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Liberati quattro eseplari caretta caretta: il tracciamento

La nota della Regione

Liberati quattro eseplari caretta caretta: il tracciamento
Liberati quattro eseplari caretta caretta: il tracciamento
Olbia.it

Pubblicato il 08 febbraio 2022 alle 13:10

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Cagliari. Lo scorso 9 ottobre dalla spiaggia di San Giovanni di Sinis sono stati liberati quattro esemplari di tartaruga Caretta caretta: “Dopo quattro mesi – ha detto l’assessore regionale della Difesa dell’ambiente, Gianni Lampis – le informazioni, trasmesse mediante i dispositivi satellitari coi quali sono state liberate, sono molto interessanti e caratterizzate da soste, a volte prolungate, che si alternano a grandi spostamenti verso nuovi luoghi. Genoveffa, Elettra, Azzurra e Gavino vengono costantemente tracciate grazie ad un progetto finanziato dall’Assessorato regionale della Difesa dell’ambiente e dal Consiglio nazionale per le ricerche, nell’ambito dell’attività della Rete regionale per la conservazione della fauna marina”.

"Genoveffa continua a spostarsi lungo le coste della Sardegna e attualmente si trova a pochi chilometri da San Giovanni di Sinis, all’interno dell’Area marina protetta. Elettra, dopo aver nuotato parallelamente alle coste dell’Algeria, è risalita verso nord per poi dirigersi nuovamente verso le sponde dell’Africa, percorrendo oltre 1500 km dal giorno della liberazione. Azzurra ha finora percorso circa 2000 km e, dopo aver passato lo stretto di Sicilia, è transitata tra Pantelleria e la costa della Tunisia. Gavino, invece, dopo una lunga sosta nell’area più occidentale del Mar Mediterraneo, ha oltrepassato lo stretto di Gibilterra, si è allontanato dalla costa, percorrendo oltre 2500 km in quattro mesi (poco più di 20 km al giorno), e da pochi giorni nuota nelle acque nell’Oceano Atlantico".

Ha aggiunto l’assessore Lampis: “Gli spostamenti delle quattro tartarughe testimoniano le loro buone condizioni di salute. Le cure ricevute nella Clinica veterinaria dei Due mari e nel Centro di recupero del Sinis, l’alimentazione controllata, la riabilitazione motoria, svolta in grandi vasche fisioterapiche prima del rilascio, e il monitoraggio scientifico hanno contribuito alla reintroduzione nelle migliori condizioni possibili degli animali all’interno del loro ambiente naturale”.