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Dalle gare alle scommesse, qual è la situazione dell’ippica in Italia?

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Cagliari, 03 aprile 2019 – Di sport antichi ne esistono a bizzeffe. Il calcio, ad esempio, è nato più di un secolo fa, e lo stesso discorso vale anche per il basket. I palloni invecchiano, cambiano i giocatori in campo ma la passione per questi giochi è sempre più forte. C’è uno sport, però, che va talmente tanto indietro del tempo da tornare addirittura sotto l’anno zero: l’ippica è nata praticamente quando il primo uomo è salito su un cavallo, e datare un momento del genere è impossibile. Si sa che i cavalli sono stati utilizzati in tutte le epoche storiche dall’uomo, e c’è chi ha fatto diventare questa pratica uno sport. Anche in Italia,  ovviamente.

Ascesa e declino, con l’obiettivo di un rilancio futuro

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Il nostro paese ha sempre avuto una grande tradizione di cavalli e di fantini, che è durata nel tempo e si è affermata su grandi palcoscenici col passare degli anni. Impossibile non citare in questo senso il caso di Varenne, considerato da molti come il miglior trottatore di tutti i tempi e capace di vincere 62 corse su 73. Per quanto riguarda i fantini, invece, possiamo citare su tutti Lanfranco “Frankie” Dettori, uno dei più famosi e più stimati in tutto il mondo.

Adesso, però, il processo di crescita sembra essersi arrestato. Anzi: è iniziato il declino, che sta proseguendo negli ultimi anni, con la fuga di fantini come testimonianza delle poche possibilità che offre il nostro paese per quello che riguarda questo sport. E ovviamente anche gli allevatori e le scuderie soffrono in questo periodo storico. Comunque, non tutto è perduto: di recente Gian Marco Centinaio, Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, è intervenuto sul tema parlando di investimenti futuri, ponendo l’accento anche sulla valorizzazione dei territori e soffermandosi anche sull’aspetto “familiare” di questo sport. L’obiettivo è quello di “trasformare l’ippodromo e l’evento sportivo dell’ippica in un evento mediatico, in un posto dove le famiglie possono portare i propri bambini a vedere, vivere e conoscere il cavallo, protagonista indiscusso di ogni evento”.

Capitolo scommesse

 Se da una parte il mondo dell’ippica italiana in generale sta vivendo un momento di flessione, lo stesso non si può dire invece per le scommesse. Gli ultimi dati a riguardo sono positivi, e in questo senso il web ha sicuramente dato una spinta importante, grazie alla possibilità di fare tutto anche dal proprio smartphone: ci sono portali come William Hill, ad esempio, che hanno dedicato sezioni alle corse a all’ippica, permettendo così ai giocatori di poter effettuare le loro puntate anche restando comodamente a casa. Mondo online a parte, in generale il mercato si è dimostrato ancora florido: nel 2017, ad esempio, c’è stato un volume d’affari superiore a 98 milioni di euro (dati: Agipro) per quanto riguarda le scommesse ippiche, e gli ippodromi che hanno messo insieme  i numeri migliori sono quelli di Milano, Napoli, e Roma.

Anche per quanto riguarda le scommesse, tra l’altro, c’è la volontà di rinnovare questo settore, come affermato da Giorgio Sandi, Presidente dell’Associazione Ippica Nuova. Che, tra l’altro, ha affermato a sua volta di voler “riportare le famiglie all’ippica puntando sui ragazzi con le corse dei pony ed aprendo a collaborazioni con la Fise e con gli ippodromi”. Le famiglie al centro, quindi, sia nelle parole del Ministro che in quelle delle associazioni di categoria. Perché il cavallo resta uno dei migliori amici dell’uomo, resta uno di famiglia. Nella speranza che questa stessa famiglia torni presto ai fasti di un tempo…

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