Wednesday, 01 July 2026
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Pubblicato il 01 July 2026 alle 20:55
Loiri Porto San Paolo. Cala Finanza, la Sardegna si mobilita: migliaia di occhi puntati sulla baia contesa. Non si ferma la mobilitazione per Cala Finanza e Punta La Greca. Nelle ultime quarantotto ore la vicenda che riguarda uno dei tratti più delicati della costa di Loiri Porto San Paolo ha vissuto due passaggi destinati a segnare il dibattito pubblico: da un lato la manifestazione di oggi, che ha richiamato centinaia di cittadini, associazioni e ambientalisti; dall'altro il Consiglio comunale di ieri sera, chiamato a pronunciarsi sulla revoca della deliberazione n. 50 relativa al procedimento urbanistico collegato al progetto di Tavolara Bay.
Fin dalle prime ore della mattinata, Cala Finanza si è trasformata in un luogo di incontro e partecipazione. Tante persone hanno raggiunto la spiaggia e i sentieri della zona con bandiere, striscioni e cartelli, in un clima determinato ma composto. Famiglie, giovani, amministratori, esponenti del mondo ambientalista e semplici cittadini hanno condiviso una giornata scandita dagli interventi dal palco e dagli applausi del pubblico. Più volte è stato ribadito l'invito a rimanere uniti nella difesa del territorio e a pretendere il pieno rispetto delle norme di tutela previste dalla Regione Sardegna. Il messaggio emerso dalla manifestazione è stato chiaro: Cala Finanza e Punta La Greca rappresentano un patrimonio collettivo che, secondo i partecipanti, deve essere preservato.
Alla manifestazione erano presenti i promotori della mobilitazione il Comitato Sos Cala Finanza, che ha raccolto oltre 103 mila firme a sostegno della tutela di Cala Finanza e Punta La Greca e i rappresentanti del Comitato promotore Pratobello 24, protagonista nei mesi scorsi della raccolta di oltre 211 mila firme a sostegno della proposta di legge popolare contro la speculazione energetica. Due mobilitazioni nate su fronti differenti ma accomunate dall'obiettivo di difendere il paesaggio sardo e chiedere che ogni trasformazione del territorio avvenga nel pieno rispetto delle leggi regionali, della pianificazione urbanistica e della volontà delle comunità locali. Tra gli interventi anche quello di Pier Franco Devias, segretario di Liberu, che ha rivendicato il diritto dei sardi a decidere del futuro della propria terra. Un richiamo all'autodeterminazione e alla necessità che le scelte sul territorio siano assunte nel rispetto delle comunità locali, della normativa regionale e della tutela del patrimonio ambientale. Un messaggio che si è intrecciato con gli altri interventi della giornata, tutti accomunati dall'invito a mantenere unito il fronte a difesa di Cala Finanza e Punta La Greca.
Sul fronte istituzionale, il Consiglio comunale ha invece approvato ieri la revoca della deliberazione n. 50 con i soli voti della maggioranza, mentre i consiglieri di minoranza hanno abbandonato l'aula prima della votazione finale. Nel suo intervento, il sindaco Francesco Lai ha sostenuto che la revoca rappresenta un atto di responsabilità, spiegando che le condizioni poste originariamente dal Consiglio – tra cui il mantenimento della volumetria pari a zero, la salvaguardia degli accessi al mare e la destinazione del 50% delle aree a parco – sarebbero state superate dagli sviluppi successivi della vicenda. Per questo motivo, secondo il primo cittadino, era necessario ritirare l'atto per tutelare l'interesse pubblico. Di diverso avviso la minoranza, che ha contestato la gestione dell'intera procedura, evidenziando i possibili profili di responsabilità derivanti dalla revoca e sostenendo che il Comune avrebbe dovuto acquisire un parere legale preventivo prima di procedere. Anche questo confronto ha confermato come la vicenda resti fortemente divisiva sul piano politico. La partita, tuttavia, non si esaurisce nella revoca della delibera comunale. Rimane infatti aperto il procedimento amministrativo legato all'autorizzazione rilasciata nell'ambito della ZES e restano sul tavolo le questioni urbanistiche e ambientali che hanno alimentato il confronto negli ultimi mesi.
Il progetto promosso da Tavolara Bay, riconducibile al gruppo brasiliano Fasano, si inserisce in un più ampio masterplan turistico che, secondo le informazioni finora emerse, interesserebbe un'area compresa tra il confine sud dell'abitato di Porto San Paolo e Punta Don Diego, includendo anche Cala Finanza e Punta La Greca. L'investimento complessivo prospettato è di circa 200 milioni di euro. Allo stato attuale, tuttavia, il procedimento amministrativo concretamente avviato riguarda esclusivamente il comparto di Punta La Greca, con il progetto presentato attraverso la procedura ZES, mentre il resto del masterplan non risulta ancora oggetto di un iter autorizzativo definito.
La forte partecipazione registrata oggi conferma come la vicenda abbia ormai superato i confini del dibattito amministrativo, trasformandosi in una mobilitazione popolare che coinvolge cittadini, associazioni e comitati provenienti da diverse parti della Sardegna. La battaglia per Cala Finanza e Punta La Greca prosegue in vista della prossima data decisiva fissata per martedì 8 luglio, quando il Tar Sardegna è chiamato a pronunciarsi sul ricorso presentato dalla Regione Sardegna e dal Gruppo d'Intervento Giuridico (GrIG) contro il provvedimento con cui la struttura di missione ZES, e successivamente il Consiglio dei ministri, hanno dato il via libera alla procedura relativa a Punta La Greca. Da quella decisione potrebbe dipendere il futuro dell'intervento autorizzato nell'area. Proprio in vista di questa udienza, i promotori della mobilitazione hanno annunciato un presidio permanente a Cala Finanza, con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica fino alla pronuncia dei giudici amministrativi.
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