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Olbia: la battaglia di Nizzi per tornare dentro Port Authority entra in Consiglio Comunale

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Olbia, 17 marzo 2019 – Dopo il ricorso promosso al Consiglio di Stato dal Comune di Olbia contro l’ordinanza del Tar Sardegna (la numero 132/2018) che conferma l’esclusione dei sindaci (e quindi anche di di Settimo Nizzi) dal Comitato di Gestione dell’Autorità Portuale, ecco che questo tema torna al centro delle cronache.

Come? Con un punto all’ordine del giorno previsto per il prossimo Consiglio Comunale che si svolgerà il 21 marzo a partire dalle ore 16.

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Il quinto punto è un ordine del giorno proposto dalla Presidenza del Consiglio, diretta Giampiero Mura, e si intitola “Modifica della disciplina Concernente le Autorità di sistema portuale, finalizzata alla reintroduzione dei Sindaci (o rappresentanti politici delle Amministrazioni) nel Comitato di gestione portuale“.

Da circa un anno, il sindaco Nizzi lotta a suon di carte bollate per la sua esclusione dall’organo di governo dell’Autorità portuale e ora, proprio su questo, si dovrà pronunciare il Consiglio Comunale.

Da dove arriva, però, questa “guerra”? Torniamo indietro nel tempo.

Il 25 luglio 2017, con la nota 68503, l’Autorità di Sistema Portuale “Mare della Sardegna” chiede al Comune di Olbia di designare il suo componente all’interno del Comitato di Gestione.

Settimo Nizzi, con il Decreto del Sindaco numero 37 del 26 luglio 2019, nomina se stesso come componente del Comitato in quanto “in possesso dei requisiti di comprovata esperienza e qualificazione professionale nei settori  dell’economia dei trasporti e portuale di cui all’art. 8, comma 1, Legge n. 84/1994”.

Il 15 novembre 2017, con decreto numero 93, il presidente dell’Autorità portuale nomina i componenti del Comitato e tra questi vi è il sindaco Nizzi.

A dicembre 2017, però, le cose cambiano e lo fanno a livello nazionale con il decreto legislativo numero 232 del 13/12/17 intitolato “Disposizioni integrative del decreto legislativo 4/8/2016 n. 169“.

A sancire la decadenza di Settimo Nizzi dal Comitato di Gestione è l’articolo 6 comma 1 lettera d che così recita: “coloro che rivestono incarichi di componente di organo di indirizzo politico, anche di livello regionale e locale, o che sono titolari di incarichi amministrativi di vertice o di amministratore di enti pubblici e di enti privati in controllo pubblico. I componenti nominati che rivestono i predetti incarichi decadono di diritto alla data di entrata in vigore della presente disposizione“.

Norma chiarissima e senza spazio per l’interpretazione, ma è proprio questa norma che scatena la guerra di carte bollate.

La norma entra in vigore il 24 febbraio 2018 e il 26 febbraio l’Autorità portuale, con nota 25384, informa il sindaco Nizzi della sua decadenza come componente dell’organo di gestione.

Il sindaco Nizzi non demorde e il 18 aprile 2018 – con delibera di giunta numero 102 – dà il via al primo ricorso al Tar per ottenere l’annullamento, previa sospensiva, della decadenza dal Comitato di Gestione.

Il Tar della Sardegna, però, risponde picche: nell’ordinanza 132/2018 pubblicata il 17 maggio 2018, il Tribunale amministrativo sardo respinge il ricorso.

La motivazione è questa: “Ritenuto che l’istanza cautelare difetti sotto il profilo del fumus boni iuris, in quanto la norma richiamata dall’Amministrazione risulta riferibile al caso di specie e ostativa alla permanenza nell’incarico di cui si discute, oltre che esente dalle censure di costituzionalità sollevate dal ricorrente se non altro perché coerente con il vigente sistema normativo in materia di incompatibilità e inconferibilità degli incarichi pubblici”.

Non pago, il sindaco Nizzi ha avviato un ricorso al Consiglio di Stato con la delibera 222 del 06 giugno 2018.

Sono passati 9 mesi da quella delibera e oggi questo tema, ovvero il divieto di ingresso nel comitato di gestione di persone che ricoprono incarichi politici, viene inserito all’interno dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale.

Si tratta di un vero e proprio atto politico che investe il massimo organo elettivo della Città di Olbia.

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