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Olbia, aggrediti verbalmente due animalisti: fotografavano l'asinello Belen

Olbia, aggrediti verbalmente due animalisti: fotografavano l'asinello Belen
Olbia, aggrediti verbalmente due animalisti: fotografavano l'asinello Belen
Angela Galiberti

Pubblicato il 03 agosto 2013 alle 14:27

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Olbia – L'intenzione era nobile: documentare le condizioni di Belen, l'asinello che “posa” in Corso Umberto per i turisti che passeggiano nel centro storico di Olbia. Ma il nobile intento non è stato gradito e così due animalisti olbiesi - attivisti incaricati al controllo dalla LAV, A.Z. e R.G., sono stati aggrediti verbalmente ieri sera, intorno alle ore 22. “Ci siamo avvicinati per fare una foto all'asino – racconta A.Z. – e i proprietari ci hanno detto che non potevamo fare le foto perchè quella è la loro attività commerciale”. E' iniziata così la brutta avventura due ragazzi olbiesi che volevano semplicemente documentare la vita di Belen al corso di Olbia. “Da quel momento si è scatenata la baraonda – continua A.Z. – ma ad aggredirci non sono stati i proprietari di Belen, ma un signore che non c'entrava nulla che lavora nel centro storico”. I due ragazzi, presi alla sprovvista, si sono ritrovati coperti di insulti gratuiti e parole grosse che poco c'entravano con l'oggetto della questione, cioè lo stato di salute dell'asinello. “Ieri sera al corso c'era un caos infernale – dice l'attivista incaricata dalla LAV, A.Z. – musica, gente, voci, luci. Non è il posto adatto per un asinello, noi volevamo solo documentare quello che stava succedendo, niente di più. Invece ci hanno aggredito. Con i proprietari abbiamo avuto uno scambio duro, ma sempre educato. Poi sono arrivate le parole grosse da persone che non c'entravano niente e alla fine si è creato il capannello di osservatori”. Per i due giovani olbiesi non è stato certamente piacevole. La discussione, secondo il racconto dei due ragazzi, è durata parecchio e non verteva assolutamente sull'asino. “Una volta entrati nella discussione avremmo voluto parlare dell'asino, del perchè viene sfruttato in questo modo – ha aggiunto A.Z.– ma continuavano a cambiare argomento, come se non fosse l'asino l'oggetto della questione ma noi stessi”. Alla fine i due ragazzi decidono di andarsene. Ma il caso Belen è decisamente scoppiato. Probabilmente la reazione “scortese” dei “terzi incomodi” è dovuto al grosso tam tam mediatico che, sulla rete, si sta avendo per Belen. E questa “aggressione verbale” non farà sicuramente piacere a tutte le persone che, sino ad oggi, si sono mosse in favore dell'asinello. Ma, al di là del lato emotivo, bisogna considerare la questione anche dal punto di vista giuridico. A quanto pare, l'attività che coinvolge Belen sarebbe regolare. Quindi le guardie ecozoofile e la polizia locale hanno le mani legate. In più, Olbia, non ha un regolamento riguardante gli animali e quello che si può fare e non si può fare con loro. Per gli animalisti sarà dura togliere Belen dal corso di Olbia. Ma questo non vuol dire che getteranno la spugna. Il caso è scoppiato, sarà importante continuare a mantenere alta l'attenzione sul tema. (in copertina: immagine di repertorio)

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