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La Giunta Regionale elimina nuove Province. Restano le "storiche"

La Giunta Regionale elimina nuove Province. Restano le
La Giunta Regionale elimina nuove Province. Restano le
Olbia.it

Pubblicato il 25 ottobre 2012 alle 12:14

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La Giunta Cappellacci, nel disegno di legge sul riordino degli Enti locali in Sardegna varato ieri e presentato dall'assessore degli enti locali Nicola Rassu, haconfermato le Province "storiche" di Cagliari, Nuoro, Sassari e Oristano (che non possono essere cancellate dalla Regione), ed eliminato le quattro nuove (Olbia-Tempio, Ogliastra, Carbonia-Iglesias e Medio Campidano), come era stato stabilito dal referendum del 6 maggio scorso.

Sono state approfondite le funzioni amministrative e quelle fondamentali dall’organizzazione generale dell’amministrazione tra cui: la gestione finanziaria e contabile all’organizzazione dei servizi pubblici, il catasto, la pianificazione urbanistica, la polizia locale, l’edilizia scolastica, la gestione dei rifiuti urbani, la viabilità, i trasporti e l’attività di pianificazione della protezione civile.

Per quanto riguarda l’elezione del presidente e del consiglio provinciale resta l’attuale sistema elettorale e, per rispettare la strada intrapresa in materia di contenimento dei costi della politica, è stata prevista la riduzione degli assessori delle Giunte provinciali che passeranno a due.

L'assessore Rassu ha commentato: ''La Giunta regionale ha compiuto un passaggio fondamentale per dotare gli enti locali della Sardegna di uno strumento di lavoro fondamentale per le loro attivita. L'esigenza di accelerare questo processo e' diventata ormai improcrastinabile vista la necessita' stringente di riordinare il sistema delle autonomie locali alla luce delle ultime novita' introdotte in materia dal governo che ha imposto drastici tagli ai finanziamenti erariali, e ha inciso fortemente nell'ordinamento dei comuni, condizionandone pesantemente l'azione amministrativa, ma abbiamo voluto fortemente difendere le prerogative delle realta' economiche della nostra popolazione e tutelare le migliaia di lavoratori, diretti e indiretti, che fanno capo alle amministrazioni provinciali abrogate''.

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