Wednesday, 22 July 2026
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Pubblicato il 22 July 2026 alle 17:00
Olbia. Trasformare lo spazio fisico del centro cittadino in uno spazio narrativo per riscoprire le radici medievali dell'antica Civita è un'iziativa che affascina e attrae cusiosi e turisti nel conoscere la storia che fu. Nel cartellone degli appuntamenti estivi di Olbia spicca un'iniziativa culturale dal fascino itinerante, pensata per far rivivere la figura storica di Elena di Lacon-Gunale (1190-1218), prima donna a governare un giudicato sardo per proprio diritto.
Il primo evento, "Passeggiata nel Medioevo con le memorie di Elena di Gallura", si terrà sabato 25 luglio a Olbia, con partenza alle ore 21:30. Un vero e proprio viaggio nel tempo a partecipazione gratuita che unirà il dato archeologico alla narrazione letteraria, prendendo spunto dal romanzo storico Memorie di Elena di Gallura edito da Taphros e scritto dall'autore olbiese Flavio Fara.
A guidare i partecipanti lungo il percorso sarà la prospettiva rigorosa e appassionata dell'archeologa, guida turistica regionale e professoressa, Letizia Fraschini, professionista capace di coniugare il rigore scientifico a un’immediata spontaneità comunicativa. Nei suoi interventi, l’archeologia mette da parte quello che può essere il concetto di un museo chiuso e distante per farsi da tramite per meglio comprendere il territorio che insieme all'autore animerà le "pietre" della città attraverso cinque tappe simbolo: la Basilica minore di San Simplicio (teatro del contrastato matrimonio tra Elena e Lamberto Visconti), l'ex caserma della Guardia di Finanza, la Chiesa di San Paolo, l'Ex Scolastico e, infine, Piazza Elena di Gallura.
L'iniziativa proseguirà poi martedì 28 luglio alle ore 21:30 a Porto San Paolo, all'interno della rassegna "Libri sotto le stelle". Nella piazza del centro sociale, Letizia Fraschini dialogherà con l'autore Flavio Fara per approfondire i retroscena storici, le pressioni politiche e la vita romanzata della sovrana gallurese. Abbiamo incontrato la Fraschini per farci anticipare quello che si potrà vivere durante la serata olbiese.
Nel tracciare il percorso che da San Simplicio conduce a Piazza Elena di Gallura, in che modo la narrazione storica e letteraria riesce a restituire ai cittadini e ai visitatori la densità politica e umana della figura della Giudicessa, trasformando le pietre della città medievale in un racconto vivo?
"Il percorso urbano si propone di trasformare lo spazio fisico in uno spazio narrativo. L’intento è sottrarre la figura storica della giudicessa Elena di Gallura alla freddezza dei rari riferimenti d'archivio, attraverso una narrazione che unisce il dato politico a quello biografico ed emotivo. Durante la passeggiata cercheremo di dare voce ai luoghi delle “memorie di Elena”, narrati con coinvolgente capacità comunicativa da Flavio Fara, autore dell’omonimo libro e co-organizzatore dell’evento. La scelta della narrazione storica e letteraria nasce con l’obiettivo di “animare le pietre” di Civita, affinché da elementi inerti diventino testimoni visivi delle decisioni politiche, delle alleanze e delle tensioni dinastiche del tempo. La narrazione letteraria vuole colmare i vuoti documentali, restituendo i dilemmi personali della giudicessa, le pressioni subite e l'impatto sociale del suo governo. Questo approccio trasforma il personaggio storico in un soggetto tridimensionale, facilitando l'immedesimazione del pubblico moderno. Camminare lungo il tragitto originario permette a cittadini e visitatori di percepire la reale dimensione delle vicende passate, legando l'identità della Olbia contemporanea alle sue radici giudicali".
La passeggiata attraversa cinque tappe emblematiche del tessuto urbano: quanto la scelta di luoghi simbolici come la Basilica di San Simplicio o l'ex Scolastico incide sulla percezione collettiva della memoria storica olbiese, colmando la distanza tra il dato archeologico e la percezione emotiva del territorio?
"Attraverso la selezione di nodi urbani specifici si è voluto creare un ponte concettuale tra la precisione scientifica dell'archeologia e la sensibilità emotiva della comunità. La Basilica di San Simplicio rappresenta il fulcro spirituale e politico del periodo: la sua monumentalità offre un riscontro visivo immediato della potenza del Giudicato di Gallura, ancorando la narrazione a una struttura fisica tuttora visibile e vissuta. Per quanto concerne l’Ex Scolastico, pur trattandosi di un edificio di epoca successiva, la scelta di includerlo intende evidenziare la stratificazione storica della città, diventando una tappa utile a mostrare come la memoria — non solo medievale — sia stata riassorbita, riscritta o talvolta dimenticata nel corso dei secoli. La passeggiata è stata ideata per colmare questa distanza emotiva. Il puro "dato archeologico" (frammenti, scavi, planimetrie) rischia infatti di rimanere accessibile solo agli specialisti. L'inserimento della narrazione letteraria all'interno di un percorso simbolico permette al pubblico di sviluppare un più forte senso di appartenenza e di tutela verso il patrimonio, trasformando la conoscenza storica in memoria affettiva.".
In un'epoca in cui la fruizione culturale richiede linguaggi sempre più immersivi e accessibili, quale valore aggiunto offre la formula itinerante rispetto a una conferenza tradizionale, soprattutto quando si esplora un periodo complesso e affascinante come il Medioevo gallurese?
"L'esplorazione del Medioevo sardo, e in particolare della Gallura, presenta una spiccata complessità a causa della perdita di molte strutture architettoniche originali e della sovrapposizione edilizia moderna. La formula itinerante non intende sostituire la classica conferenza in sala, ma offre vantaggi specifici. L'atto fisico del camminare attiva una comprensione spaziale che facilita la memorizzazione dei contenuti: il pubblico non subisce passivamente le informazioni, ma "esplora" attivamente il contesto storico. Se in una conferenza tradizionale la visualizzazione dei luoghi è mediata da slide o mappe, nell'itinerario la spiegazione avviene direttamente all'interno del paesaggio urbano attuale, permettendo un confronto istantaneo tra passato e presente. Un altro aspetto non secondario riguarda l’accessibilità e il coinvolgimento del pubblico, poiché il format itinerante smussa la rigidità accademica. L'interazione con l'ambiente circostante rende la complessità delle dinamiche storiche più fruibile, inclusiva e stimolante anche per i non addetti ai lavori — o almeno, questo è l'obiettivo che io e Flavio ci auspichiamo di raggiungere."
In copertina la prof. Letizia Fraschini in un'immagine rielaborata con AI.
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