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SEATY protegge la Gallura: a Golfo Aranci e Capo Testa la biodiversità marina +75%

0ltre 18mila persone coinvolte tra bio-passeggiate e monitoraggio ambientale

SEATY protegge la Gallura: a Golfo Aranci e Capo Testa la biodiversità marina +75%
SEATY protegge la Gallura: a Golfo Aranci e Capo Testa la biodiversità marina +75%
Laura Scarpellini

Pubblicato il 02 July 2026 alle 12:30

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Golfo Aranci. L'obiettivo è quello di trasformare la tutela del mare in un’esperienza quotidiana, capace di generare valore ambientale e sociale. Con la stagione estiva torna a pieno regime il progetto SEATY, il modello di conservazione ed educazione marina locale sviluppato da Worldrise con il sostegno di Fastweb+Vodafone. L'iniziativa consolida la sua presenza in Sardegna e Sicilia, confermandosi come presidio attivo tutto l'anno per la salvaguardia del Mediterraneo. Da giugno sono ripartite le attività gratuite nei quattro siti attivi, due dei quali situati in Gallura: a Golfo Aranci e all'interno dell'Area Marina Protetta di Capo Testa – Punta Falcone (Santa Teresa Gallura), a cui si aggiungono Capo Milazzo e Salina.

Il programma prevede snorkeling guidato da biologi marini, bio-passeggiate, laboratori educativi, giornate di pulizia delle spiagge ed eventi culturali. Dalla sua nascita nel 2022, SEATY ha unito oltre 197.000 metri quadrati di specchi acquei, coinvolgendo più di 18.000 persone. Non si tratta solo di divulgazione, ma di un piano scientifico strutturato. I monitoraggi biologici e le analisi del DNA ambientale (eDNA) condotti nel 2025 nel SEATY di Golfo Aranci hanno evidenziato dati straordinari: un aumento della ricchezza di specie marine fino al +48%, con picchi del +75%. Sono stati censiti oltre 5.000 individui tra pesci, molluschi e crostacei, registrando la totale assenza di specie aliene invasive. In un Mediterraneo in cui, purtroppo, meno dell’1% delle acque gode di una protezione efficace, il modello SEATY dimostra come l'alleanza tra scienza, istituzioni e imprese possa fare la differenza. Patrocinato dalla Regione Autonoma della Sardegna e dai comuni costieri coinvolti, il progetto contribuisce attivamente al raggiungimento dell’obiettivo internazionale “30x30”, che punta a proteggere stabilmente almeno il 30% dei mari del pianeta entro il 2030.

Immagine di copertina generata da AI