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Luras, Domos Abbeltas chiude con il pieno di pubblico: "La cultura è la chiave per costruire il futuro"

Intervista all'archeologa Paola Mancini

Luras, Domos Abbeltas chiude con il pieno di pubblico:
Luras, Domos Abbeltas chiude con il pieno di pubblico:
Patrizia Anziani

Pubblicato il 22 June 2026 alle 20:00

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Luras. Si è conclusa ieri l'edizione 2026 di Domos Abbeltas, la manifestazione che per tre giorni ha trasformato il centro storico di Luras in un grande percorso dedicato alla cultura, alle tradizioni, all'artigianato e ai sapori del territorio. Un appuntamento che ha registrato interesse e partecipazione, confermando la capacità del paese di raccontarsi attraverso il proprio patrimonio storico, archeologico e identitario. Ad aprire la manifestazione era stato il talk interattivo "Luras e il suo territorio tra passato e futuro: quale sviluppo?", fortemente voluto e moderato dal sindaco Leonardo Lutzoni. Attorno allo stesso tavolo si sono confrontati l'archeologa Paola Mancini, il botanico Giacomo Calvia, l'enologo Andrea Pala e l'economista Carlo Marcetti, con l'obiettivo di leggere il territorio attraverso discipline diverse ma complementari. "Domos Abbeltas non è stata soltanto un'occasione per aprire le case storiche di Luras ai visitatori – spiega Paola Mancini – ma un momento di riflessione sul valore del patrimonio culturale e sulle opportunità che esso offre per il futuro della comunità. Per questo la manifestazione è stata inaugurata con una serata dedicata al dialogo tra discipline diverse, nella convinzione che solo una lettura integrata del territorio possa restituire il senso profondo delle sue unicità". Secondo l'archeologa, il pubblico ha risposto con grande attenzione. "Ha partecipato un folto pubblico, attento e partecipe, senza l'ausilio di immagini ma con la forza delle conoscenze e della condivisione. L'obiettivo non era quello di proporre interventi separati, ma di costruire una narrazione comune capace di mettere in relazione archeologia, storia, ambiente, viticoltura ed economia del turismo". 

Per Paola Mancini, Luras possiede caratteristiche che la rendono un territorio unico nel panorama gallurese. "Luras custodisce una storia lunga oltre cinquemila anni, conserva un centro abitato vivo e profondamente legato alle proprie radici e offre un patrimonio archeologico di straordinario valore. Qui si trovano quattro dolmen perfettamente visitabili – Alzoledda, Ciuledda, Ladas e Billella – monumenti che rappresentano una delle testimonianze più affascinanti della preistoria sarda. In Gallura, infatti, sono assenti le domus de janas, mentre i dolmen costituiscono l'unica tipologia di sepoltura preistorica presente nel territorio". Tra gli appuntamenti più apprezzati della manifestazione anche il trekking archeologico organizzato dal Comune di Luras. Guidati dall'archeologa e guida turistica regionale Paola Mancini e dalla guida turistica e ambientale Telemaco Murgia, i partecipanti hanno percorso un itinerario di circa sei chilometri alla scoperta di alcuni dei più importanti monumenti preistorici del territorio.  Nonostante il caldo intenso, l'escursione ha registrato un'ottima partecipazione, segno del crescente interesse verso un patrimonio che a Luras raggiunge una concentrazione unica in Gallura. I visitatori hanno potuto conoscere da vicino la storia dei dolmen, monumentali tombe megalitiche costruite a partire dal Neolitico recente, tra il 3500 e il 2700 avanti Cristo, comprendendo come archeologia, paesaggio e identità locale costituiscano un unico racconto. "È stata un'esperienza che ha permesso di leggere il paesaggio come un libro aperto, dove archeologia, natura, cultura e identità si intrecciano in un racconto unitario", sottolinea Mancini. L'archeologa guarda però anche oltre la manifestazione. "È questa la direzione da perseguire: costruire un'offerta culturale capace di mettere in dialogo ricerca scientifica, tutela, accoglienza e sviluppo, affinché il patrimonio non sia soltanto memoria del passato, ma una risorsa viva per il presente e per il futuro del territorio. Per farlo c'è bisogno di costruire una rete di relazioni tra territori, di dialogo tra professionalità diverse e di un coinvolgimento attivo delle comunità. Imprescindibili sono la formazione e una corretta divulgazione".

Le parole di Paola Mancini assumono un significato particolare anche alla luce del percorso professionale che l'ha resa uno dei principali punti di riferimento dell'archeologia gallurese. Originaria di Trudda, nel comune di Loiri Porto San Paolo, dove nel 2023 l'amministrazione guidata dal sindaco Francesco Lai le ha conferito il Premio Tematico "Cultura" per il contributo offerto alla valorizzazione del territorio, l'archeologa da oltre vent'anni dirige scavi, coordina ricerche scientifiche e promuove la divulgazione storico-archeologica in numerosi comuni della Sardegna. Alla libera professione affianca l'attività di guida turistica regionale, accompagnando cittadini e visitatori alla scoperta dei luoghi della preistoria sarda, ed è autrice di pubblicazioni e volumi dedicati all'archeologia e alla storia dell'Isola.

Domos Abbeltas 2026 si chiude così dopo tre giornate che hanno saputo intrecciare cultura, tradizioni, archeologia, enogastronomia e artigianato. Dal confronto tra studiosi sul futuro del territorio alle degustazioni dei vini delle cantine luresi nel "Vicolo di Vino", dall'inaugurazione dell'enoteca temporanea alle dimostrazioni dedicate alle launeddas a cura dell'esperto costruttore dello strumento Graziano Montisci, fino alla presentazione del libro di Francesco Scanu e all'esibizione del Coro Su Bubugnulu, la manifestazione ha proposto un ricco programma capace di coinvolgere residenti e visitatori. Un percorso che ha trovato il suo filo conduttore nella valorizzazione dell'identità di Luras, dimostrando come il patrimonio culturale non rappresenti soltanto una memoria da conservare, ma una risorsa concreta sulla quale costruire il futuro delle comunità, mettendo in dialogo conoscenza, identità, turismo e sviluppo sostenibile.

 

 

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