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Sardegna, trasporti: sì allo sciopero, ma chiesto incontro in Regione

I messaggi audio su Whatsapp scatenano il panico

Sardegna, trasporti: sì allo sciopero, ma chiesto incontro in Regione
Sardegna, trasporti: sì allo sciopero, ma chiesto incontro in Regione
Angela Galiberti

Pubblicato il 10 marzo 2022 alle 09:34

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Olbia. C'è solo un unico punto fermo e un'unica cosa vera: nella serata di ieri, gli autotrasportatori sardi si sono riuniti a Tramatza per fare il punto della situazione e decidere se protestare. Il "sì" allo sciopero c'è stato, ma non c'è accordo sulla durata: gli autotrasportatori sardi hanno chiesto un incontro alla Regione che, se tutto va bene, potrebbe verificarsi nelle prossime ore e potrebbe anche evitare che la protesta avvenga.

Perché tanta agitazione? Tutta colpa dei rincari avvenuti in queste settimane sui carburanti. Rincari elevati che stanno erodendo non solo i guadagni chi lavora nel settore trasporti (tutta la filiera è coinvolta), ma anche dei cittadini e di chi produce merce che deve essere spostata da un capo all'altro della Sardegna o dell'Italia o persino del continente europea. Va da sé che un'isola ha più svantaggi rispetto alla terra ferma: noi sardi dobbiamo aggiungere il costo del traghetto e questo fa sì che i nostri prezzi siano (quadsi) sempre più elevati rispetto al resto d'Italia.

Ecco perché il settore autotrasporti sardo è in subbuglio: in Italia non è mai stato sviluppato il trasporto su rotaia, figuriamoci in Sardegna. Le merci vengono quasi tutte spostate su gomma e questo tipo di trasporto è sensibile, molto sensibile, alle fluttuazioni del costo dei carburanti. E' un sistema che ha il pregio di poter arrivare ovunque, ma ha il difetto di dipendere moltissimo dalla geopolitica. In tempo di pace quasi non ci si accorge di nulla, ma in tempo di guerra è tutta un'altra storia.

A Tramatza si è votato all'unanimità di fermare i camion, ma non c'è accordo sulla durata dello sciopero e in ogni caso questa protesta potrebbe essere fermata con un intervento della politica (non solo regionale, ma nazionale).

Nella giornata di ieri, sin dalla mattina, sono iniziati a circolare una serie di audio whatsapp che hanno scatenato il panico. A Olbia e nelle principali città della Sardegna si sono verificate file nei supermercati e code ai distributori. La paura di rimanere senza cibo ha portato molte persone a fare scorte. I beni di prima necessità, però, non possono essere bloccati.