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Cronaca

Zona Franca: tutta la verità.

Zona Franca: tutta la verità.
Zona Franca: tutta la verità.
Angela Galiberti

Pubblicato il 23 marzo 2013 alle 15:22

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Olbia - La Zona franca non poteva non portare dietro di sé qualche polemica o fraintendimento. Partiamo dal cosiddetto appoggio che il Cancelliere Angela Merkel avrebbe dato alla zona franca in Sardegna menzionato da Antioco Patta durante il convegno che si è svolto ad Olbia venerdì sera. La Merkel non ha mai menzionato la Sardegna nella famosa intervista a Der Spiegel. Tutto è nato da un commento scritto da Mario Carboni (leader della Fondazione Sardegna Zona Franca) pubblicato sul portale www.sanatzione.eu di URN Sardinnya. A spiegarlo, sulle stesse pagine web di sanatzione, è Adriano Bomboi in un post datato 15 Marzo 2013. La Merkel, nella famosa intervista, ha menzionato semplicemente il suo programma per rivitalizzare l'eurozona. Programma che prevede la creazione di zone a fiscalità agevolata nelle aree che soffrono di più la crisi. Il commento sulla Sardegna è di Carboni, non della Merkel. Quanto alla Zona Franca vera e propria, bisogna stare molto attenti al piano legislativo. L'avvocato Scifo è stato molto chiaro: sulla carta la Sardegna è già zona franca in base: - all'art. 12 dello Statuto Sardo sull'istituzione dei punti franchi; - al dlg num. 75 del 10 Marzo 1998 che, in ottemperanza ai Reg Ue 2913/92 e 2454/93, istituisce le ZF di Cagliari, Olbia, Porto Torres, Arbatax, Portovesme, Oristano più le zone industriali e i porti ad esse collegate; - al Trattato di Lisbona, che elenca le caratteristiche delle ZF (insularità, spopolamento, ruralità); - alla delibera della Giunta Cappellacci del 12 Febbraio che dà vita alla ZF integrale; - alla lr 10 del 2008 del Governo Soru che dà alla Regione il potere per attuare le ZF. La Zf, che è uno strumento di politica economica, c'è già: va attuato. Vediamo però come funziona. Rechiamoci idealmente a Livigno, il paese più a Nord della Lombardia, perla montana a fiscalità di vantaggio che vive di turismo. A Livigno lo Stato non applica tasse: ovvero non esistono Iva e accise, dunque tutto (dai profumi alla benzina) costa meno. Questo rende Livigno attrattiva tutto l'l'anno. C'è però l'altra faccia della medaglia: Livigno non riceve trasferimenti dallo Stato. Neanche un misero cent. Come fa allora a sostenersi? Semplice. Livigno ha un "diritto speciale": tutte le merci che entrano versano una tassa al Comune. E così, il piccolo Comune lombardo, ha nelle sue casse 26milioni di euro. Lo stesso sistema può essere applicato alla Sardegna? La parola agli esperti. Anche perché il tema dell'iva non versata è importante, non è un vezzo da detrattori. Ultima cosa da non dimenticare: in Sardegna c'è un'azienda che.sta già lavorando in regime.di zona franca extra-doganale ed è la Saras. Unica perché il punto franco di Cagliari è stato l'unico ad essere attivato dalla Regione.

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