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Cronaca

RSA e domiciliarità: la non autosufficienza a convegno

RSA e domiciliarità: la non autosufficienza a convegno
RSA e domiciliarità: la non autosufficienza a convegno
Angela Galiberti

Pubblicato il 16 febbraio 2013 alle 17:17

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Convegno Rsa e domiciliarità Olbia - Diritti negati e vilipesi. Ma anche voglia di creare in Sardegna (e in Italia in generale) un sistema che funzioni davvero mettendo al centro le esigenze di tutte quelle persone che hanno perso l'autosufficienza. Di questo e di molto altro si è parlato sabato mattina durante il convegno "Il ruolo delle residenze sanitarie assistenziali a supporto della domiciliarità" organizzato dalla cooperativa "La Fenice" che gestisce, ad Olbia, la RSA "Sole di Gallura". RSA molto importante per il territorio di riferimento che però rischia la chiusura. Un aspetto, questo, di cui si è parlato al Museo Archeologico. Perchè eliminare una residenza sanitaria significa vilipendere dei diritti. Come ha più volte sottolineato Gianfranco Nizzardo, presidente della coop "La Fenice", la società odierna è destinata a invecchiare sempre di più. Di conseguenza, all'aumentare delle persone anziane aumenterà la necessità di alcuni servizi essenziali come la domiciliarità e la RSA. Due servizi diversi ma complementari che devono necessariamente integrarsi per rispettare le esigenze dei pazienti. C'è però un problema, anzi più di uno nella ridente isola della Sardegna, patria di tantissimi centenari. Le linee guida sulle RSA varate con la riforma Dirindin non sono mai state applicate. Tant'è che in Sardegna non esiste una metodologia unica di VDM (valutazione multidimensionale) del paziente. Ogni RSA fa da sola e dunque non vi è un metodo oggettivo unico per valutare le effettive esigenze degli anziani. Per questo motivo tutte le RSA sarde, che sono 19, si sono unite in un coordinamento per costituirsi parte civile contro la Regione.