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Cronaca

Festa della donna, Olbia regina del "No" alla violenza di genere

Festa della donna, Olbia regina del
Festa della donna, Olbia regina del
Angela Galiberti

Pubblicato il 10 marzo 2015 alle 22:20

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Olbia, 10 Marzo 2015 - La Festa della Donna è stata molto particolare per la Città di Olbia. Per due giorni il capoluogo olbiese è stato teatro di tantissime iniziative di sapore diverso, ma tutte con un unico scopo: celebrare il sì alla vita, il sì al rispetto, il sì alla cultura della non violenza. Prospettiva Donna sempre in prima linea contro la violenza di genere. La giornata dedicata alle donne, ma soprattutto alla discriminazione che subiscono in diverse aree del globo, è iniziata con il tradizionale evento "L'Otto donna" organizzato dall'associazione Prospettiva Donna. L'associazione è quella che gestisce il centro antiviolenza della Provincia di Olbia-Tempio ed è il primo punto di approdo (e anche l'ultima spiaggia) di tutte le donne che subiscono violenza di genere nel territorio gallurese. Prospettiva Donna sta raggiungendo dei record (per così dire) ragguardevoli: da sola, si occupa di oltre 200 casi di violenza di genere. Non tutte le donne sono a rischio femminicidio, molte chiedono aiuto per uscire da situazioni spiacevoli e incrancrenite, ma la violenza di genere ha molte declinazioni e non tutte lasciano lividi sulla pelle: violenza psicologica, violenza economica, violenza religiosa, violenza fisica, violenza sessuale, persecuzione, stalking, cyber stalking, minacce e così via, quasi all'infinito. Le donne che si rendono conto di vivere all'interno di una spirale della violenza arrivano a Prospettiva Donna e qui iniziano un cammino di rinascita. Alcune, purtroppo, vivono situazioni talmente gravi e a rischio che devono per forza scappare di casa per rifugiarsi nella casa protetta. Il convegno del 7 Marzo è stato dedicato a loro: a tutte quelle donne che, con poche cose in una borsa, scappano dal compagno violento. Il dibattito ha ruotato attorno ai protocolli di intesa che l'associazione olbiese ha promosso sul territorio. Protocolli importantissimi che permettono alle donne di essere "prese in tempo" in un qualsiasi punto della catena dell'accoglienza gallurese: una caserma, un pronto soccorso, un colloquio con l'assistente sociale. E' importantissimo, ha sottolineato tante volte la presidente Patrizia Desole, evitare la seconda vittimizzazione della donna che chiede aiuto o che non sa ancora che ha bisogno di aiuto. Su questo fronte è di vitale importanza l'apporto dell'informazione nel momento in cui veicola informazioni sulla violenza di genere o su casi di cronaca che coinvolgono vittime di femminicidio. In questo senso la Sardegna è avanti ed è stata la giornalista Caterina De Roberto a raccontarlo alla folta platea del museo archeolgico. L'Unione Sarda, quotidiano nel quale lavora la giornalista professionista olbiese, ha dato vita ad una Carta che i giornalisti che scrivono per il prestigioso giornale sardo devono seguire. Una carta che obbliga il giornalista a usare terminologie corrette nel momento in cui affronta tematiche così delicate come l'immigrazione, ma anche e soprattutto la violenza di genere. Al bando, dunque, i delitti passionali, i "l'amava troppo", i "l'ha uccisa accecato dal sentimento" e i giudizi stereotipati di genere sulle vittime che spesso, da morte, si vedono infangate da un indebito raschiare nella loro vita privata (esemplare, in questo senso, il caso di Elena Ceste e il disgustoso tam tam mediatico sui suoi presunti amanti, come se l'avere un'amante possa giustificare un omicidio). Durante il convegno si è riflettuto sugli stereotipi grazie alla dottoressa Bruna Putzulu e al suo splendido "Le fate sono finite": una meravigliosa riflessione sugli stereotipi e sul potere femminile che lancia una grande sfida alle donne. Quella di andare oltre il femminismo, di trovare altri modelli e di partire alla conquista della vera parità di genere. Il tutto distruggendo miti e leggende, non lesinando critiche e riflessioni taglienti anche su certi cavalli di battaglia come il fantomatico "matriacato sardo": vera bandiera di tutte le donne sarde, un punto di orgoglio dell'isola, ma anche magra consolazione in un mondo fatto per gli uomini dove le donne comandavano, sì, ma in casa e spesso con la manipolazione. Non è mancato uno sguardo all'internazionalità con la Convenzione di Instanbul con Maria Paola Oggiano che ne ha raccontato la storia, ma soprattutto gli strumenti che mette a disposizione e gli obblighi che gli stati devono seguire. Il tutto sempre a favore delle donne vittime di genere e contro la discriminazione. 8 Marzo 2015: lo sport con le donne vittime di violenza di genere. L'08 Marzo è stato il turno dello sport che si è stretto attorno a Prospettiva Donna e alle sue donne. Alle 14:30 è partito il flash mob "Donne di corsa" dal parco Fausto Noce. Il serpentone delle donne in bianco è arrivato allo Stadio Nespoli dove, per l'occasione, tutte le esponenti del "gentil sesso" potevano entrare gratis per guardare la partita. Qui le Donne di corsa si sono unite a Prospettiva donna, hanno fatto un giro di campo, hanno scambiato la maglia con i giocatori dell'Olbia e sono tornate al punto di partenza. Anche all'Auchan di Olbia lo sport ha fatto la sua bella esibizione contro la violenza di genere grazie alla collaborazione e partecipazione di Centro aiuto per la vita di Nadia Spano, Majorette Tonino Spano, Sas Janas , Prospettiva Donna e Associazione Giovani Gallura.zero. Otto Marzo all'insegna della poesia e dell'integrazione. Per il sedicesimo anno consecutivo l'ACIT ha organizzato la rassegna Poesiadonna che ha avuto il consueto successo di pubblico. La giornata dedicata alle donne si è chiusa con la festa organizzata da Sunugal presso il Labint. Un momento di intragazione dove sono state le donne senegalesi le vere protagoniste.

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