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Da Olbia alla notte dorata di New York: con Riccardo Fois esplode l'orgoglio sardo

Il sardo è nello staff dei campioni NBA di New York

Da Olbia alla notte dorata di New York: con Riccardo Fois esplode l'orgoglio sardo
Da Olbia alla notte dorata di New York: con Riccardo Fois esplode l'orgoglio sardo
Laura Scarpellini

Pubblicato il 18 June 2026 alle 19:30

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New York. Cinquantatré anni di attesa sono cancellati in una notte. I New York Knicks tornano sul trono della NBA, conquistando il titolo in una drammatica gara 5 vinta 94-90 contro i San Antonio Spurs. Mentre la Grande Mela esplode in un carosello di colori blu e arancioni e le strade attorno al Madison Square Garden vengono invase da migliaia di tifosi in festa, c'è un pezzo di Sardegna che celebra il trionfo direttamente dal parquet.

La storia della pallacanestro italiana oltreoceano si arricchisce così di un capitolo storico. L'esclusivo club dei connazionali capaci di conquistare l'anello NBA contava soltanto due nomi: Marco Belinelli, memorabile campione, e Sergio Scariolo, che ha firmato il trionfo nel ruolo di assistente in panchina.

È quello di Riccardo Fois l'italiano originario di Olbia che ha conquistato l'anello in qualità di assistente allenatore della franchigia newyorkese. Un traguardo storico per il tecnico gallurese, capace di imporsi ai massimi livelli del basket mondiale.Fois muoveva i primi passi sul parquet vincendo i titoli giovanili insieme a Gigi Datome. Consapevole che il suo vero futuro sarebbe stato la panchina e non il campo, ha scelto di partire per gli Stati Uniti per studiare, specializzarsi e analizzare migliaia di ore di gioco. Un sacrificio e una dedizione che lo hanno trasformato da giovane promessa sarda a stimato assistente allenatore, capace di scrivere una pagina indelebile della NBA.

Intervistato da Adnkronos nella notte dei festeggiamenti, Fois ha attribuito il successo alla mentalità vincente e alla straordinaria coesione del gruppo costruito in questa stagione. Secondo il tecnico, il roster era composto da giocatori abituati a conquistare trofei fin dai tempi delle high school, del college e delle rispettive nazionali. L'unione di tanti atleti con questa mentalità avrebbe dato vita a un gruppo estremamente determinato, convinto di poter vincere ogni partita. Una combinazione di qualità, carattere e ambizione che, a suo giudizio, ha permesso alla squadra di raggiungere un risultato speciale.

 Immagine nba.com

Nonostante il traguardo leggendario e i riflettori puntati della stampa internazionale, il legame con la propria terra d'origine è rimasto il punto fermo nei pensieri del tecnico, che ricopre anche un ruolo nello staff della Nazionale italiana. Ai microfoni della medesima testata, Fois non ha nascosto la propria fierezza identitaria, commentando con una battuta la concomitanza tra le finali NBA e i grandi eventi che hanno animato la sua città natale nelle date del 12 e 13 giugno: "Sono olbiese doc. In realtà ora stanno festeggiando per il concerto di Vasco Rossi - e meno male, perché mi avrebbe preoccupato il contrario! Non vedo l'ora di tornarci con la Nazionale. L'estate sarà piena, con la Summer League, ma conto di tornare. So che i miei amici si sono riuniti tutti per guardare la partita: festeggiare con loro sarà una priorità". Il successo dei Knicks, arrivato al termine di una serie dominata per quattro gare a una e chiusa dalla decisiva rimonta firmata da Jalen Brunson negli ultimi minuti a San Antonio, porta così la firma profonda di un pezzo di Sardegna. Per Fois, superati gli impegni estivi oltreoceano e la parentesi con l'Italbasket, l'appuntamento più atteso resta ora quello nell'isola, per condividere con gli affetti storici un trionfo che è già storia della pallacanestro.

Immagine di copertina tratta dal filmato Rai