonista. Più che la cronaca di un amore finito male, il romanzo si rivela così una riflessione sulla capacità di ritrovare la propria centralità e la propria voce anche quando dall'altra parte resta solo il vuoto. Una lettura toccante ed elastica, adatta a chiunque desideri approfondire le fragilità e le complesse dinamiche delle relazioni affettive odierne. Di seguito riportiamo l'intervista all'autrice. 

Un titolo ironico che descrive alla perfezione molte delle dinamiche relazionali attuali. Dove nasce l'ispirazione?
"Nasce sicuramente dal voler far passare un messaggio attraverso un gioco di parole, perché se è vero che, come si dice, “Il primo amore non si scorda mai”, è altrettanto vero che un’esperienza dolorosa, come quella vissuta da una vittima di ghosting, lascia ferite profonde. Ferite e interrogativi che restano, nel tempo".  

Nel suo libro viene affrontata con empatia e allo stesso tempo con sarcasmo una delle delusioni amorose più in voga dei nostri tempi: la tematica del ghosting. Cosa fare per prevenirla?
"Vorrei poter avere una formula perfetta ma, per la mia esperienza, secondo le testimonianze che ho avuto modo di ascoltare in questi anni, nessuno di noi, indipendentemente dal genere, è immune dal ghosting perché chi lo agisce si presenta e si pone in relazione in maniera del tutto opposta, dimostrando inizialmente presenza, affidabilità, desiderio di stabilità. Più che prevenire, è sicuramente possibile, a seconda degli strumenti, riconoscere e, di conseguenza, interrompere prima la relazione, evitando che la manipolazione perduri per troppo tempo".

Quanto è importante sensibilizzare la comunità sulla pericolosità delle relazioni tossiche e fornire degli strumenti pratici di consapevolezza per uscirne o evitarle dal principio?
"Penso che sia fondamentale: parlandone si esce dalla solitudine, dal senso di vergogna, dall’idea di non essere capaci di riconoscere le intenzioni dell’altro/a. Dopo la pubblicazione del libro, per esempio, molte persone mi hanno contattata dicendo di aver vissuto un’esperienza simile e ringraziandomi perché hanno potuto dare una collocazione a ciò che avevano passato, avendo finalmente la possibilità di perdonarsi e di andare avanti".

Quanto il ghosting ha a che fare con le dinamiche irrisolte personali piuttosto che semplicisticamente con la relazione di coppia? Cosa succede, a livello psicologico, in chi lo fa e in chi lo subisce?
"Rapportandomi sempre come autrice che ha avuto modo di ascoltare chi ha vissuto l’esperienza del ghosting e non come professionista del campo, ritengo che le relazioni tossiche smuovano emozioni e percezioni del passato. Spesso le rievocano, costringendoci a farci i conti. La differenza sta, appunto come anticipato prima, negli strumenti che possediamo. Parlarne con uno o una professionista consente di nominare i meccanismi che si attivano, di “riordinare” ciò che ancora contamina le nostre reazioni, evitando di sovrapporre un dolore sull’altro. Quando un ghoster sparisce, dopo una relazione dal forte coinvolgimento emotivo, fatta di promesse e di progetti per il futuro, quando smette di rispondere ai messaggi, alle chiamate, improvvisamente, senza una ragione, lascia la vittima in un silenzio affollato da una serie di domande. Lascia un irrisolto, perché non consente un confronto. Il pensiero più diffuso che mi è stato riportato si concentra sul che cosa possa aver o, al contrario, non aver fatto per causare quel comportamento. Nel momento in cui nasce una domanda come questa e diventa permeante nella vita di tutti i giorni, parlarne con professionisti nelle relazioni d’aiuto è un primo passo prezioso che può fare la differenza".

Un romanzo che prendendo spunto da una tematica sociale che sta dilagando e da dinamiche disfunzionali che interessano tanto le coppie quanto l'autostima dei singoli, si inserisce in un unico macrotema: il rispetto. Un libro sorprendentemente attuale, capace di far riflettere sulle relazioni tossiche e aprire spiragli di luce a partire dalla consapevolezza e dal permettersi di chiedere aiuto.