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Prink PLUS settembre 2018
Cronaca Sardegna

Sardegna, nuove tasse su cani e gatti: Arru ci ripensa

Dopo le proteste, un passo indietro

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Olbia, 15 aprile 2018 – Cattive notizie per le associazioni di volontari e rifugi animali: in un panorama nel quale il randagismo di cani e gatti è fuori controllo, la Regione impone una nuova tassa. Appena la la delibera dello scorso 20 febbraio sarà approvata ed entrerà in vigore ogni operazione ed ogni variazione richiesta all’anagrafe canina costerà 12 euro: come riportato da La Nuova Sardegna, la tassa prevista nel nuovo tariffario unico regionale varato dall’Ats sarà obbligatoria per ogni ritrovamento, smarrimento, cambio di residenza o morte di un cane. Questo rappresenterà un ostacolo non indifferente per le associazioni che si occupano dell’assistenza agli animali randagi: per chi possiede un solo animale, infatti, i 12 euro sono una cifra ragionevolmente affrontabile, ma per chi si cura di decine di cani e gatti, i costi sono insostenibili.

Ma l’aggiornamento, secondo l’assessore alla sanità Luigi Arru, è necessario perché nel vecchio tariffario non era inserita, non essendo al tempo prevista, l’aliquota spettante all’Enpav, l’ente nazionale di previdenza e assistenza veterinari.

Il nuovo tariffario include anche altre imposte: ‘istruttoria per rilasciare l’autorizzazione per canili e rifugi gestiti da privati costerà 100 euro, per i trattamenti immunizzanti, terapeutici e diagnostici in linea con piani di profilassi statali o regionali si dovrà versare 10 euro per ogni cane, il prezzo del rilascio del passaporto europeo per animali d’affezione sarà di 15 euro, 10 euro la visita clinica per animali sospetti di rabbia, 20 se a domicilio. Resta gratuita la microchippatura dei cani, perché tassarla sarebbe in contrasto palese con le norme anti-randagismo.

Questa notizia ha però suscitato numerose proteste, col risultato che, a quanto sembra, la tassa da 12 euro sulle variazioni all’anagrafe canina, sparirà dal nuovo tariffario unico elaborato dalla Regione per coprire i costi delle prestazioni veterinarie destinate a privati ed esterne a quelle essenziali. Saranno riviste anche le tariffe che riguardano le autorizzazioni ad aprire rifugi, quindi dovrebbero salvarsi dal giro di vite anche i gestori di strutture di ricovero per i gatti, oltre che per i cani. In altre parole a pagare saranno soltanto i titolari di attività in cui gli animali sono oggetto di commercio.

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