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Porto Rotondo, Enzo Deiana: l’uomo, l’imprenditore, il padre, il benefattore

La figura dello storico “primo cittadino” del borgo raccontata tra aneddoti e scatti

Porto Rotondo, Enzo Deiana: l’uomo, l’imprenditore, il padre, il benefattore
Porto Rotondo, Enzo Deiana: l’uomo, l’imprenditore, il padre, il benefattore
Barbara Curreli

Pubblicato il 23 July 2026 alle 11:00

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Porto Rotondo. Enzo Deiana, “patron morale” del borgo gallurese di Porto Rotondo, è venuto a mancare l'11 Luglio presso l’Ospedale Giovanni Paolo II di Olbia per delle complicanze legate al suo stato di salute. A ricordare l'uomo, l'imprenditore, il padre, il benefattore giunge la testimonianza che racconta il suo percorso nel borgo gallurese dove ha lasciato la sua impronta.

Classe 1948, figlio di Giovanni Deiana "calzetta", fu Giacomo e Giovanna Antonia Deiana è discendente di quinta generazione dei Deiana che per primi si stanziarono nell’area e che furono proprietari dei terreni di Punta Volpe, dell’area di Monte Ladu e dei terreni attorno al porto. E’ stato probabilmente il testimone più autentico ed attendibile dello sviluppo del borgo da area rurale incontaminata a enclave turistica delle famiglie più importanti d’Europa. Lavoratore instancabile fu l’unico imprenditore sardo ad affermarsi professionalmente in maniera stabile nel nascente borgo ideato dai Conti veneziani Luigino e Nicolò Dona dalle Rose.

Agli inizi,negli anni ‘60, durante la fase pioneristica di costruzione dell' Hotel Sporting e delle prime case, ha collaborato con Franco Albert per la realizzazione subacquea dei pontili in legno. Poi a metà degli anni ‘70 arriva la svolta: fonda con l’ampezzano Giorgio Dalla Valle (fratello di Gustav fondatore in California della Scubapro) la Porto Rotondo Yacht Brokers: una concessionaria con assistenza di imbarcazioni da diporto con sede in via del Molo. Un piccolo team molto dinamico: Dalla Valle era maestro di pubbliche relazioni, Enzo Deiana era pratico nell’organizzare la logistica con il sostegno tecnico di Gigi Paddeu per la parte meccanica e Giancarlo Lamponi per il comparto elettrico.

Qui lo scatto di Gigi de Biasi, anno 1984, da sinistra a destra: Enzo Deiana, Giancarlo Lamponi, Gianni Delitala al rientro da un intervento su uno Yacht.

I prestigiosi marchi venduti erano tutti americani:Magnum Marine e Bertram Yacht, Boston Whaler. Grazie all’importatore Marine Union di Milano, la Porto Rotondo Yacht Brokers in poco tempo diventa il più rilevante rivenditore d’Europa di Boston e di motori fuoribordo Mercury Marine. L’officina sul porto dedicata anche ai motori entro-fuoribordo Mercruiser era gestita con la precisione di una sala chirurgica.

Il servizio fornito allora dalla piccola impresa era unico e di prim’ordine, arrivava clientela anche da Porto Cervo con servizio di assistenza personalizzato h24. A questo team faceva da corollario il negozio Aqua Sub gestito da Dalla Valle che vendeva accessori marini ed attrezzature subacquee esclusivamente del marchio Scubapro. Espositori fissi presso il Salone Nautico di Genova la Marine Union dava ad Enzo Deiana carta bianca sulla disposizione degli scafi dei vari modelli esposti.

Tra i clienti più importanti della Porto Rotondo Yacht Brokers si possono citare: la famiglia Barilla, Rocco Bormioli e famiglia, la stilista Krizia, Loropiana, Inge Feltrinelli, la famiglia Marzotto, Carl Hahn (presidente Wolkswagen), la famiglia Rebecchini (Roma), Principe Ruspoli, Adriano Panatta, Johnny Dorelli, Lelio Luttazzi, il marchese Lodovico Antinori (ideatore del vino Ornellaia), l’attore Philippe Leroy, Borletti, Adriano e Gabriella Gillio, Grillini, l’attore Paolo Villaggio, la famiglia Benelli (fucili e motocicli), il dott. Fanfani (diagnostica a Firenze), il Principe Romanov (discendente degli Zar di Russia), Giacomo Agostini, Fabbri (amarene), Fulvio Collovati, Nico Bosatelli (Gewiss), Roberto Livraghi (autore musicale e dirigente sportivo), Giovanni Malagò (attuale presidente FIGC). Con la maggior parte di questi clienti si è instaurato un rapporto di fiducia che andava ben oltre quello professionale, non era raro trovare i fratelli Barilla o i Bormioli ospiti a cena al barbecue dell’imprenditore gallurese.

Enzo Deiana è stato l’unico, oltre alla Marina di Porto Rotondo, ad avere la concessione sul porto ed il periodo in qui c’è stata la cessione alla Ciga Hotels era solito scherzare con la battuta: “Al momento i proprietari del porto siamo io ed il Principe Karim Aga Kahn”. Ogni anno nei mesi di aprile, maggio, giugno e settembre  era solito passare l’intera giornata di domenica con la propria famiglia all’isola di Mortorio assieme alle famiglie di Andrea Campesi (nostromo di Porto Rotondo), di GianClaudio Germiniasi, di Franco Albert e di Tonino Conte con massimo quattro/cinque barche tirate a riva dalla spiaggia.

