Thursday, 27 August 2026
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Pubblicato il 27 August 2026 alle 17:40
Torpè. Anche il Comune di Torpè può festeggiare il suo prezioso traguardo da Blue Zone, con un'altra donna arrivata a spegnere cento candeline in salute. Giuseppa Murgia, vedova Altana, ha tagliato lo straordinario traguardo del secolo di vita e nella piccola frazione di Concas, dove ha trascorso gran parte della sua esistenza, per lei è stata organizzata una grande festa con taglio della torta tra addobbi, organetto, balli sardi e l'affetto di figli, nipoti, pronipoti, parenti e amici.
A consegnarle personalmente la targa ricordo è stato il sindaco di Torpè, Gianni Pilosu, che a nome suo e dell'intera Amministrazione comunale le ha rivolto l'augurio di una vita ancora felice e serena. Per le immancabili foto ricordo il primo cittadino ha voluto poi rendere Giuseppa protagonista di un altro momento speciale, facendole indossare la fascia tricolore. Un piccolo gesto simbolico, oltre a quello di un bellissimo mazzo di fiori, per rendere omaggio, a nome dell'intera comunità torpeina, alla sua nuova centenaria. Sulla targa donata dal Comune di Torpè compare la data del 25 agosto 1926, quella con cui Giuseppa Murgia risulta registrata all'anagrafe. Ma il suo vero compleanno, racconta la nipote Mara Altana, è il 26 agosto. Una discrepanza che riporta indietro nel tempo, quando soprattutto nei piccoli centri non era così inconsueto che la registrazione anagrafica non coincidesse perfettamente con il giorno della nascita.
Giuseppa è nata a Su Cossu, altra frazione di Torpè. Dopo il matrimonio si trasferì a Concas con il marito Giovanni Maria Altana, conosciuto come Romeo, costruendo lì la propria famiglia e crescendo i suoi amati sette figli: un maschio e sei femmine. Rimasta vedova circa vent'anni fa, è ora circondata dall'affetto dei figli, dei 12 nipoti e dei tanti pronipoti: una grande famiglia che continua a starle accanto quotidianamente.
Donna dalla tempra forte e decisa, Giuseppa ha dedicato la sua vita soprattutto agli affetti e alla casa. Per anni una delle sue grandi passioni è stata l'uncinetto: centrini, lavori fatti a mano e copertine preparate anche per la nascita dei pronipoti. Con il passare degli anni ha dovuto però mettere da parte ago e filo, perché la vista non le consente più la precisione necessaria per dedicarsi a un'attività che ha tanto amato. Ma se l'uncinetto è finito nel cassetto, Giuseppa non ha dimenticato come si balla. Durante la festa per il suo compleanno, quando l'organetto ha cominciato a suonare e sono partiti i balli tradizionali, la centenaria ha partecipato anche lei, regalando alla famiglia uno dei momenti più belli della giornata.
E nella memoria di figli e nipoti restano anche i profumi e i segreti della sua cucina, tramandati ora alle figlie e alla nuora. Tra le specialità di casa c'erano le paste fresche, tra cui quella sfoglia cucinata al forno, sas cozzulasa e sos pinoso, questi ultimi dolci tradizionali preparati con pasta e miele. Sapori che attraversano le generazioni e che raccontano, insieme ai lavori all'uncinetto e alle giornate trascorse a Concas, un pezzo della sua lunga storia. Alla festa ha preso parte anche il parroco, don Antonello Solinas, che ha impartito una benedizione a Giuseppa, mentre tutta la famiglia si è riunita intorno a lei per festeggiare lo straordinario traguardo.
Giuseppa Murgia, vedova Altana, continua a trascorrere le sue giornate circondata dalle cure dei suoi familiari: sono i figli ad alternarsi per starle accanto e assisterla con amore e riconoscenza. A Concas si è festeggiato così un secolo di vita trascorso tra famiglia, tradizioni e quei legami profondi che ancora caratterizzano i piccoli paesi della Sardegna. E a cento anni, quando parte la musica dell'organetto, per Giuseppa c'è ancora spazio per qualche passo di ballo sardo.
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