Tuesday, 21 April 2026
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Pubblicato il 21 April 2026 alle 18:00
Olbia. Un momento di confronto autentico e profondo quello di oggi all'Isticadeddu 3° Circolo. Gli studenti sono infatti stati coinvolti in un evento dall'alto valore sociale nell’ambito del progetto educativo annuale dedicato al tema del rispetto. Un valore che non è stato trasmesso solo in modo teorico, ma che è stato proposto come pratica quotidiana, essenziale per costruire relazioni sane, significative e basate sull’autenticità. All’interno di questo percorso, particolare attenzione è stata riservata alla prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, fenomeni sempre più diffusi tra i giovani, e al ruolo centrale della resilienza. L’incontro con due professionisti ha rappresentato un’occasione preziosa per approfondire questi concetti. Focus dell'incontro sulla resilienza, interpretata non solo come la mera capacità di resistere alle difficoltà, quanto piuttosto come un processo complesso, che coinvolge emozioni, pensieri e relazioni, attraverso cui ogni individuo può imparare ad affrontare le sfide, rielaborare le esperienze negative e trasformarle in opportunità di crescita personale.
"Nel contesto scolastico, tali dinamiche assumono un significato ancora più rilevante - commenta l'insegnante Manuela Dulcis, referente scolastica dei progetti contro bullismo e cyberbullismo - La scuola è luogo di socializzazione e crescita, ma anche spazio in cui possono emergere conflitti, incomprensioni e situazioni di disagio. Promuovere la resilienza tra gli studenti significa offrire loro strumenti concreti per sviluppare consapevolezza di sé, accettare le proprie fragilità e quelle degli altri, e costruire relazioni basate sull’empatia e sul rispetto reciproco".
Particolarmente toccanti sono state le testimonianze dei due ospiti. Gabriele Manunta, personal trainer, ha raccontato la propria adolescenza segnata da episodi di derisione legati all’aspetto fisico. Attraverso lo sport, è riuscito a intraprendere un percorso di riscatto personale, sviluppando disciplina, determinazione e fiducia in sé stesso. La sua esperienza ha evidenziato il valore educativo dell’attività fisica, non solo come strumento di benessere, ma anche come mezzo per costruire un’immagine positiva di sé e relazioni fondate sulla collaborazione. Accanto a lui, Gianpaolo Vinciguerra ha condiviso una storia altrettanto intensa. La sua vita, segnata dalla disabilità, è stata affrontata con uno spirito resiliente e propositivo. Grazie a un forte orientamento al pensiero positivo e allo sviluppo di strategie mentali efficaci, è riuscito a trasformare le difficoltà in occasioni di crescita, raggiungendo importanti obiettivi personali e professionali. Un esempio concreto di come anche i limiti possano diventare punti di forza.
Durante l’incontro è emerso con forza anche il tema del dolore emotivo e psicologico. Esperienze come il rifiuto, la solitudine e la svalutazione, tipiche delle dinamiche di bullismo, generano una sofferenza profonda, che coinvolge il senso di identità e appartenenza. Un dolore che il cervello elabora in modo simile a quello fisico, rendendo evidente quanto sia fondamentale riconoscerlo e affrontarlo con attenzione. Da qui l’importanza di promuovere una cultura del dialogo e della richiesta di aiuto. Troppo spesso il timore del giudizio porta infatti i giovani ad isolarsi, amplificando il disagio. A questo proposito ha sottolineato ancora Dulcis: "Educare alla resilienza significa anche incoraggiare la costruzione di reti di supporto, valorizzando il ruolo di insegnanti, famiglie e pari, creando un ambiente in cui ciascuno possa sentirsi accolto e ascoltato".
L’incontro ha dunque superato il valore della semplice testimonianza, trasformandosi in una vera esperienza formativa. La resilienza è emersa come una competenza concreta, accessibile a tutti, capace di incidere profondamente sulla qualità della vita e delle relazioni. Un ulteriore spunto di riflessione ha riguardato il ruolo attivo di ogni individuo nella costruzione di un ambiente inclusivo. "Non basta evitare comportamenti negativi: è necessario diventare promotori di benessere, attraverso gesti quotidiani di rispetto, attenzione e solidarietà - ha ribadito l'insegnante - La prevenzione del bullismo, infatti, non può essere delegata solo agli adulti di riferimento di bambini e ragazzi, ma richiede il coinvolgimento consapevole di tutta la comunità scolastica".
In conclusione, l’incontro ha ribadito con forza un messaggio chiaro: il rispetto deve essere rivolto sia agli altri che a sé stessi, e anche le esperienze più difficili possono trasformarsi in risorse. La capacità di dare un nuovo significato al dolore rappresenta il cuore della resilienza, una competenza fondamentale per affrontare le sfide della vita.
Le storie condivise hanno dimostrato che è possibile reagire alle difficoltà senza ricorrere alla violenza, scegliendo percorsi basati sulla consapevolezza, sulla determinazione e su un autentico amore per la vita. Un’esperienza educativa preziosa, capace non solo di prevenire il disagio, ma anche di favorire una crescita personale e collettiva più profonda e consapevole.
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