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Lipu contro Cala Finanza e masterplan: "A rischio la colonia di berte minori"

"Il progetto ignora i pareri negativi della Regione Sardegna"

Lipu contro Cala Finanza e masterplan:
Lipu contro Cala Finanza e masterplan:
Olbia.it

Pubblicato il 23 June 2026 alle 15:20

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Olbia. Si allarga ulteriormente il fronte delle associazioni ambientaliste contro il progetto Cala Finanza, nel territorio di Loiri Porto San Paolo. Dopo gli interventi del Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG) e del WWF Italia, arriva anche la netta presa di posizione della Lipu-BirdLife Italia, che esprime forte preoccupazione per gli effetti che l'intervento complessivo potrebbe avere su uno dei tratti di costa più delicati della Gallura e, in particolare, sull'avifauna dell'Area Marina Protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo. Secondo la Lipu, il progetto promosso dalla Tavolara Bay Srl metterebbe a rischio un patrimonio naturalistico di valore internazionale e verrebbe realizzato senza tenere conto dei numerosi vincoli ambientali e paesaggistici né dei pareri negativi espressi dalla Regione Sardegna.

L'oggetto delle preoccupazioni è a colonia di Berta Minore che nidifica a Tavolara. "Il progetto prelude a una più vasta speculazione edilizia e andrebbe a devastare un territorio ancora intatto", spiega la Lipu. Netta dunque la posizione dell'associazione contro questo progetto e grande la preoccupazione per un intervento giudicato come devastante per la natura della Sardegna, a partire dall'avifauna che il meraviglioso comprensorio dell'Isola di Tavolara e dintorni ospita.  "La colonia di berte minori che nidifica sull'Isola di Tavolara, che costituisce oltre il 50% della popolazione complessiva del Mediterraneo e su scala globale – afferma Claudio Celada, direttore Area Conservazione Natura della Lipu-BirdLife Italia – verrebbe certamente impattata in modo molto significativo dalla costruzione di un nuovo residence in un tratto di costa così delicato".

"È davvero sconcertante – aggiunge Alessandro Polinori, presidente Lipu-BirdLife Italia – che strumenti economici come le Zes (Zone economiche speciali) vengano utilizzati dal nostro Governo per bypassare qualsiasi regola ambientale, anche là dove le valenze naturali sono massime e le istituzioni regionali si oppongono e, inoltre, quando lo stesso Governo chiede giustamente alle Regioni di attivarsi per l'attuazione del Regolamento UE 2024/1991 sul ripristino della natura. Pensavamo che l'idea di costruire resort di lusso in aperta violazione delle normative paesaggistiche italiane e in spregio ai valori ambientali sempre più a rischio nel nostro Mediterraneo appartenesse al passato, ma così non è – conclude Polinori –. Registriamo però un sempre crescente interesse da parte della gente ad attivarsi affinché la natura continui ad essere un bene accessibile a tutti, in primis alle popolazioni locali, soprattutto in tempi di crescente scarsità delle risorse naturali". La Lipu chiede infine che venga richiesto un parere tecnico-scientifico all'Ispra sull'impatto che il progetto avrebbe sull'avifauna e che siano pienamente rispettati tutti i vincoli esistenti nell'area. Con l'intervento della Lipu si amplia ulteriormente il fronte delle organizzazioni ambientaliste che contestano il progetto di Cala Finanza e del masterplan. Una mobilitazione che coinvolge ormai associazioni nazionali e regionali e che si affianca alle iniziative già intraprese dalla Regione Sardegna e dalle altre realtà impegnate nella tutela di uno dei tratti costieri più preziosi dell'isola.

Ricordiamo che la prima fase del possibile progetto della Tavolara Bay è quella sottoposta ad autorizzazione unica Zes: coinvolti una decina di ettari, prevista la ristrutturazione di Villa Joy nonché realizzazione di un gampling con 7 moduli. Il cosiddetto masterplan, invece, è localizzato per lo più nell'area di Lu Bagnu, oltre la fascia di inedificabilità dei 300 metri e prevederebbe un hotel da 50 camere, 25 ville, un campo da golf, servizi per lo sport, una spa, un eliporto. Nell'area di Lu Bagnu, entro la fascia dei 300 metri, è presente un'ampia zona umida indicata e delimitata dal PPR e sono presenti anche due fiumi.

In copertina la Berta minore © Michele Mendi per Lipu.it