Saturday, 30 May 2026
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Pubblicato il 30 May 2026 alle 17:00
San Teodoro. Un cigno nero che emerge dal mare e approda sulla battigia della Cinta come in una scena da documentario naturalistico. È quanto accaduto nei giorni scorsi sulla celebre spiaggia di San Teodoro, dove un insolito visitatore ha attirato l'attenzione di bagnanti e curiosi. A immortalare l'animale il 25 maggio scorso è stato Simone Malavasi, titolare a San Teodoro di una nota Online Travel Agency (OTA), ovvero un'agenzia di viaggio digitale. Appassionato conoscitore del territorio e della fauna locale, Simone Malavasi si trovava sulla spiaggia quando poco prima delle 15:00 ha notato una grande sagoma avanzare tra le onde. "In un primo momento avevo pensato a un cormorano, ma le dimensioni decisamente maggiori e il caratteristico becco rosso mi hanno subito fatto capire che si trattava di qualcosa di molto diverso", spiega Malavasi. "È arrivato a nuoto e poi è salito tranquillamente sulla spiaggia. L'animale, apparso docile e in buone condizioni, ha sostato per circa due ore sull'arenile, suscitando la curiosità dei presenti e permettendomi di realizzare alcuni filmati ravvicinati senza disturbarlo", racconta ancora Malavasi. Il cigno nero (Cygnus atratus) è una specie originaria dell'Australia e rappresenta una presenza decisamente inconsueta sulle spiagge della Sardegna. Pur essendo allevato in alcuni parchi, giardini privati e strutture zoologiche europee, gli avvistamenti in libertà lungo le coste dell'Isola sono estremamente rari. Preoccupato per il benessere dell'animale, Malavasi ha immediatamente contattato gli enti competenti per attivare le procedure di recupero. Mentre il cigno si riposava sulla sabbia dopo la lunga traversata, sul posto sono intervenuti gli operatori del Corpo Forestale che hanno provveduto a mettere in sicurezza il volatile e a trasferirlo per gli accertamenti sanitari del caso.
L'assenza di anelli identificativi alle zampe ha alimentato alcuni interrogativi sulla provenienza dell'esemplare. Non è escluso che possa essersi allontanato da una struttura privata o da un'area in cui era custodito, ma saranno gli accertamenti degli specialisti a chiarire l'origine dell'animale e il suo stato di salute. Malavasi opera nel settore del turismo digitale e da oltre sedici anni percorre le coste e l'entroterra della Sardegna per raccontarne paesaggi, tradizioni e peculiarità naturalistiche. Un'attività che lo porta a trascorrere molto tempo a contatto con l'ambiente e che negli anni gli ha consentito di osservare da vicino numerose specie animali presenti sull'Isola. Per lui non si tratta del primo avvistamento insolito lungo le coste galluresi. Nel 2025, durante una delle sue consuete attività di documentazione del territorio, aveva notato una sagoma in mare al largo di Cala Brandinchi, immortalando con un video quello che appariva come un presunto esemplare di foca monaca. La segnalazione suscitò grande interesse tra appassionati e osservatori naturalistici. Sebbene le immagini non abbiano consentito una conferma definitiva da parte degli esperti, l'episodio contribuì ad accendere l'attenzione sulla possibile presenza della specie nelle acque del nord-est della Sardegna. Negli anni Malavasi ha inoltre partecipato alla segnalazione e al recupero di diversi animali in difficoltà, tra cui un fenicottero ferito, collaborando con veterinari e operatori impegnati nella tutela della fauna selvatica. Una passione che nasce dal suo amore per la natura e dalla costante frequentazione delle coste e dei sentieri della Sardegna. Dal presunto avvistamento della foca monaca a Cala Brandinchi, all'inaspettato approdo di un cigno nero sulla spiaggia della Cinta, gli incontri documentati negli ultimi anni confermano come il litorale di San Teodoro continui a regalare episodi naturalistici sorprendenti, testimonianza della ricchezza ambientale del territorio.
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