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Olbia, assembramenti in spiaggia: “caos e abusivismo, dov’è Comune Olbia?”

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Olbia, 08 giugno 2020 – La Federbalneari Sardegna, coordinata da Mario Isoni e Claudio Maurelli, lancia l’allarme sulle spiagge libere e sulle norme anti-Covid che non verrebbero rispettate anche a Olbia.

“Siamo di fronte ad una situazione veramente complicata – spiega il segretario Regionale Federbalneari Sardegna Claudio Maurelli -. Da una parte continuiamo a ricevere tantissime segnalazioni al nostro numero whatsapp 3290170940, dall’altra la mancanza delle istituzioni nelle spiagge libere è totale. Segnalazioni riguardanti diversi problemi nelle spiagge libere tra cui, ancora una volta i soliti venditori ambulanti di granite e pietre che che occupano la battigia per vendere, il più delle volte anche senza scontrini ai locali, massaggiatrici cinesi senza la minima protezione che fanno massaggi liberamente, gruppi di 10 ragazzi in 2 lettini, parcheggi alle stelle per “fare cassa” in periodo Covid”.

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Maurelli lancia l’allarme, ricordando quanto avvenuto nei giorni scorsi nel Lazio: “È di questi giorni la notizia della chiusura di una spiaggia a Fiumicino per un assembramento enorme – continua Maurelli -, vogliamo fare la stessa fine in Sardegna? Il numero whatsapp Federbalneari Sardegna non dovrebbe esistere, ma a quanto pare oggi ad esempio nel Comune di Olbia, sono arrivate ben 6 chiamate da parte di bagnanti. La gente comincia a esser stanca di rispettare delle regole che puntualmente abusivi e furbacchioni non rispettano e le istituzioni sono assenti”.

Secondo Federbalneari, “I Comuni hanno avuto tempo, esattamente 4 mesi di tempo in periodo Covid, per poter decidere come gestire le spiagge libere della Sardegna. Zero scuse”.

Mario Isoni rincara la dose: “Chiediamo un intervento rapido per sistemare questo caos a cominciare dal Comune di Olbia, totalmente assente sia nelle forze dell’ordine comunali che nel controllo agli abusi e agli assembramenti in spiaggia. L’ordine pubblico e la Pubblica sicurezza delle spiagge libere è da sempre compito del Comune e i Balneari non vogliono e non devono sostituirsi all’Ente locale. Speriamo inizino a monitorare davvero le spiagge poiché se si dovesse verificare un focolaio in una spiaggia, saremo costretti a denunciare il tutto in Procura. Gli stabilimenti continuano ad attenersi scrupolosamente alle regole, ma non tollerano più questo caos e assenza dei Comuni”.

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