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Olbia: dopo i furti e le segnalazioni Pittulongu in allerta, ma attenzione ai falsi allarmi sui social

Quando l'allerta si trasferisce sui social, il confine tra prudenza e allarmismo diventa sottile

Olbia: dopo i furti e le segnalazioni Pittulongu in allerta, ma attenzione ai falsi allarmi sui social
Olbia: dopo i furti e le segnalazioni Pittulongu in allerta, ma attenzione ai falsi allarmi sui social
Patrizia Anziani

Pubblicato il 26 August 2026 alle 13:00

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Olbia. A Pittulongu l'attenzione è alta. A contribuire al clima di preoccupazione ci sono i recenti furti ai danni delle auto lasciate nei parcheggi delle spiagge e alcune segnalazioni relative a persone che si sarebbero aggirate tra le abitazioni cercando informazioni sulla presenza dei proprietari(leggi qui, qui, e qui). In un quartiere sul mare che durante l'estate registra un forte aumento delle presenze, episodi e racconti di questo genere hanno inevitabilmente accresciuto l'apprensione. Ma quando l'allerta si trasferisce sui social, il confine tra prudenza e allarmismo può diventare sottile. Negli ultimi giorni proprio a Pittulongu due episodi hanno mostrato quanto sia facile interpretare come anomala una situazione che, una volta chiarita, si rivela del tutto normale.

Il primo ha riguardato una giovane donna fotografata mentre camminava nella zona con il telefono. La sua presenza era stata segnalata sui social perché ritenuta insolita, lasciando spazio a interrogativi sulle ragioni per cui si trovasse nei pressi delle abitazioni. Fortunatamente la ragazza non risultava riconoscibile nell'immagine pubblicata. Poco dopo, tra i commenti sui social, è arrivato il chiarimento: la giovane si trovava nella zona per ragioni del tutto estranee a quelle ipotizzate e la segnalazione è stata subito rimossa.

Un secondo episodio è stato raccontato da una residente che ha riferito di aver ricevuto la visita di due donne arrivate a bordo di un furgone, presentatesi per consegnare i contenitori dei rifiuti per conto della De Vizia. Avendo già ritirato il proprio kit la donna ha successivamente condiviso l'accaduto sui social chiedendo semplici pareri. A chiarire la situazione è intervenuta direttamente una delle interessate, spiegando di essere un'operatrice impegnata nella distribuzione dei kit, insieme a una collega, e precisando che entrambe indossavano il giubbotto di servizio e che sul mezzo erano presenti gli adesivi del Comune di Olbia. Due vicende differenti, ma accomunate dallo stesso elemento: una presenza ritenuta insolita ha generato rapidamente timore e agitazione, prima ancora che fosse possibile verificarne la reale natura. Reazioni che sono anche il segnale dell'apprensione che si respira in queste settimane a Pittulongu, quartiere ad alta presenza turistica durante l'estate, dove i recenti episodi hanno inevitabilmente innalzato il livello di attenzione.

Questo non significa naturalmente abbassare la guardia. Di fronte a comportamenti realmente anomali o a situazioni che destano preoccupazione, rivolgersi alle forze dell'ordine resta la scelta più prudente. Maggiore cautela richiede invece la pubblicazione sui social di fotografie, targhe, descrizioni o ipotesi riferibili a singole persone: senza elementi concreti si rischia non soltanto di alimentare inutilmente l'allarme, ma anche di coinvolgere persone completamente estranee a qualsiasi illecito, con possibili conseguenze anche sul piano legale. Vigilare, dunque, sì. Ma senza trasformare automaticamente ciò che non conosciamo in un pericolo: in un momento di particolare sensibilità per il quartiere, verificare prima di pubblicare può evitare che una legittima richiesta di sicurezza finisca per generare nuovi e ingiustificati allarmi.