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Olbia cerca un nuovo partner per il Centro Servizi Umanitari: pubblicato l'avviso per la gestione

Ecco cosa prevede il bando

Olbia cerca un nuovo partner per il Centro Servizi Umanitari: pubblicato l'avviso per la gestione
Olbia cerca un nuovo partner per il Centro Servizi Umanitari: pubblicato l'avviso per la gestione
Olbia.it

Pubblicato il 24 July 2026 alle 07:00

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Olbia. Il Comune di Olbia torna a cercare un partner del Terzo Settore per la gestione del Centro Servizi Umanitari, la struttura destinata ad accogliere persone senza fissa dimora e cittadini che vivono situazioni di grave disagio sociale ed economico. Dopo che una precedente procedura non ha consentito di individuare un soggetto con cui avviare la co-progettazione, l'amministrazione ha pubblicato un nuovo avviso rivolto agli Enti del Terzo Settore interessati a collaborare nella gestione del servizio.

Il progetto riguarda il Centro Servizi Umanitari dell'Ambito Territoriale Sociale del Plus di Olbia, che comprende diciassette Comuni della Gallura e del Monte Acuto: Alà dei Sardi, Arzachena, Berchidda, Buddusò, Budoni, Golfo Aranci, La Maddalena, Loiri Porto San Paolo, Monti, Olbia, Oschiri, Padru, Palau, Sant'Antonio di Gallura, Santa Teresa Gallura, San Teodoro e Telti. L'iniziativa è finanziata attraverso diverse linee del Fondo Povertà, del Fondo Povertà Estrema e con risorse comunali.

Il nuovo avviso arriva dopo che la procedura avviata con una determinazione dirigenziale del 26 maggio 2026 non ha portato all'individuazione del partner incaricato della gestione del Centro Servizi Umanitari.

Il Centro Servizi Umanitari rappresenta uno dei principali strumenti di sostegno rivolti alle persone che vivono condizioni di estrema vulnerabilità. Il servizio è attivo da diversi anni nel territorio di Olbia ed è stato finora gestito attraverso il modello della co-progettazione con un Ente del Terzo Settore.

Il progetto prevede due differenti modalità di accoglienza. La prima riguarda il Centro residenziale per adulti, organizzato in tre gruppi di convivenza, con una disponibilità complessiva di diciotto posti. Tra gli ospiti potranno essere accolti anche nuclei familiari con minori, purché privi di una sistemazione abitativa e in condizioni di grave disagio socio-economico.

Accanto al centro residenziale c'è anche un dormitorio destinato all'accoglienza notturna. In questo caso la capienza massima sarà di trenta persone: venti posti saranno riservati agli uomini e dieci alle donne. Il servizio comprenderà il pernottamento, la cena e la colazione.

Uno degli aspetti che emergono con maggiore evidenza dal documento è l'attenzione riservata ai percorsi di inclusione sociale. Il Centro Servizi Umanitari non dovrà limitarsi a offrire un ricovero temporaneo, ma sarà chiamato a costruire, insieme ai servizi sociali, progetti personalizzati per aiutare gli ospiti a recuperare una condizione di autonomia.

Le proposte progettuali dovranno quindi descrivere in che modo saranno organizzate le attività di accoglienza, il sostegno quotidiano, la gestione degli ingressi e delle dimissioni, l'accompagnamento verso l'inserimento sociale e lavorativo e tutte le azioni utili a favorire il reinserimento delle persone nel tessuto della comunità.

Tra gli elementi che verranno valutati figurano anche i servizi aggiuntivi che gli Enti del Terzo Settore saranno in grado di mettere a disposizione. A titolo di esempio il Comune cita attività dedicate ai minori eventualmente presenti nel centro, accompagnamenti per visite mediche, supporto nello svolgimento di pratiche amministrative, percorsi di accompagnamento successivi all'uscita dalla struttura e iniziative di socializzazione rivolte agli ospiti del dormitorio.

Il Comune ha scelto di ricorrere ancora una volta allo strumento della co-progettazione, una modalità prevista dal Codice del Terzo Settore che consente alle amministrazioni pubbliche e agli enti non profit di costruire insieme un servizio, condividendone obiettivi, organizzazione e utilizzo delle risorse disponibili.

Non si tratta quindi di un tradizionale appalto, ma di un percorso di collaborazione nel quale l'ente selezionato dovrà contribuire non soltanto alla gestione operativa del Centro, ma anche alla definizione del progetto attuativo insieme ai servizi sociali comunali.

L'avviso è aperto a tutti gli Enti del Terzo Settore iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), comprese cooperative sociali, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, fondazioni, imprese sociali e altri soggetti previsti dalla normativa. I partecipanti dovranno dimostrare almeno tre anni di esperienza nella gestione di servizi analoghi, come l'accoglienza delle persone senza dimora o il sostegno a nuclei familiari in condizioni di particolare fragilità.

Il quadro economico allegato all'avviso mette a disposizione risorse complessive pari a 786.894,73 euro per i primi ventiquattro mesi di attività.

Gli Enti del Terzo Settore interessati dovranno presentare la propria manifestazione di interesse entro le ore 12 del 21 agosto 2026, esclusivamente tramite posta elettronica certificata.

La domanda dovrà essere accompagnata da una proposta progettuale dettagliata, nella quale descrivere il modello organizzativo, il personale che sarà impiegato, le attività previste, il piano economico e gli eventuali servizi aggiuntivi che si intendono offrire agli ospiti del Centro Servizi Umanitari.