Il contributo dato al borgo turistico dall’imprenditore gallurese è stato notevole anche a livello sociale, ha fornito gratuitamente parte della sua proprietà al Comune di Olbia per il passaggio della nuova strada dove oggi è sita la pietra di benvenuto e ha donato gli olivi secolari utilizzati per abbellire le rotonde. Negli anni è stato in diverse occasioni consigliere del Consorzio di Porto Rotondo, più volte presidente della Festa del Calamaro nonché socio fondatore del Fishing Club e dello Yacht Club di Porto Rotondo. E’ stato anche tra i primi soci dell’aeroclub di Olbia.

Si è distinto anche per aver sempre dato il proprio sostegno alle attività religiose della zona, collaborando attivamente con il parroco Don Fina, facendo parte costantemente dei comitati delle feste di Sant’Antonio di Rudalza e soprattutto della Festa della Madonna del Monte (festa storica dei Deiana di Monte Ladu). In foto uno dei momenti condivisi con Don Fina.

A queste manifestazioni ha contribuito sia logisticamente che economicamente. Negli anni ’60 con la ristrutturazione del tetto della chiesa della Madonna del Monte con il padre Giovanni e lo zio Tommaso “Miucciu” Deiana e nel 1986 con la ristrutturazione della casa del Comitato, la realizzazione del palco e della strada asfaltata con un cospicuo supporto finanziario da parte dei clienti sopra citati. Per quanto riguarda la chiesa di San Lorenzo ha contribuito alla realizzazione di una delle panche a mezzaluna in pino di Russia e una delle sagome di legno appese nell’installazione di legno realizzata dall’artista Mario Ceroli ritrae il suo profilo. Nel 1985 ha collaborato alla realizzazione del dono di benvenuto per i reali inglesi Carlo e Diana: un piatto realizzato a mano dalla Cerasarda consegnato ai reali personalmente dal figlio Gabriele.

Architetto mancato e cultore dell’estetica del rustico, ha abbracciato a suo modo la filosofia costruttiva di Jaques Couelle e di Alessandro Pianon, (stile organico e materiale locale), ristrutturando negli anni lo stazzo storico di famiglia e rendendolo secondo le stesse parole della stilista Mariuccia Krizia: “La casa più bella di Porto Rotondo.” Per altro l’immobile di famiglia, fotografato da Giancarlo Gardin e Slim Arons, è stato pubblicato in numerose riviste e libri del settore: Maison et Jardin, Votre Maison, Casa e Cose, Famiglia Cristiana, Maison Individuelle, Coast Magazine, Casa e Country, Ville di Sardegna. Cultore di vini in più occasioni ha avuto riconoscimenti al Concorso organizzato da Giuliano Lenzini Premio Gallura nella categoria dei rosé.

Con i fratelli Donà dalle Rose aveva un ottimo rapporto che si è mantenuto nel tempo e che ha sempre generato confronti costruttivi sulla visione con cui andava gestito il borgo gallurese. Enzo Deiana aveva un carattere burbero e schietto ed era solito lanciare sferzate ai dirigenti del Consorzio di Porto Rotondo se i lavori o le opere erano realizzate con incuria o trascuratezza. Caso emblematico fu durante i lavori per la realizzazione della catena alimentare di Emanuelle Chaplain in via del Molo in cui ad occhio aveva fatto notare all’allora direttore dei lavori Loriga le quote fuori asse della strada il quale “lo mandò a quel paese”. Tuttavia, una volta realizzati i controlli con la strumentazione adatta, le osservazioni di Enzo Deiana si rivelarono esatte.

Si è distinto anche per essere stato solidale con i propri compaesani: emblematica la volta in cui dava lo spazio nella sua proprietà per consentire ad Onorio Zanda di vendere frutta e verdura, che tutte le notti trasportava dal basso Campidano, e dovette chiudere in faccia il telefono all’allora Sindaco di Olbia Giampiero Scanu dicendogli: A Porto Rotondo ci sono negozi di romani e milanesi senza licenza e non permettiamo di lavorare onestamente ad un sardo?”. Oggi la famiglia Zanda è perfettamente integrata nella comunità portorotondina con il ristorante di Onorio e Donatella. Negli ultimi anni aveva adattato la terrazza della sua tenuta attraverso un immane lavoro di posizionamento di pietre basato sui principi costruttivi degli architetti citati,realizzando un helipad naturale per elicotteri con materiale locale ed interventi mininvasivi. Tra i primi a sperimentare gli atterraggi Tony Bassani e l’imprenditore Rusconi con gli splendidi Eurocopter Dauphin AS365. Vale la pena ricordare l’atterraggio di Gina Lollobrigida nel 2018. Nella foto Atterraggio di Tony Bassani con l'Eurocopter AS365.

Nella foto di copertina lo scatto di Roberto Sanna, foto scatta in piazzetta S. Marco per l'intervista sulla Gazzetta di Porto Rotondo.

Il lascito di Enzo Deiana è un raro esempio di ineccepibile integrità professionale, apertura mentale cosmopolita unita ad una forte identità territoriale e culturale correlata alla sua amata Sardegna ed in special modo alla sua casa: Porto Rotondo, casa che lo ha accolto anche per l'ultimo saluto nella chiesa di San Lorenzo.